La fotografia del Paradiso 

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151 - DIO PADRE, DIO MADRE


Non ti stupire se, Dio, tuo “Padre” ti ama con amore “paterno e materno”, insieme: «Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre» (Luca 11, 2). «Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero,  io invece non ti dimenticherò mai» (Isaia 49,14-15). 

 

 

 

152 - PROMESSO SPOSO DI DIO

 

Non ti stupire se, Dio vuol essere tuo “promesso sposo” in questa vita: «Ti fidanzerò a me per l'eternità» (Osea 2, 9) per diventare tuo “Sposo” nel Regno dei Cieli, affinché anche tu possa regnare insieme a Lui. «Non temere, poiché tuo Sposo è il tuo Creatore» (Isaia 54, 5). 

 

 

 

153 - TU, MADRE DI DIO 

 

Non ti stupire se, Dio ti ama con l'amore di figlio. «Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre» . (Matteo 12,50) perché Gesù ti ha promesso che, se farai la volontà di Dio, “genererai Dio dentro di te". Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (Giovanni 14, 23). 

 

 

 

154 - NON TI STUPIRE, STUPISCITI

 

Non ti stupire, nel senso di non essere incredulo, per questo amore infinito che Dio ha per te. al tempo stesso, però, stupisciti, nel senso del “santo stupore”, per essere diventato, grazie a Gesù, “sangue del Suo Sangue”, “carne della Sua Carne”, “spirito del Suo Spirito”, quindi per essere entrato realmente a far parte della “famiglia di Dio”. E stupisciti per essere talmente unito a Dio, da essere diventato una sola cosa con Lui, per la “fusione sponsale”, tra l'anima sposa e lo Sposo, che avviene per mezzo dello Spirito Santo, sei fai la volontà di Dio e che generando Dio dentro di te, per unione trasformante, genera anche un altro te, che pur rimanendo umano viene divinizzato. Stupisciti e non finire mai di stupirti e non smettere mai di meravigliarti. E fai di questo tuo stupore e di questa tua meraviglia, una delle tue preghiere più alte: la “preghiera dello stupore e della meraviglia”. Ricordati sempre, però, di unire a preghiera, la preghiera più importante di tutte: “la preghiera del fare la volontà di Dio”. Perché quesat preghiera è la preghiera del “pregare con la vita”, diventando testimoni vivi di Cristo, cioè “altri Cristi”. Se facessi a meno di questa preghiera, preferendo l'amore al peccato, al posto dell'amore per il tuo Dio ”svuoteresti di significato" ogni altra preghiera, perché onoreresti Dio solo con le labbra e saresti falso e ipocrita, tanto quanto i farisei del Vangelo, così tanto indigesti a Gesù…

 

 

 

154 - PLASMATI DA DIO

 

Dio ci ha "creato", ci ha "plasmato" come opera delle sue mani, ci ha donato il nostro essere, seppur affidando la gestazione a nostra madre. Siamo creature di Dio e ad immagine e a somiglianza di Dio e Lui è felice, orgoglioso, innamorato e geloso di noi...! Per Lui siamo preziosi, perché ci ama con cuore di Padre. Nessuna scusa al mondo è valida, difronte a Dio, per distruggere ciò che Lui ha creato, per eliminare una vita, che solo a Lui appartiene. La nostra vita non è nostra, tantomeno quella degli altri e nemmeno quella del nascituro. Nessuna persona al mondo, può togliersi la vita, o toglierla a qualcun'altro, neanche se cambia la parola "omicidio", con quella di "aborto", neanche se gode dell'approvazione dell'opinione pubblica, neanche se le leggi umane glielo consentono. Nessuno di quelli che si ribellano al volere di Dio, può sfuggire al giudizio e alla condanna di Dio, salvo che con il pentimento, il dolore e l'ammissione del male commesso. "Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno". (Salmo 138, 13-16)

 

 


 

156 - NON LIBERATE IL LEONE 

I fatti di cronaca nera che leggiamo nei giornali o ascoltiamo alla Tv, ci raccontano fatti di ordinaria follia, da parte di persone comuni, che, in un attimo di rabbia, si comportano con la brutalità e l'efferatezza dei criminali incalliti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ferimenti, uccisioni, ospedale, cimitero, galera, forse anche l'inferno. Rovina e dolore causato a se stessi, agli altri, oltre che alle rispettive famiglie. Non permettiamo al diavolo di "accecare" la nostra "intelligenza" e perfino la "fede", con l'istinto animalesco, perché, altrimenti il prossimo nome che tutti potrebbero leggere, in futuro, nelle notizie di cronaca nera, potrebbe essere il nostro. E anche quando sono gli altri a cercare la lite, non raccogliamo la provocazione.  Il demonio infatti, cerca in tutti i modi di spingerci a rovinare noi stessi e gli altri e perfino le persone a noi più care. E, dopo aver raggiunto il suo scopo malefico, se la ride di noi, soddisfatto e si frega le mani, per la contentezza. C'è un leone feroce perché incattivito dall'odio nei confronti di tutti i figli di Dio, il diavolo, ma, per bontà di Dio è incatenato. Non commettere la sciocchezza più grande al mondo, quella di liberarlo, dando sfogo alla tua rabbia e al tuo odio, perché, se lo liberi, se liberi il diavolo, "segni" la tua "condanna", oltre che quella di chi quelli che vuoi rovinare. "Nell'ira non peccate.... non date occasione al diavolo". (Efesini 4, 26-27). "...Vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. (1Pietro 5,8)

