La fotografia 

del Paradiso 

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301 - LA PRIMA GRAZIA DA CHIEDERE

 

7 Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. 8 Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. 9 Voi dunque pregate così: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano,12 e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, 13 e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. 14 Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. (Matteo 6, 7-15). Pregare la preghiera del Padre nostro, vuol dire pregare Dio (Padre), con le parole suggerite da Dio (Figlio), quindi avere la sicurezza di non correre il rischio di usare parole a caso e di pregare a vuoto. Il nostro Dio, essendo Dio, “conosce bene”  quali sono le grazie materiali di cui abbiamo bisogno per la nostra vita terrena, tanto che non abbiamo bisogno di elencarle, ma è sufficiente chiedere :“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Quello che, invece, noi, da soli, non sapremmo mai, è qual è la grazia spirituale chiedere. Ed essendo la grazia più importante da chiedere, perché da essa dipende la nostra vita eterna, Gesù la elenca per prima:  “Sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra”. Dobbiamo cioè chiedere al Padre, nel nome del Figlio,  è che lo Spirito Santo “venga a regnare dentro di noi”, cioè ad “abitare” in noi ad “agire” in noi. E, in estrema sintesi, chiediamo a Dio il dono di Dio. Chiediamo lo Spirito Santo, che ha lo scopo di "santificarci", cioè renderci santi, cioè di metterci in grado, di non solo di compiere la volontà di Dio, ma ancor prima di desiderarla.

 

 

302 - LA SPERANZA TESTARDA

 

La fede è il motore stesso della speranza cristiana, che non è come la speranza umana, non è lo "speriamo bene...". La speranza cristiana è il “tempo di attesa” che intercorre tra la “domanda” a Dio e l’ottenimento della “risposta” che non delude mai, ma premia, sempre, quelli che, fino all'ultimo, sperano in Dio. Se, fino a ieri, non hai sperato, oppure ad un certo punto hai smesso di sperare, "incomincia", o "ricomincia" a sperare. Non è mai troppo tardi, per sperare, spera ogni giorno, senza stancarti mai. Spera mosso da una fede nuova, cocciuta, testarda, incrollabile, invincibile. Tu fai questo, perché ai miracoli penserà Dio…!

 

 

 

303 - NESSUNO TI AMA COME DIO

 

Dio è il tuo Creatore, è il tuo Papà, è il tuo Fratello maggiore, è il tuo alleato invincibile, è il tuo Sposo, è “Carne della tua carne”, è “Spirito del tuo spirito”, è “Sangue del tuo sangue”, è “Anima della tua anima”. Il diavolo, odiando Dio, ma non potendo nulla contro Lui, cerca di sfogare il suo odio, contro noi, che siamo fatti da Dio stesso, ad immagine e somiglianza di Dio e che, quando siamo caduti, siamo stati redenti da Lui e i nostri nomi sono scritti nei Cieli, di modo che, ora, ci aspetta, in Paradiso, un destino di eterna felicità. “Nessuno ti ama come Dio”, e “nessuno ti odia come il diavolo”, imprimitelo bene nella mente e nel cuore e non lo scordare mai…! Ma, se crederai alla voce ingannatrice del tuo peggior nemico, anziché alla Parola di Dio, tuo Salvatore, preferendo l'amore per il peccato, all'amore per Dio, gli impedirai di salvarti, perché, in ogni caso, Lui, avendoti creato libero, rispetta la tua volontà.
 


 

304 - IL CASO NON ESISTE


Le prove con le quali la vita ci costringe a misurarci e che a nessuno, al mondo, sono risparmiate, ricco o povero, credente oppure ateo, che sia, sono lontane dalla nostra comprensione. Eppure, non sono mai frutto del caso, ma rispondono ad un preciso disegno di Dio, nostro Padre, volto ad ottenerci l'unione con Lui, già in questa terra poi, per sempre, in Paradiso. Non occorre comprendere il significato di una determinata croce, che ci verrà svelato, solo quando saremo in Cielo, ma avere la certezza che Dio, amandoci infinitamente, si sta servendo di quella determinata prova, per il nostro unico bene: il Paradiso.

