La fotografia del Paradiso 

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241 - IL SOGNO DI DIO

 

Quando, per amore di Gesù, desideriamo e vogliamo ciò che desidera e vuole Gesù, la legge di Dio non è più “fuori di noi”, ma è “dentro di noi”, non è più un obbligo, ma una scelta del cuore, che è diventato, un solo cuore, con quello di Gesù. E, da quel momento in poi, sperimentiamo che, ogni volta che compiamo la volontà di Dio, realizziamo il nostro sogno d'amore più grande, diventare una sola cosa con Dio: un solo corpo, un solo spirito, una sola anima e perfino un unico sangue. E se siamo una sola cosa con Dio, che è Vita eterna e felicità infinita, Dio, un giorno, potrà realizzare, per noi, il Suo sogno, che è quello della nostra salvezza eterna e felicità infinita.  

 

 

 

242 - DUE PAROLE CANCELLATE

 

L’inferno esiste, e va all’inferno chi muore in stato di peccato mortale, cioè chi muore, senza essersi, prima, pentito, sinceramente, dei suoi peccati. Infatti per ricevere il perdono di Dio, mediante l’assoluzione sacerdotale, è necessario il pentimento sincero dei nostri peccati, che, è tale, solo se legato alla volontà di non commetterli più. Questo è affermato, con chiarezza, dalla Parola di Dio ed è ribadito nel catechismo della Chiesa Cattolica. Eppure, la nostra cultura, che è diventata quella del piacere materiale, cozza, con l'idea di peccato e per questo la rimuove. Questa rimozione, nei tempi attuali, ha finito per “contagiare” anche l’ambito religioso, tanto che, non pochi sacerdoti, hanno “cancellato” parole come “peccato” e “inferno”, dalle loro omelie e catechesi. Sono quegli stessi ministri di Dio, che lasciano, quotidianamente, la postazione del confessionale, vuota e che non rammentano, mai, ai loro fedeli, che, chi è in peccato mortale, non può ricevere la Santa Eucarestia, perché, altrimenti, commetterebbe sacrilegio.

 

 

 

243 -  GESU' CI METTE IN GUARDIA

 

“Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore, indegnamente, sarà colpevole verso il Corpo e il Sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso, prima di mangiare questo Pane e prima di bere questo Calice". (1 Corinzi 11, 27-28). Non possiamo accostarci all'Eucarestia, se siamo “indegni” di riceverlo e vale a dire, se siamo in peccato mortale. Se ricevessimo questo sacramento indegnamente, “profaneremo” il Corpo e Sangue di Cristo. D'altronde, come possiamo pretendere di nutrirci di Gesù, quando la nostra anima è ancora “posseduta” dal diavolo?… Se abbiamo compiuto questo sacrilegio, pentiamocene, sinceramente, e ricorriamo, al sacramento della confessione, più in fretta che possiamo. Infatti, ci mette in guardia Gesù, che chi commette questo peccato, rischia, nel futuro, la condanna eterna e, nel presente, rischia l'infortunio, la malattia e la morte. “Perché chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. Per questo motivo molti, fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono”. (1 Corinzi 11, 29-30). 

 

 

 

244 - AL FISCHIO DELL’ARBITRO

 

Quelli che ora sono santi, perché hanno abbandonato il peccato, possono ritornare ad essere peccatori e quelli che ora sono peccatori, perché hanno smesso di essere santi, possono ritornare ad essere santi. Quindi, se ora siete santi, non montatevi la testa, ma rimanete umili e non disprezzate quelli che ora sono peccatori, anzi pregate per loro, affinché diventino santi, o ritornino ad essere santi. Se, invece, siete peccatori, non disperatevi, ma pregate Dio, affinché vi faccia diventare, o ritornare ad essere, santi. Non dobbiamo mai dare mai per scontata la nostra santità e considerarci già salvati, perché, se smettiamo di essere santi, ritorniamo, in un attimo, ad essere peccatori. Al tempo stesso, non dobbiamo mai disperare, per la nostra salvezza, se ora siamo peccatori, perché se solo lo desideriamo, Dio ci trasforma in santi. “La partita” tra “peccato” e “santità”, cioè tra “grano” e “zizzania”, è in continuo divenire. Solo al fischio dell'Arbitro, cioè alla fine di questa nostra vita terrena, ci sarà il “fine partita”. Solo in quel preciso momento, Gesù separerà il grano dalla zizzania, premierà o condannerà. “Se il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l'iniquità e a causa di questa muore, egli muore appunto per l'iniquità che ha commessa. E se l'ingiusto desiste dall'ingiustizia che ha commessa e agisce con giustizia e rettitudine, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà. (Ezechiele 18,26-28).