 

 

 

157 - "A TU PER TU" CON GESU'


Quando preghiamo, se siamo in grazia di Dio e se chiediamo cose buone, dobbiamo avere la "certezza" di essere stati "esauditi", anche se è necessario un tempo di attesa, per ottenerle. Padre Livio, a Radio Maria, diceva che dopo aver pregato, non dobbiamo "guardare l'orologio", o "controllare il calendario", ma, "ringraziare" Dio, "anticipatamente", per quello che, Lui, con "sicurezza", ci donerà. Anche io, ho sperimentato, nella mia vita, che Dio mette alla prova la nostra fede, ma che poi, al momento opportuno, ci sorprende, donandoci anche di più di quello che avevamo richiesto. Monica, la madre di Agostino, ha pregato ininterrottamente, per trenta lunghissimi anni, per ottenere la conversione del figlio. E, come frutto di quella preghiera instancabile, che l'ha resa santa, che l'ha resa Santa Monica, Dio ha voluto donare non solo a lei, ma al mondo intero, quel "capolavoro di santità" che è Sant'Agostino. Certo Dio non si ripete, non crea mai un santo uguale all'altro e alcuni li rende famosi e altri, la stragrande maggioranza, no, tanto che li conosceremo solo in Cielo. Si, perché in Cielo sono tutti santi, visto che, senza la santità, non si entra in Paradiso. Tutti i santi, dal primo all'ultimo, sono necessari per costruzione del Regno di Dio, le cui fondamenta sono poste in questa terra e, ognuno, nella sua diversità, è un capolavoro del divino genio creativo di Dio. Perché Dio, però, possa "scolpire" la nostra santità, partendo dal blocco di partenza, che è il peccato, è necessaria la nostra preghiera, ininterrotta. In Paradiso non occorrerà più pregare, perché saremo santi per sempre, anche se continueremo a intercedere per quelli che sono rimasti sulla terra, a cominciare dai nostri cari, parlando "a tu per tu" con Gesù, mentre lo guardiamo negli occhi e camminiamo, beatamente, insieme a Lui. Naturalmente il colloquio con Gesù, se siamo in cammino di santità, lo portiamo avanti con gioia, già in questa vita, nella fatica della fede, seppur alleggerita dalle ali della grazia e non ancora nella visione, perché per vedere Dio dobbiamo ancora attendere.

 

 

158 - I FRATELLI MAGGIORI


Se qualche cristiano dà cattiva testimonianza, anziché scandalizzarti, mormorare, giudicarlo ed accusarlo, peccando in tal modo anche tu, prega per lui, per la sua conversione, perché, anche se sbaglia, non smette comunque di essere tuo fratello. Dio ci chiede di "odiare il peccato", ma, al tempo stesso, ci chiede di "amare i peccatori". Esiste un "odio giusto", quello per il peccato e un "odio sbagliato" quello per i fratelli. Gesù ci ama, infinitamente, e amandoci di questo amore senza limiti, è misericordioso e, per questo, attende, con pazienza, la conversione dei peccatori. Chi odia, "desidera il male" di suo fratello, per questo, "l'odio è satanico", eppure, dopo l'odio, anche "l'indifferenza è satanica", perché l'indifferenza è il "disinteresse del bene" dei nostri fratelli, che è la "mancanza di amore", mentre Dio ci comanda di amare. Gesù chiede, a noi che Lo amiamo, di amare anche i nostri fratelli, per amore Suo. Dobbiamo amare tutti, specialmente quelli che sono in pericolo di salvezza eterna e per questo intercedere per loro, presso Dio. In ogni famiglia, sono proprio i "fratelli maggiori" che si prendono cura di quelli "più piccoli", ugualmente, questo deve accadere nella "famiglia di Dio". «Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato precipitato negli abissi il diavolo, l'accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio.» (Apocalisse 12,10)

 

 

 