 

 

 

305 - IL COMPITO DI SMASCHERARE

 

Molti sacerdoti, preferiscono, per non inimicarsi gran parte dei fedeli, che ormai vivono secondo la mentalità del mondo e non più secondo la volontà di Dio, evitare accuratamente di parlare nelle loro omelie e nelle loro catechesi, di parole “irritanti”, come peccato e inferno. Sono pastori che tradiscono la loro missione, perché diventano causa della perdizione delle anime, compresa la loro. Allora, affinché non rimanga nessun dubbio, o incertezza, o confusione, su un tema così scottante, che riguarda i nostri stessi “destini futuri eterni”, lascio, direttamente alla Parola a Gesù, “il compito smascherare” molti di quelli che, oggigiorno, nemmeno consideriamo peccati. ”Del resto le opere della carne sono ben note: e opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio”. (Galati 5, 19-21). “Non ingannatevi: né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti… (coloro che si uniscono sessualmente, appartenendo allo stesso sesso) prenderanno possesso del Regno di Dio” (1 Corinzi 6,9-10). "Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. (Matteo 5, 28). “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose (non le lascia impunite).

 

 

 

306 - ANCHE CON PAROLE NOSTRE

 

Molte volte, il peccato, nemmeno lo riconosciamo come tale, a causa della mentalità del mondo, che, pur senza nessuna autorità per farlo, ha ormai “sdoganato” il peccato, considerandolo perfino una virtù. Quante persone si vantano, tra amici, dei peccati che commettono…?! Il peccato originale, che abbiamo ereditato dai nostri progenitori ha creato una “vulnerabilità” nei confronti dei peccati. Come se non bastasse, tutti i peccati, che finora abbiamo commesso, hanno accentuato il nostro “livello di dipendenza” nei confronti di questi vizi. Quindi, senza l’aiuto della grazia, saremmo, e rimarremmo, “schiavi del peccato”. "La carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste fare. (Galati 5, 24:17). L’aiuto della grazia va continuamente chiesto, con il “Sia fatta la Tua volontà” del Padre nostro, con il “Prega per noi peccatori” dell’Ave Maria, con il Salmo 51,10 “O Dio, crea in me un cuore puro”, con le parole di San Domenico Savio “La morte, ma non il peccato” e anche con parole nostre, quelle stesse che ci suggerirà lo Spirito Santo. Infatti Dio guarda alla sincerità della preghiera, perché poi, alla potenza della grazia, pensa Lui.

 

 

307 - IL DIRITTO DEL DIAVOLO

 

Quando scegliamo di fare la volontà di Dio, la nostra anima, è abitata da Dio, ma scegliamo di peccare,  la nostra anima, che era “abitata da Dio”, un attimo dopo, a causa di quel peccato, viene “occupata da satana”. Il peccato dà al diavolo un “diritto di proprietà” sulla nostra anima, di modo che, peccando, diventiamo “schiavi del demonio”. Infatti peccare vuol dire  ”disobbedire alla volontà di Dio", per “obbedire alla volontà del diavolo”. Si, in termini pratici, chi sceglie “l'amore per il peccato”, al posto “dell'amore per Dio”, ”si ribella a Dio", “si sottomette al diavolo”, smette di appartenere a Dio, diventa proprietà del diavolo. Tanto è vero che, fino a che il peccatore non si pente dei suoi peccati e li confessa chiedendo perdono a Dio, Dio non può cancellarli. Di conseguenza, non potendo cancellare i suoi peccati, non può nemmeno intervenire, per scacciare il diavolo e riprendersi quell'anima. Non può farlo, nonostante sia il suo Creatore e Redentore, o meglio… potrebbe anche farlo, essendo onnipotente, ma non lo fa, perché, creandolo, lo ha creato libero di scegliere il bene o il male, la vita o la morte, di scegliere cioè, Dio o satana e quindi rispetta la sua volontà, anche quando è sbagliata.
 

 

308 - IL BASTONE TRA LE RUOTE

 

La fede in Cristo non deve essere dubbiosa, perché il dubbio è come un bastone gettato in mezzo all’ingranaggio della fede, che ne inceppa il meccanismo. “Se avrete fede e non dubiterete, dice il Signore, tutto quello che chiederete nella preghiera, vi sarà dato”. (Matteo 21,21-22).