159 - NESSUNO VI INGANNI


Un giorno un sacerdote, affermò: “Forse l’inferno è vuoto” e, cosa ancora più grave, stava affermando questa "eresia", durante una catechesi, tenuta in una sala di convento di suore. Non riuscii a trattenermi dall'intervenire, e gli replicai, che questa affermazione è "anti biblica" e contraria all'insegnamento della Chiesa. Se l'inferno fosse vuoto, non avremmo bisogno di convertirci e Gesù sarebbe inutilmente morto, per noi, sulla Croce. Chi si fa "negazionista" dell'inferno, che una verità di fede, fa un favore al diavolo, che vuole tranquillizzarci riguardo al peccato. D'altronde se l'inferno non esiste, o se e vuoto, che necessità abbiamo di fare la volontà di Dio? Possiamo fare quello che ci pare e piace e senza subirne le conseguenze. Vi ricordate quando il diavolo tranquillizzò Eva nel giardino dell'Eden, proprio riguardo al peccato? Adamo fu ingannato da Eva, che era stata ingannata a sua volta dal diavolo ed entrambi credettero alle rassicurazioni di satana, anziché alla Parola di Dio. Il risultato lo conosciamo tutti: la morte, la sofferenza e la vecchiaia entrarono, a causa del peccato, per la prima volta nel mondo. Il peccato, ancora oggi, è la conseguenza dell'incredulità alla Parola di Dio, perché se credessimo alla Parola di Gesù, avremmo il desiderio di metterla in pratica nella nostra vita e Dio ci metterebbe in grado di farlo, con l'aiuto della Sua grazia, che è il Suo aiuto soprannaturale, necessario per riuscire a compiere la Sua volontà. Solo per i salvati, la morte sarà cancellata dalla resurrezione del corpo, un corpo perfetto, eternamente giovane, che non morirà mai più e la croce sarà cancellata, dalla felicità infinita ed eterna, sia per l'anima che per il corpo. "Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio". (1Corinzi 6, 9-12). "E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli". (Apocalisse 20,10). "E se ne andranno, questi al supplizio eterno, i giusti alla vita eterna". (Matteo 25, 46). "E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui (il diavolo) che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna (l'inferno). (Matteo 10, 28). "Ma per i vili e gl'increduli, gli abietti e gli omicidi, gl'immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte". (Apocalisse 21, 8). "E a voi, che ora siete afflitti, sollievo insieme a noi, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza in fuoco ardente, a far vendetta di quanti non conoscono Dio e non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù. Costoro saranno castigati con una rovina eterna, lontano dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza". (2 Tessalonicesi 1, 7-9). "La Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la sua eternità. Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno, «il fuoco eterno».  La pena principale dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l'uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira. Dio non predestina nessuno ad andare all'inferno; questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine della nostra vita. (catechismo della Chiesa Cattolica)


 

 

160 - IL TRENO DELLA VITA
 

Esistono "folgorazioni" che "illuminano" la mente ed esistono dei "corto circuiti" che la "accecano". Esiste la "fantasia sana", quella costruttiva del bene, che viene da Dio e la "fantasia malata", costruttiva del male, che viene dal maligno. Santa Teresa d’Avila chiamava la fantasia la “pazza di casa”, aveva capito che, anziché, lasciarle "campo libero”, doveva trattarla come una "sorvegliata speciale". Non esiste fedeltà a Dio e quindi non esiste santità, né salvezza eterna, se non nell'umiltà, nella prudenza e nella vigilanza. La nostra fantasia è come un "treno", che "corre veloce" e noi che siamo i "macchinisti", non ci possiamo permettere, nessuna distrazione. Se la nostra mente sarà distolta dalle tentazioni, il diavolo ne approfitterà per "sostituirsi a noi" nella "cabina di guida" e finiremo col "perdere il controllo" della nostra vita.

 

 

 

 

161 - L’IRA E LA MISERICORDIA


La Sacra Scrittura ci racconta che Dio, mise Israele nelle mani dei suoi nemici, quando il suo popolo, si allontanò ostinatamente, da Lui, a causa del peccato. Il peccato, cioè il non compiere la volontà di Dio, equivale a compiere “ciò che è male agli occhi di Dio” … Tutti possiamo cadere in alcuni peccati, per fragilità, ma poi, se siamo pentiti, possiamo consegnarli alla misericordia di Gesù, avendo la certezza che Lui li cancellerà. Per quelli, però, che vivono abitualmente in uno stato di peccato, rimanendo "sordi" agli inviti accorati della grazia, che li invita al pentimento, si scatena, prima o poi, "l’ira di Dio”. "L'ira di Dio" non è la reazione incontrollata degli uomini, ma il tentativo di un Padre, che, per salvarci la vita, la vita eterna, è disposto anche ad usare le "maniere forti"... Dobbiamo temere il castigo eterno di Dio, che è l'inferno e non le punizioni temporanee, che Dio usa proprio, perché è misericordioso, nel tentativo di salvarci dall'inferno. "Abbandonarono il Signore e servirono Baal e Astarte. Allora si accese l'ira del Signore contro Israele e li mise in mano a razziatori, che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno ed essi non potevano più tener testa ai nemici". (Giudici 2, 13-14)
 

 

 

 

162 - LA ROVINA DEL DIAVOLO


«La più grande astuzia del diavolo è quella di farci credere che il diavolo non esiste». (Charles Baudelaire). La luce della grazia, aveva svelato a Charles Baudelaire, che il diavolo è "mentitore", eppure lui preferì "spegnere" questa "luce" (che era la luce di Dio) per rimanere nelle tenebre, a peccare indisturbato. Il punto di partenza è che siamo tutti peccatori e che satana ci fa suoi "schiavi, per mezzo delle "catene" del peccato. E, tenendoci al "guinzaglio" del peccato, ci conduce dove vuole lui, per rovinarci già in questa vita e poi per rovinarci, definitivamente, all'inferno. La "luce divina" della grazia è l'unica in grado di "squarciare" le "tenebre" del peccato, che satana usa per "accecare" la nostra fede e perfino la nostra ragione. Ed è sempre per il dono della grazia, che proviamo dolore, per i peccati commessi, che ci pentiamo di averli commessi e chiediamo perdono a Gesù, credendo che la misericordia di Dio è infinitamente più grande del nostro peccato. Cerchiamo di non peccare, perché il peccato ci "separa" da Dio e ci "unisce" a satana. Se, però, cadiamo e possiamo ancora cadere, qui in questa terra, perché solo in Cielo saremo finalmente perfetti e quindi impeccabili, chiediamo a Gesù, nostro Salvatore, di rialzarci, con il Suo perdono. Il perdono di Dio è la rovina del diavolo e il diavolo che lo sa bene, perché, dopo averci imbrogliato, con il peccato, cerca, nuovamente di imbrogliarci, per non farci pentire dei nostri peccati.
 

 

 

163 - RISALIRE IN SELLA


Il peccato è una "strada in discesa", non c’è nemmeno bisogno di pedalare, perché "la bici va da sé"... La rinuncia al peccato, invece, è una "strada in salita", ma questo non deve impensierirti, perché, la "potenza di spinta" te la fornisce Dio. È la grazia santificante, cioè l'azione potente dello Spirito Santo, che ti dona la forza soprannaturale per fuggire il peccato. La grazia di Dio, non fa scomparire, come per magia, le seduzioni del mondo, non annulla il fascino del male, ma ti dona la forza necessaria per vincerla. E' la potenza infinita, che Dio ti presta, per resistere al male, ma che non annulla lo sforzo della tua volontà, non ti risparmia la fatica del combattimento spirituale. Ti arrendi al peccato, quando decidi di non usare questa potenza soprannaturale, perché hai concentrato il tuo sguardo sulla tentazione, anziché dirigerlo su Gesù. In questo caso Dio "non può forzare" la tua libera volontà, perché ti ha creato libero di scegliere il bene o il male. Se, però, in un attimo di fragilità, cadi e ti penti di essere caduto, il perdono, il sorriso e l'abbraccio di Gesù, ti fa "risalire in sella", ancora più "combattivo" e "indomabile" e "veloce" di prima.

 

 

 

164 - INNAMORATA PERSA


Angela da Foligno, all’inizio, nemmeno si accorge di Dio, perché è interessata soltanto alla ricchezza e alle vanità del mondo ed è innamorata solo di se stessa. Poi, all'improvviso, piombano nella sua vita, pesanti croci, che la fanno entrare in crisi, le fanno prendere consapevolezza dei suoi peccati, la inducono a pentirsene e a volersi convertire. Come lei stessa dirà, all'inizio, il fattore scatenante della sua conversione, è solo la paura dell’inferno, poi, però, ben presto, l’amore prenderà il posto del timore. O meglio il timore rimarrà, ma solo quello di perdere Gesù, di cui, ormai, si è "perdutamente innamorata” ...! "Il mio cuore è felicemente costretto a fare tutte le cose che vuole Dio, perché il mio cuore è diventato il cuore di Dio e il cuore di Dio è diventato il mio cuore" (Santa Angela da Foligno)


 

165 - SALVEZZA DA CHI CI ODIA

"Il Signore scruta giusti e malvagi, Egli odia chi ama la violenza". (Salmo 10, 5). L'odio è un "cane rabbioso", che "non riconosce" i suoi stessi "padroni" e, prima o poi, si "rivolterà", anche contro di loro. Questo perché, in realtà, il vero padrone, occulto, di questo cane rabbioso, è satana e se, almeno per il momento, questa belva, risponde, obbediente, ai nostri comandi, non vi fidate lo stesso, perché, quando meno ve lo aspettate, finirà con l'azzannare anche voi. Dietro la "rabbia umana", infatti, c'è la "rabbia di satana", che, è un esperto "doppiogiochista", perché, se, da un lato, ci "aizza", trasformandoci in "nemici" dei nostri fratelli, dall'altro, "aizza", nella stessa maniera, i nostri fratelli, contro di noi, in modo che, in questa "guerra fratricida", l'unico vincitore sia solo lui. C'è chi odia per motivi di denaro, chi odia per questioni di razza, chi odia per rivalità in amore, chi odia i tifosi di altre squadre, chi odia i colleghi di lavoro, chi odia i vicini di casa, chi odia quelli che, la pensano diversamente da loro, specialmente in politica e la lista potrebbe comunque continuare… Noi, però, non dobbiamo, mai, rispondere all'odio con altro odio, perché altrimenti cadremo, anche noi, nella trappola di satana, ma dobbiamo, sempre, "disarmare l'odio", con l'amore. Non con un amore generico, ma con l'amore di Cristo, che ci proviene dallo Spirito Santo, che abita dentro di noi e ama attraverso di noi. Il "segreto" è permettere, a questo "amore soprannaturale", che noi facciamo nostro, con il santo desiderio, di fluire da noi verso i nostri fratelli. È solo Dio la nostra protezione più grande contro quelli che ci odiano e, se abbiamo capito questo, saremo, d'ora in poi, le persone più serene e sicure dell'universo...! "Benedetto il Signore [….] salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano". (Luca 1, 67;71). 