 

 

309 - LO SPOSO DI MARIA VOLA

 

Dio, ha dato a Maria, il “privilegio” di nascere "Immacolata", cioè “senza la macchia del peccato originale”, in previsione della sua maternità divina. In questa purezza, Maria si è mantenuta, durante tutta la sua vita ed è per questo motivo che Lei è l’unica creatura ad essere in Paradiso, anche con il corpo e non solo con l'anima. La potenza, che Dio le ha concesso, per sconfiggere satana e tutti i suoi demoni, è illimitata. Maria è la “Regina degli angeli e dei santi del Cielo”, Maria è Colei che comanda, sia gli uni, che gli altri, perché così ha voluto Dio. Maria, non solo è figlia del Padre celeste, come lo siamo anche noi, ma è anche la “figlia prediletta di Dio”, perché è stata prescelta, fra tutte le creature, per diventare “Madre di Dio”. Maria ha un potere grandissimo presso il cuore di Dio, ma non lo adopera per se stessa, ma per noi suoi figli. “Quando lo Spirito Santo, Sposo di Maria, trova Maria in un'anima, vola in questa anima”. (San Louis Grignion de Montfort ).

 

 

310 -  LE 3 MENSE

 

La santa messa è la “mensa della Parola", la “mensa dell'Eucarestia "ed anche la “mensa della Carità”. “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. (Giovanni 13, 34.). Il "comandamento della carità”, impartito da Gesù, vale per l'intera umanità, non solo per noi cristiani, ma almeno noi, che ci professiamo cristiani, cioè seguaci di Cristo, dovremmo metterlo in pratica. Se non lo facessimo, vano sarebbe il nostro andare a messa e il nostro pregare, perché, proprio grazie a Gesù, riceviamo il dono di diventare figli di Dio Padre, ma anche di diventare fratelli fra di noi, di modo che, non è possibile amare Dio, senza amare anche i Suoi figli. Lo “scambio della pace”, durante la santa messa, concretizzato con un cenno di un saluto, o una stretta di mano, accompagnati da un sorriso, è il momento in cui si realizzare la “mensa della carità”, che altro non è che la “mensa della fraternità”. E' questa l'occasione liturgica, per esprimere, manifestare e far trionfare, la “comunione d'amore” tra credenti. «Da questo tutti vi riconosceranno come miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri». (Giovanni 13,35.) 

 

 

311 - IL POTERE DELLA CROCE

Noi rincorriamo le nostre false sicurezze umane, ma Dio, con la croce, che ci colpisce nella salute, o economicamente, o negli affetti, ce le annulla, all'improvviso. Dio ci insegna che il domani non dipende da come ci vanno le cose, oggi: se bene, continueranno ad andare bene, o se male, non smetteranno più di andar male. Noi siamo portati a credere solo alle apparenze, cioè solo a quello che vediamo con i nostri occhi, ma ci sfugge la cosa più importante, i “disegni imperscrutabili di Dio”, che sono solo e soltanto, “disegni d'amore”, perché sono volti unicamente al nostro maggior bene, cioè alla nostra salvezza eterna. La croce introduce nella nostra vita una forma di povertà, intesa come situazione di impotenza a risolvere, con le nostre sole forze, i nostri problemi. La croce diventa così la “premessa necessaria”, per pregare Dio. E, insieme a grazie materiali, ci verranno donate, anche e soprattutto, grazie spirituali, prime fra tutte la conversione. Sotto la croce, coloro che non erano cristiani lo diventano e coloro che credevano di esserlo, diventano, finalmente, cristiani veri. Infatti grazie alla croce, "cade" la "maschera dell'orgoglio", diventiamo piccoli e umili e per questo entriamo in comunione d'amore con Dio e incominciamo a sintonizzare la nostra volontà sulla Sua volontà. E da quel momento in poi, accadranno cose meravigliose nella nostra vita e grazie a noi, anche nella vita degli altri nostri fratelli.

 

 

 

312 - LE CAREZZE DELL'ANIMA


Lo Spirito Santo ci parla, quando vuole, dove vuole, e come vuole, però il momento privilegiato in cui entra in un colloquio con la nostra mente, il nostro cuore e la nostra volontà, è quando facciamo della lettura della Parola di Dio un “appuntamento d’amore”, quotidiano. E, terminato il tempo della lettura continuiamo, non distraiamoci, non sbrighiamoci a tornare in fretta alle nostre occupazioni ma continuiamo a occhi socchiusi ad assaporare queste Parole di Dio, che sono le Parole dell’Amato, come vere e proprie carezze dell’anima.
 