 

 


166 - A ME LA VENDETTA, DICE DIO

 

"Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: “A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore". (Romani 12:19). “Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno, poiché improvvisa scoppierà l'ira del Signore..”. (Siracide 5,7). Le espressioni "l'ira divina" e la "vendetta di Dio", hanno un differente significato, a seconda del fatto che si riferiscano al tempo presente, oppure al tempo che vivremo nell'aldilà. Fino a che viviamo in questa terra, Dio, infatti, nel tentativo di "convertirci dall'odio all'amore", con lo scopo di salvarci dall'inferno, "scatena" contro di noi pesanti "croci di correzione". Solo se queste "sofferenze temporanee", non producessero l'effetto salvifico, per il quale Dio le ha inviate, l'ira divina e la vendetta di Dio, si trasformerebbe da "benedizione di Dio", in "maledizione di Dio", quella dell'inferno, dove le sofferenze non sono più solo provvisorie, ma eterne.

 

 

 

167 – E’ UN COMANDO E UN DONO 



«Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». (Matteo 22, 36-40). L’amore con il quale Dio ci comanda di amare Lui ed i fratelli, è un amore soprannaturale e quindi al di là e al di sopra delle nostre possibilità. Per questo motivo, prima ancora che un "comando", è un "dono", il dono dello Spirito Santo. Lo Spirito di Dio, che ci viene donato, che viene ad "abitare" in noi e che viene ad "amare" in noi. Lo Spirito Santo è l’amore del Padre e del Figlio Dio che ama in noi e attraverso di noi. “L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. (Romani 5, 5).

 

 

 

168 - UN SEGRETO FACILE, FACILE


Lo "Spirito Santo", che è "l’amore di Dio", ci è stato donato nel momento del battesimo, ma, spesso, l'abbiamo scacciato con il peccato, per questo, non solo va recuperato con il pentimento e il sacramento della confessione, ma, questa presenza divina, va anche "custodita" e "difesa" e "accresciuta" con il desiderio e con la preghiera. “…il Padre vostro donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”. (Luca 11, 9:12). “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Luca 11,9). “Domandare”, “cercare” e “bussare”, è “il segreto, facile, facile”, per ottenere questo dono, che è Dio stesso e, quindi anche la capacità di amare come ama Dio.

 

 

 

169 – UN CUORE INCENDIARIO


Lo Spirito Santo è “Fuoco d’Amore” e quando viene ad abitare in noi, non viene per starsene in ozio, ma per rendere il nostro cuore simile al Suo e quindi  “incendiare d’amore” il nostro cuore e farlo divampare fino a che raggiunga il mondo intero. “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!” (Luca 12, 49). “Se sarete quel che dovete essere, incendierete d’amore il mondo intero”. (Papa Giovanni Paolo II). Questo "fuoco divino" è l’amore di Cristo che arde in noi.

 

 

 

170 – UNA FELICITA’ SOPRANNATURALE


Al contrario del fuoco “fisico” che “distrugge”, il “fuoco soprannaturale” dello Spirito Santo, “crea”: “cuori innamorati” di Dio e ”persone felici". Felici della felicità, anch'essa, soprannaturale, perché ha il potere di continuare ad ardere, senza spegnersi, anche sotto la croce.

 

 


171 -  SE UNO DICESSE


Nessuno cerchi di "autogiustificare" il proprio odio, con torti subiti, conflitti di interesse economico, o divergenze di opinioni nello sport, nella religione, nella politica, o in qualsiasi altro campo, perché difronte a Dio, nessuna ragione è valida per odiare. Quando dovremo lasciare questo mondo, se saremo trovati ad odiare, le "porte" del Paradiso, per noi, saranno "sbarrate". Potremo dire, in nostra difesa, di essere stati sacerdoti, o cardinali, oppure di avere detto tre rosari al giorno, di essere andati a messa, quotidianamente, di aver frequentato un gruppo di preghiera, di avere fatto anche apostolato, ma Gesù ci caccerebbe dalla sua presenza, dicendo: “Io non vi conosco...!”.  "Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse suo fratello, sarebbe un mentitore". (1 Giovanni 4, 20).
 