 

 

313 - QUANDO FINISCE LA MESSA


Quando finisce la messa domenicale, ci sono molti che non aspettano nemmeno la fine dei canti, perché appena dopo la benedizione del sacerdote, si alzano e se ne vanno… Si sbrigano ad andarsene, frettolosamente, quasi come se avessero compiuto un dovere, più che un atto d’amore, tanto che in un attimo, la chiesa è vuota. Quando la messa finisce, non fuggire, subito lontano, ma rimani, a far compagnia a Gesù, che è dentro di te, anche solo pochi minuti e la mensa della Parola e dell’eucarestia a cui hai partecipato porterà molti frutti nella tua vita.
 

 

 

314 - LA FINTA CIOCCOLATA

 

Ogni tentazione, che ci spinge ad “andare contro la volontà di Dio”, cioè a "commettere peccato", che ce ne rendiamo conto o meno, è, sempre e solo, un suggerimento che viene dal diavolo, che, non visto, se la ride di noi e si frega le mani, ogni volta che, come ingenui, ma userei la parola fessi, cadiamo nei suoi tranelli. Il suo scopo è quello di “farci ribellare a Dio”, perché, ogni volta che commettiamo un peccato mortale, facciamo la volontà del diavolo, anziché quella di Dio. E si chiama peccato mortale, perché ha, come conseguenza, “la separazione da Dio”, perché, con “la scelta del peccato”, “sfrattiamo Gesù dalla nostra anima” (che rispetta la nostra volontà, anche quando è rivolta al male) e “satana ne approfitta”, per prendere, immediatamente, il suo posto, “prendendo possesso della nostra anima”. Per cui se quel peccatore, morisse in quello stesso istante, cioè senza avere avuto la volontà (o il tempo) di pentirsi, sarebbe dannato per l'eternità. “La trappola”, “sapientemente mimetizzata”, che il diavolo usa, per “catturarci”, con “la tagliola del peccato”, è la tentazione. Il diavolo, mediante la tentazione, ha la “capacità persuasiva e seduttiva” di “travestire il male sotto forma di bene”, di travestire l'infelicità, sotto forma di felicità, di travestire la morte, sotto forma di vita e, permettetemi di aggiungere anche, di “travestire la merda sotto forma della cioccolata”… E la tentazione più classica, la più comune, quella che ha “il potere di irretire il più gran numero di persone”, è quella in campo sessuale, anche se, la lista delle tentazioni, è molto più vasta… Attento a te, quindi, tutte quelle volte in cui sei tentato, dal tuo “peggiore nemico” e “nemico mortale”, il diavolo, di desiderare di compiere e di compiere ciò che Dio ti proibisce, sia di desiderare, che di compiere, quasi come se non facendolo, rinunciassi alla felicità, perché, in realtà, ciò che satana ha in serbo per te, è l'infelicità assoluta ed eterna, cioè, “in una sola parola, l'inferno”. 

 

 

 

315 - IL DIAVOLO IN GABBIA


Non allungheremmo, mai, il braccio oltre le “sbarre” di una “gabbia”, contenente una "bestia feroce", ma ci terremmo a debita distanza e, tanto meno, apriremmo la porta di quella gabbia. Il diavolo è pericoloso come un “leone ruggente”, ce lo spiega, chiaramente, Gesù, per metterci in guardia: “Siate sobri, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare”. (1Pietro 5).  Però, fino a che “siamo un sola cosa con Dio”, perché siamo abitati dallo Spirito Santo, che ci santifica e che quindi ci tiene lontani dal peccato, “il diavolo è impotente”, tanto quanto un leone, “imprigionato in una gabbia”. Non abbiate paura, quindi, del diavolo, ma abbia terrore del peccato. Peccare, infatti, sarebbe l'equivalente di infilare la chiave nella serratura della porta della gabbia e girarla, fino allo scatto che libererebbe il demonio.  