 

 


172 - IL GUARD RAIL DI DIO


"Dio mi ha creato libero, quindi posso fare quello che mi pare". Sono molti, a pensare questo, perché sono molti quelli che usano la loro libertà, per peccare, “nell'errata convinzione” di rimanere impuniti. Dio, infatti, ha previsto pene "temporanee", proporzionate alla gravità e alla quantità dei peccati che commettiamo. L'infinita bontà di Dio, fa questo, nel tentativo si salvarci dalle pene dell'inferno, che, invece, sono "eterne"... Queste croci di correzione, sono veri e propri “guard rail”, che la misericordia di Dio, installa lungo le strade della nostra vita nel tentativo di impedirci di andare fuori strada. Certo l'impatto con il guard rail può essere doloroso, ma il suo scopo è preservarci da un incidente mortale. Quelli, però, che nella testardaggine del non voler desistere dal peccato, continueranno ad “impattare”, a ripetizione, contro queste “barriere di protezione”, invenzione dell'amore di Dio per noi, prima o poi, finiranno col “sfondarle”… e il “salto nel vuoto”, sarà inevitabile… E la vera tragedia è che, in questo “schianto”, perderanno la vita eterna. Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione... che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine... che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore non lascia impunite tutte queste cose». (1Tessalonicesi 4, 3-6). «Figlio, non avvilirti nella malattia, ma prega il Signore ed egli ti guarirà. Purificati... libera il cuore da ogni peccato». (Siracide 38, 9-10)

 

 

 

173 – METTERSI NEI PANNI DI DIO


Le croci che il nostro Dio Papà, permette nella nostra vita, spesso sono quelle di tutti i giorni, quelle di ordinaria amministrazione, ma, a volte, invece, sono croci pesanti, talmente pesanti che "spezzano la schiena". Ma mettetevi nei panni di Dio... voi, che siete padri, o che lo diventerete, che cosa preferireste? Che vostro figlio, sia, infelice per sempre all'inferno, anche se con la schiena sana; oppure felice per l'eternità in Paradiso, anche se con la schiena rotta? Tra l'altro, è importante precisare che, per coloro che si salveranno, sarà impossibile andare in Paradiso con la schiena rotta. Né con la schiena rotta, né con altre infermità, o malattie, che avevano sulla terra, per il semplice motivo che il loro corpo, quando risorgerà, diventerà perfetto e glorioso, un corpo divinizzato da Dio, ad immagine di quello di Gesù, dopo la Sua resurrezione.  "Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio. È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? (Ebrei 12, 5-7).  

 

 


174 - TU, TABERNACOLO DI GESU'


Nel tabernacolo della chiesa è contenuto il Dio "vivo" e "vero" e non è importante “vedere” o "sentire" Gesù, ma “credere” che Lui è presente, difronte a noi, come “Sole splendente” in grado di trasformare la nostra vita, con i "raggi divini" della sua grazia. Allora quando per "guardare Dio" e "sentire Dio", adoperiamo gli "occhi della fede", possiamo fare ciò che vogliamo: parlare a Gesù, anche solo mentalmente, o stare in silenzio, per lasciar parlare Lui. Rimanere, immobili, difronte al nostro Signore, per essere totalmente assorbiti dal Suo amore, a volte ad occhi aperti, altre volte ad occhi socchiusi, ma sempre in contemplazione... Da questo incontro d'amore, nascono poi le guarigioni più potenti: spirituali e materiali, insieme alla gioia di vivere. Gioia ritrovata, se l’avevamo perduta, o centuplicata, se era già presente in noi. Sappi però, che per fare adorazione, non è necessaria una chiesa, perché è verità di fede, che, se sei in grazia di Dio, tu diventi il "tabernacolo di Gesù". Pensa che bello… poter adorare Dio, ogni volta che lo desideri, senza limiti di spazio di tempo, senza sguardi indiscreti e senza distrazioni di sorta. 

 

 

175 – LA GRADUATORIA DEI PECCATORI


Se si potesse fare la graduatoria dei peccatori, San Paolo, prima di diventare santo, occuperebbe un posto, molto alto, in classifica. Eppure, dopo la conversione, è “rinato spiritualmente”, è diventato una “persona nuova” e perfino una "colonna portante" del cristianesimo. Tutti nasciamo peccatori, per il “peccato originale”, ma possiamo essere salvati, con il sacramento del battesimo. Tutti, prima della conversione commettiamo dei “peccati personali”, per "ignoranza", ma possiamo essere salvati da Gesù, confessando i nostri peccati, prima a Dio, poi anche ad un sacerdote. Tutti, anche dopo la conversione, possono commettere dei peccati, per "fragilità", ma possiamo essere salvati da Gesù, sempre per mezzo del sacramento della confessione. L’amore di Dio, essendo infinito, è più grande di qualsiasi nostro peccato e, se siamo pentiti e addolorati per la nostra caduta, ci dà sempre la possibilità di risollevarci, per mezzo del Suo perdono. 