 

 

 

316 - LA FALSA SANTITA'


E' facile, dopo molti progressi spirituali, cadere nell’orgoglio. Perché, quando percorriamo il cammino della santità, il diavolo moltiplica i suoi sforzi per lusingare e accarezzare il nostro ego, nel tentativo di “farci montare in superbia”, quella superbia che è "l’ultimo stadio" dell’orgoglio. E, se riesce a farci cadere in questo inganno, di avere più bisogno di conversione e quindi del combattimento spirituale, per rimanere fedeli a Dio, siamo già caduti nella “tentazione” della “presunzione”, che è “l'altra faccia” “dell'orgoglio”. Allora, pur continuando a credere di essere santi, saremo caduti nell'inganno, demoniaco, della “falsa santità”. “Costui è accecato dall'orgoglio, non comprende nulla (Timoteo 6,4). “...Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!” (Matteo 15, 14). 
 

 

 

317 - DI CRISTO NON DI LUIGI


“La chiesa” è “il popolo di Dio”, che è “il Corpo di Cristo”, quindi la chiesa non è qualcosa di estraneo a noi, perché “la chiesa siamo noi”. Il Corpo di Cristo non è solo di Cristo, perché è formato dal nostro corpo e dal corpo di ognuno di noi, nessuno escluso. Il Corpo di Cristo, di cui Cristo è il “Capo”, è una “realtà indivisibile”: “Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo…. e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito. Infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. (1 Corinzi, 12-14). Quindi, dal momento del battesimo in poi, il corpo di Luigi non è più di Luigi, ma di Cristo e ugualmente il tuo corpo, non è più il tuo, ma di Cristo, per questo dobbiamo il massimo rispetto al nostro corpo e a quello dei nostri fratelli. ““Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.” (1 Corinzi 3, 16-17). ”Distruggere", nel senso di “separare”, se, a causa del peccato, distruggiamo la nostra unione con Dio. Se, però, pentiti dei nostri peccati, chiediamo perdono a Dio, ritorniamo ad essere tempio di Dio.

 

 

 

318 - TEMPIO VIVO


“La chiesa viva”, non è quella del chiuso degli "spazi architettonici", “la chiesa vera” è fatta da quelle “pietre vive”, che siamo noi. La chiesa come struttura muraria è uno strumento del popolo di Dio. Il tempio, fatto di materia, seppur è rimasto una realtà fondamentale, per lo svolgimento della messa e l'amministrazione dei sacramenti, ha perso di centralità, da quando il Padre inviando il Figlio e il Figlio inviando lo Spirito Santo, hanno fatto si che, il tempio di Dio, diventassimo noi. “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3, 16).

 

 

319 -  COME SCACCIARE IL DEMONIO

 

Se fossimo impossessati nel nostro corpo dal diavolo, ci verrebbe spontaneo “correre”, dall’esorcista, “più veloci della luce”, per esserne liberati. Ugualmente, quando il diavolo si è impossessato della nostra anima, a causa del peccato, dobbiamo "correre" da un sacerdote. Prima, però, dobbiamo chiedere perdono, direttamente a Dio, con il cuore a pezzi, per averlo offeso e tradito, animati, al tempo stesso, dalla sicurezza di essere perdonati. Questo perché, “Gesù continua”, ancora oggi, “a scacciare il demonio”, perdonando i nostri peccati. E, se morissimo, dopo aver chiesto perdono a Gesù, ma senza aver avuto il tempo di fare anche la confessione sacramentale, presso un sacerdote, saremmo comunque salvi, perché Dio conosce le intenzioni del nostro cuore. Il potere di scacciare i demoni, Gesù lo ha dato, in modi diversi, agli esorcisti e ai confessori. “Nel mio nome scacceranno i demòni” (Marco 16,17).  

 

 

 

320 - UNA PREGHIERA SPECIALE


Ma come si fa a riconoscere che Dio è sempre accanto a noi? Con un atto di fede. Sappiamo che Dio è sempre con noi, ogni istante, ogni giorno, giorno e notte, per sempre, perché ce lo “garantisce” la “Parola di Dio” e noi, semplicemente dobbiamo crederlo. “1 Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto? 2 Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. 3 Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode. 4 Non si addormenterà, non prenderà sonno, il custode d'Israele. 5 Il Signore è il tuo custode, il Signore è come ombra che ti copre, e sta alla tua destra. 6 Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte. 7 Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. 8 Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre.“ (Salmo 120). Credere che Dio è sempre accanto a noi, godere della Sua presenza, essere rassicurati dal Sua protezione, gioire per il Suo amore, parlargli come si parlerebbe ad un padre terreno, sapendo però, che Lui è un Papà-Dio, quindi un Padre onnipotente, onnisciente, che cioè conosce qual è il nostro vero bene e che, amandoci infinitamente, ce lo farà raggiungere. ”Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?" (Romani 8,32).  “Rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Luca 10, 20). La "preghiera della divina presenza”, è “preghiera di fede”, che si fa “preghiera di contemplazione”. La preghiera della divina presenza, ci insegna che possiamo adorare, contemplare, parlare con il nostro Papà celeste, ma anche con Gesù, nostro Fratello maggiore e stare con loro, non solo quando siamo in Chiesa, ma in ogni momento della nostra giornata, quando passeggiamo, lavoriamo, andiamo in auto, sempre…! La "preghiera della divina presenza" è il "trampolino di lancio" per essere "immersi" “nell'amore soprannaturale” di Dio, "assorbirlo" e "ridonarlo". La preghiera della divina presenza è necessaria perché i peccatori diventino santi e perché i santi, non tornino ad essere peccatori, ma, anzi, continuino a crescere in santità.