 


 

176 – IL PECCATO DEL NAUFRAGO


Immaginate un naufrago che sta per annegare, ma, che, ringraziando Iddio, è provvidenzialmente raggiunto da un soccorritore che gli tende una mano. Certamente vi aspettereste la gratitudine del naufrago, nei confronti del suo salvatore, invece, colpo di scena… nonostante stia per annegare, rifiuta la mano tesa e preferisce essere “inghiottito dal mare”. Quel naufrago non è un pazzo, o meglio si. Non è pazzo, se guardiamo ai numeri, perché essendo il ritratto del peccatore incallito, non è certo l'eccezione, anzi, spesso è la regola. E' pazzo, però, perché la nostra salvezza, non è legata al fatto di far parte della maggioranza, ma alla rinuncia al peccato. Questo naufrago è “immerso" “fino al collo”, nei suoi peccati e corre il rischio di “affondare” negli “abissi dell'inferno”. Nonostante tutto, però, per “non voler essere” “strappato via” alla sua situazione di peccato, ”allontana", “scaccia”, “rifiuta” quello che è il Suo Salvatore... Si comporta come il “bevitore” con la sua “bottiglia”, o come il “drogato” con la sua “dose”. “Accecato” come è dai suoi peccati, non distingue più gli amici dai nemici. Prefrisce il “pusher” che gli consegna la droga, a chi vorrebbe liberarlo da questa “dipendenza”, “maledetta”, perché conduce alla morte. Insomma, questo naufrago, che spesso siamo noi, preferisce, voltare le spalle a Dio, “costi quel che costi”, piuttosto che voltare le spalle al peccato. Non ha ancora compreso che il costo del peccato è la morte… ma quella “eterna”…! “Il peccato del naufrago” è “il peccato contro lo Spirito Santo”, chiamato da Dio “bestemmia contro lo Spirito Santo” ed è il peccato di chi, fino alla fine della sua vita, rifiuterà di convertirsi, ma, rifiutando la conversione, impedirà a Dio di salvarlo. Il peccato contro lo Spirito Santo è l'unico peccato che ”non sarà mai perdonato", perché, ditemi voi, come fa Gesù a perdonare, chi non vuol essere perdonato?…!!! "In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà colpevole di colpa eterna". (Marco 3, 28-29).


 

 

 

177 – PREGARE PER TUTTI 

 

Noi, che siamo uniti a Dio, nella santità, abbiamo il "dovere", il "piacere" e il "potere", di pregare per i nostri fratelli che Dio stesso ci ha messo nel nostro cammino, affinché, "accolgano", “anziché scacciare”, la grazia divina e si convertano, o, se sono santi, che non abbandonino il cammino di santità, ma anzi, progrediscano sempre, più nell'unione mistica con il Signore. E, se venissimo a conoscenza della morte di un nostro fratello, solo dopo che è avvenuta, anche in questo caso, "possiamo" intercedere per lui. Infatti le nostre preghiere, difronte a Dio hanno un valore anche "retroattivo", visto che Lui "conosce il futuro", prima ancora che accada e non disperde mai al vento, quell'amore che Lui stesso ci comanda.

 

 

 

178 – I CAPOLAVORI DI DIO 


Dio non è interessato al tuo aspetto esteriore, ma vuole rendere bella la tua anima, affinché anche il tuo volto e il tuo essere tutto, sia illuminato dalla bellezza di Gesù. Dio non ti ama solo se sei santo, Gesù ti ama anche se un peccatore, perché vuole trasformandoti, da peccatore in santo. Dio “snobba” quelli che si fanno grandi da soli, con la grandezza del mondo, o con la grandezza di una falsa spiritualità. Se, invece accetti di essere piccolo, in questa vita, un giorno, Dio ti renderà grande, nell'altra vita, quella eterna, grande per sempre. E per essere un'anima prediletta da Dio, non occorre che tu diventi un “santo canonizzato”, ma è sufficiente il desiderio, per amore di Dio, di fare la volontà di Dio e sarai “santo agli occhi di Dio”. Infatti, alla maggior parte dei santi, Gesù non ha concesso, il potere di compiere miracoli, ma li ha voluti tenere "gelosamente nascosti" nel Suo cuore. Eppure, quando la "luce" di questi santi, che prima di allora, ci erano sconosciuti, sarà "rivelata" anche a noi, in Cielo, ne rimarremo così "abbagliati" e "affascinati", che, sul momento, non riusciremo a distogliere lo sguardo da loro. La bellezza dei santi del Cielo, sarà seconda solo a quella di Gesù e di Maria e queste anime saranno, per sempre, i "capolavori di Dio", capolavori viventi...!