 

 

 

321 - È NECESSARIO PREGARE?


È "importante" pregare? E' "indispensabile"! Nessuno si sognerebbe di rinunciare a mangiare, bere e respirare, perché, per vivere, è indispensabile respirare, bere e nutrirsi. Allo stesso modo, è indispensabile pregare, per “far vivere la vita di Dio dentro di noi”, ottenendo ogni benedizione e ogni grazia in questa terra e il Paradiso futuro. Noi iniziamo a pregare, quando siamo messi alla prova da Dio, con la croce. Solo allora capiamo che abbiamo bisogno del Suo aiuto e iniziamo a pregare, perché Dio ci aiuti a superare quei problemi che, da soli, non riusciamo a risolvere. Il rischio che corriamo, quindi, è quello di smettere di pregare, quando siamo esauditi da Dio. Quindi è solo e soltanto per il nostro stesso bene, che i problemi, in questa vita non mancheranno mai, per cui, quando anche saremo liberati da alcune croci, altre, croci compariranno all'orizzonte.  

 

 

 

322 - SONO LA VOCE DI DIO

 

I salmi sono le più antiche preghiere della Sacra scrittura. I salmi, sono le fondamenta stesse di ogni altra preghiera, i salmi “sono Parola di Dio”. Le parole contenute nei salmi sono le Parole che Dio stesso ci suggerisce per rivolgerci a Lui. I salmi sono il punto di partenza e di arrivo, per entrare in comunione sempre più profonda con Dio. I salmi "sono la voce di Dio, “prestata agli uomini”, per ”dialogare con Dio" ed essere esauditi da Dio. I salmi hanno forgiato infinite schiere di santi di ogni generazione, epoca e nazione. I salmi sono la fabbrica dei santi.

 

 

 

323 - E' AMORE ED E' SANTITA'


Lo “Spirito di Dio” è lo “Spirito Santo”, che è “l’Amore di Dio”. “Dio è Amore” e “Dio è santità”, cioè Dio è la fonte stessa dell'amore e Dio è la fonte stessa della santità. E' nell'amare come Dio ci comanda di amare, cioè con il Suo stesso Amore, che è lo Spirito Santo, che consiste la santità. "Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui" (1 Giovanni 4,16).“L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori, per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato donato”. (Romani 5, 5). Nel piano infinitamente sapiente di Dio, non esiste amore, senza santità e non esiste santità senza amore, per cui solo chi si lascia santificare dallo Spirito Santo, è in grado di amare come Dio ama e cioè nello Spirito Santo, che è lo Spirito di Gesù e del Padre.

 

 

 

324 - L’ALLENAMENTO ALLA FIDUCIA


L’allenamento alla preghiera, genera l’allenamento alla fiducia, che è il bene più prezioso nel nostro rapporto con Dio, perché senza la fiducia, la fede è una pianticella con radici leggere, tanto che rischia, alla prima tempesta della vita, di essere sradicata. Invece la fede vera, quella che è resa invincibile dalla fiducia, commuove Dio e che proprio per questo, ci ottiene le grazie più impensate…!

 

 

 

325 - IL PARADISO DENTRO


Gesù è accanto a noi, anche se siamo nel peccato, ma se siamo in grazia di Dio, è dentro di noi. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. (Galati 2, 20). Infatti, se, per entrare in dialogo con Dio, è sufficiente la fede, perché Dio possa abitare in noi, diventando, per questo, una sola cosa con noi, è necessaria anche l’obbedienza. Fino a che non potremo entrare in Paradiso, se accoglieremo Dio nella nostra anima, per mezzo della nostra obbedienza alla Parola di Dio, faremo entrare il Paradiso dentro di noi. "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (Giovanni 14,23).

 

 

 

326 - IL MISTICO È UN INNAMORATO


Tutti possiamo diventare mistici e Dio "desidera", "vuole" e ci "chiede" di diventare mistici, perché il mistico è semplicemente “un innamorato di Dio". E se diventiamo innamorati di Dio, facciamo l'esperienza di Dio e Dio ci rivela i Suoi misteri, infatti, la parola "mistico", deriva proprio dalla parola "mistero". Dio si fa conoscere da quelli che lo amano e gli stessi teologi, devono essere, ancor prima che studiosi, innamorati di Dio, perché se non lo fossero, possiederebbero solo la sapienza umana, ma non certo quella divina. Santa Caterina da Siena, oltre a non essere una donna istruita, era perfino analfabeta, però era follemente innamorata di Gesù. E Gesù, oltre ad insegnare a Caterina a leggere la Sacra Scrittura, la istruì e la illuminò sui misteri di Dio, fino a permetterle di raggiungere livelli così alti, che fu dichiarata, ufficialmente, dalla chiesa, “dottore della chiesa”.

 

 

 

327 - QUANDO GESU’ SI NASCONDE


Gesù, a volte, si rende visibile a noi, per mezzo di piccoli, medi o grandi, doni mistici, in modo che, la presenza di Dio si fa "tangibile" e la fede vola, senza nessuna fatica da parte nostra. Altre volte e sono la maggioranza, la percezione di Dio, non c'è più e non essendo più misurabile la presenza di Dio, a livello sensibile, potremmo avere la sensazione che Dio sia assente, che siamo stati abbandonati da Lui. Quella, però, di credere Dio lontano, solo perché non si rende visibile attraverso le gratificazioni spirituali, è una tentazione del maligno, che mira solo a destabilizzare la nostra fede. Per questo, dobbiamo smettere di verificare la nostra unione con Dio, con il "sentire" o il "non sentire" la Sua presenza. Infatti, solo il peccato, "rompe" questa unione tra noi e Dio, ma, al tempo stesso, se abbandoniamo il peccato, dopo essercene pentiti, averlo confessato e averlo fatto cancellare dal perdono di Dio, ritorniamo ad essere nuovamente uniti a Lui. Gesù, quando si nasconde, lo fa solo per fortificare la nostra fede e per perfezionare il nostro amore. Infatti, è proprio quando siamo armati solo con la nuda fede, che dimostriamo a Dio amarlo per Se stesso e non per i Suoi doni. I doni, poi, arriveranno, o torneranno, comunque ed in misura anche maggiore perché “siamo stati provati nell'amore” e “avendo superato la prova”, il nostro amore e la nostra santità, ha raggiunto un livello più alto e perfetto.

 

 

 

328 - GRIDARE GIORNO E NOTTE…


"E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?". (Luca 18, 7-8). Esiste un’apparente contraddizione tra l’espressione “Li farà a lungo aspettare” e l’altra, “prontamente”, visto che se insistiamo nella preghiera, è proprio perché Dio ci fa attendere, prima di esaudirci… Ma, se Dio ci fa attendere, è solo e soltanto per il nostro stesso interesse: ci vuole “allenare” alla “preghiera continua”. Quindi la parola “prontamente”, riferita all’esaudimento delle nostre preghiere, non va intesa nel senso di “immediatamente”, ma di “improvvisamente”. Dio ci fa capire, con questo brano del Vangelo, l'importanza di continuare a pregare, con fiducia, “senza smettere di sperare”, perché quando meno ce lo aspettiamo, Lui ci "sorprenderà", esaudendo le nostre preghiere. D'altronde a cosa ci servirebbe, l’essere esauditi, subito, da Dio, se, poi una volta esauditi, smettessimo di pregare? Se smettessimo di pregare perderemmo la fede, ma se perdessimo la fede, perderemmo anche Dio che, fra tutti i beni, è il nostro bene più prezioso, tanto che, lo stesso Paradiso, è soltanto la conseguenza della nostra unione con Gesù. Il “gridare giorno e notte” di cui parla Gesù, è il “pregare sempre”, “il pregare con insistenza”, il “pregare senza stancarsi mai”, elevando continuamente il nostro pensiero d’amore a Dio, insieme alle nostre richieste d’aiuto.