 

 


179 – GIUSTO NEL PREMIARE E NEL CASTIGARE


Certo, è vero che per salvarsi, è sufficiente, chiedere perdono a Dio, anche all'ultimo momento e se il pentimento è autentico, la salvezza è certa. Però, è consigliabile non ridursi all’ultimo momento e per svariati motivi. Potresti non avere tempo di pentirti, perché la morte non dà il preavviso, prima di piombare addosso, come un ladro, nella tua vita. Oppure potresti cambiare idea e decidere di non convertirti più, perché il peccato è una droga e più ti assuefai e maggiormente ti sarà difficile decidere di separartene, quindi pentirtene.  E se anche se ci riuscissi, a pentirti all’ultimo minuto, salvandoti dal “carcere eterno”, che è l’inferno, subiresti comunque la conseguenza di quel “carcere temporaneo” che è il purgatorio. Oltretutto, una volta scontata la tua pena nell’aldilà, di cui non sai la durata e che dipende dalla gravita e quantità dei peccati che hai commesso, quando sarai accolto in Paradiso, seppur sarai felice per l’eternità, il tuo grado di felicità, non sarà mai eguagliabile a coloro che hanno speso la loro vita terrena nell’amore di Dio. E, lo stesso discorso, di giusta proporzionalità, vale anche per i dannati. Infatti, se è vero che tutti i dannati all'inferno soffrono per l'eternità, è altrettanto vero che l'intensità della sofferenza non sarà uguale per tutti. Sarà commisurata all'entità delle colpe commesse in questa terra, relativamente alla gravità e quantità di peccati. E come Dio è “giusto nel premiare”, Dio è, altrettanto “giusto nel castigare”, altrimenti, se non fosse giusto, non sarebbe Dio.

 

 

 

180 - SCRIVERE LA STORIA

Gesù, camminando lungo il mare della Galilea, incontra due pescatori e fa loro una proposta, che certamente, non avranno compreso, quella di diventare pescatori di uomini. Eppure, come sospinti da una forza invisibile e misteriosa, si fidano di lui e senza pensarci un attimo, lo seguono. Seguendolo, “imprimeranno una svolta radicale”, non solo alla loro vita, ma anche ai destini futuri del cristianesimo. Sono i primi due apostoli, Simone, detto Pietro (che diventerà anche il primo Papa) e Andrea. Proseguendo il suo cammino, Gesù incontra altri due pescatori, Giacomo e Giovanni e li chiama a sé. Anche loro, come guidati da una fiducia inarrestabile, lo seguono, all'istante, “tagliando ogni ponte con il loro passato”. Anche loro, saranno altri protagonisti che “scriveranno la storia del cristianesimo”. Tutti e quattro, pur senza conoscere Gesù, rispondono, senza esitazione, alla sua chiamata, “sospinti dal vento dolce e irresistibile della divina grazia…” Questi apostoli, poi diventati dodici, sono stati in grado di “cambiare il corso della storia”, rendendola “storia di salvezza" per l'umanità. Gesù, anche oggi, continua a chiamare nuovi apostoli, proprio come duemila anni prima, sulla riva del mare di Galilea. Quelli che ascolteranno "la voce di Gesù", cioè il Vangelo, lo seguiranno e diventeranno anch'essi, suoi apostoli ed anche ad essi sarà dato il potere di "scrivere la storia" della salvezza di Dio. "Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono". (Matteo 1, 16-20)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

151 - DIO PADRE, DIO MADRE      

152 - PROMESSO SPOSO DI DIO

153 - TU, MADRE DI DIO

154 - NON TI STUPIRE, STUPISCITI

155 - PLASMATI DA DIO

156 - NON LIBERATE IL LEONE

157 - "A TU PER TU" CON GESU'

158 - I FRATELLI MAGGIORI

159 - NESSUNO VI INGANNI

160 - IL TRENO DELLA VITA

161 - L’IRA E LA MISERICORDIA
162 - LA ROVINA DEL DIAVOLO 

163 - RISALIRE IN SELLA

164 - INNAMORATA PERSA

165 - SALVEZZA DA CHI CI ODIA
166 - A ME LA VENDETTA, DICE DIO…
167 – E’ UN COMANDO E UN DONO 
168 - UN SEGRETO FACILE, FACILE
169 – UN CUORE INCENDIARIO
170 – UNA FELICITA’ SOPRANNATURALE
171 - SE UNO DICESSE
172 - IL GUARD RAIL DI DIO
173 - METTERSI NEI PANNI DI DIO
174 - TU, TABERNACOLO DI GESU'

175 – LA GRADUATORIA DEI PECCATORI
176 – IL PECCATO DEL NAUFRAGO
177 – PREGARE PER TUTTI
178 – I CAPOLAVORI DI DIO 
179 – GIUSTO NEL PREMIARE E NEL CASTIGARE
180 - SCRIVERE LA STORIA


 

Testi e immagini © di Luigi Tosti 

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