 

 

 

329 - HA CREATO LA FELICITA'


La santità nella sua definizione più semplice è "imparare a dire, “si”, alla volontà di Dio". E la felicità, è semplicemente la conseguenza di quel "si" che diciamo a Dio, "fuggendo il peccato", per amore Suo. Tu puoi essere felice, solo se hai Dio dentro, perché Dio è la "fonte della felicità". Dio Creatore, non solo ha creato l'uomo, ma ha creato anche la felicità, perché non avrebbe avuto alcun senso creare la vita, senza creare insieme alla vita, anche quella gioia di vivere, che è la felicità, ma se perdi Dio, perché lo "baratti" col peccato, perdi anche la felicità.

 

 

 

330 - DISOBBEDIRE = ALLONTANARSI 


Dio ci lascia liberi di allontanarci da Lui, ma al tempo stesso, crea quelle condizioni che faciliteranno il nostro ritorno. "Giona però si mise in cammino per fuggire a Tarsis, lontano dal Signore. Scese a Giaffa, dove trovò una nave diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto, s'imbarcò con loro per Tarsis, lontano dal Signore. Ma il Signore scatenò sul mare un forte vento così forte che scatenò una tempesta tale che la nave stava per sfasciarsi. I marinai impauriti invocavano il proprio dio (Giona 1,3-5). Quante “tempeste”, anche nella nostra vita, da farci perfino temere per la nostra stessa sopravvivenza. Apparentemente scatenate dal caso, mentre invece, dietro di esse, c’è la mano di Dio. Questo brano della Sacra Scrittura ci fa capire che il "disobbedire" alla volontà di Dio equivale a "allontanarsi da Dio”. La missione che il Signore aveva affidato a Giona era quella di ammonire i peccatori di Ninive, per suscitare la loro conversione: “Alzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me”. (Giona 1, 2). Alcuni sacerdoti, oggi, per non correre il rischio di essere "impopolari", sono "colpevoli" difronte a Dio per aver fatto "scomparire" nelle loro omelie parole, come “peccato” e “inferno”. Temono il giudizio degli uomini, ma, in tal modo, dimostrano di non temere il giudizio di Dio. Così facendo, mettono a rischio, non solo la propria salvezza eterna, ma anche quella dei fedeli che il Signore ha affidato loro. E di quelle pecore, un giorno, Gesù, “chiederà conto” a quei pastori... E speriamo che gliene chieda conto in questa vita, così come ha fatto con Giona, perché, in questo caso, sarebbero ancora in tempo per salvarsi. "Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!" (Galati 1, 10).

 


 

 


 

301 -  LA PRIMA GRAZIA DA CHIEDERE

302 - LA SPERANZA TESTARDA 

303 - NESSUNO TI AMA COME DIO

304 - IL CASO NON ESISTE

305 - IL COMPITO DI SMASCHERARE 

306 - ANCHE CON PAROLE NOSTRE

307 - IL DIRITTO DEL DIAVOLO

307 - IL BASTONE TRA LE RUOTE

309 - LO SPOSO DI MARIA VOLA

310 - LE 3 MENSE

311 - IL POTERE DELLA CROCE

312 - LE CAREZZE DELL'ANIMA

313 - QUANDO FINISCE LA MESSA 

314 -  LA FINTA CIOCCOLATA

315 - IL DIAVOLO IN GABBIA

316 - LA FALSA SANTITA'

317 - DI CRISTO NON DI LUIGI

318 - IL TEMPIO VIVO

319 - COME SCACCIARE IL DEMONIO

320 -  UNA PREGHIERA SPECIALE

322 - SONO LA VOCE DI DIO

323 - E' AMORE ED E' SANTITA'

324 - L’ALLENAMENTO ALLA FIDUCIA

325 - IL PARADISO DENTRO

326 - IL MISTICO È UN INNAMORATO

327 - QUANDO GESU’ SI NASCONDE

328 - GRIDARE GIORNO E NOTTE…

329 - HA CREATO LA FELICITA'

330 - DISOBBEDIRE = ALLONTANARSI 


 

 

 

 

Testi e immagini © di Luigi Tosti  

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