 

 

 

245 - UNA PREGHIERA DI SEI PAROLE

 

La preghiera principale, continua, costante ed ininterrotta, di Domenico Savio era di solo sei parole: “La morte, ma non il peccato”. E quando Gesù lo chiamò, fu solo per concedergli, in "tempo record", il "premio eterno", a soli 14 anni. E, ancor prima di salire in Cielo, gli fu donato come “anticipo di Paradiso”, di vedere Dio, non più con la fede, ma con i suoi occhi…! 

 

 

 

246 - DA CLIENTI A INNAMORATI

 

Impegnarsi con tutta la mente, con tutto il cuore e con tutta la volontà, per fare la volontà di Dio, questo è sufficiente per diventare santi, o, se preferite, detto in altre parole, per essere “molto cari a Dio”. All’inizio siamo tutti “clienti di Dio”, ci avviciniamo a Dio, solo per stato di necessità e incominciamo a pregarlo, solo per ottenere, questa o quella grazia, soltanto materiale. Poi, però, la divina grazia, se solo glielo permettiamo, incomincia a lavorare la nostra anima, per ottenerci il dono di diventare “innamorati di Dio”. E quando ti innamori di Dio, diventi, un “soldato di Dio”, che “combatte”, ogni giorno, ogni minuto, la sua “battaglia spirituale”, contro la tentazione, per non separarti mai da Lui, neanche per un istante… Ben consapevole, che non devi mai preoccuparti per il tuo futuro, perché Gesù stesso ha promesso che, se penserai, prima al Regno dei Cieli, tutto il resto ti sarà dato in aggiunta. “Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo. Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. (Matteo 6, 25:33).

 

 


 247 - LA CUSTODIA SPIRITUALE

 

Per diventare “anime elette”, cioè “predilette da Dio”, dobbiamo comprendere la “missione” della “custodia spirituale”, o “custodia delle anime”, che Gesù stesso ci affida. La custodia delle anime è qualcosa di talmente importante, che supera perfino la “custodia della Terra Santa”, che è affidata ad alcuni sacerdoti. Infatti la Terra Santa sta lì e nessuno la potrà mai rapire, mentre le anime, alcune sono già state rapite da satana, altre corrono lo stesso pericolo… La custodia spirituale delle anime, è il desiderio di diventare “angeli invisibili” per i nostri fratelli ed inizia dalla nostra famiglia, prosegue con tutte le persone che Dio ha messo, non certamente a caso, sulla nostra strada e continua con un’intenzione di salvezza rivolta al mondo intero. Certo è Gesù che ci salva, ma per salvarci, vuol servirsi della nostra intercessione, che è il desiderio della salvezza eterna di tutti i nostri fratelli. Quel “desiderio di salvezza eterna”, che “parte dal nostro cuore” ed in quanto “santo desiderio”, perché ispirato da Dio stesso, è già preghiera.  

 

 

 

248 - ANGELI INVISIBILI

 

Anche noi, come Gesù, dobbiamo offrire la nostra vita, per la salvezza delle anime, in generale, cioè per il mondo intero e per alcune anime in particolare. Come Gesù ha amato i Suoi fratelli, noi li dobbiamo amare e come Gesù ha offerto le Sue sofferenze per loro, noi dobbiamo offrire le nostre croci per loro. Tanto la croce c’è comunque, per tutti e, “se non la utilizzassimo”, “se non la offrissimo” per la salvezza delle anime, “la sprecheremmo”, cioè “soffriremmo inutilmente”, senza cioè, ottenere in cambio”, la salvezza eterna, nostra e quella dei nostri fratelli. E, poiché Gesù è diventato "la nostra vita", quando offriamo la nostra vita, per la salvezza delle anime, offriamo Cristo stesso, che è diventato una sola cosa con noi, alle persone che amiamo e perfino al mondo intero. “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. (Galati 2, 20).

 

 

 

249 - UN CUORE SACERDOTALE

 

Per intercedere per un nostro fratello in Cristo, come se fosse un nostro familiare, dobbiamo amarlo come se fosse un nostro caro, un nostro parente, sangue del nostro sangue. E grazie alla incarnazione, passione, morte e resurrezione di Gesù, lo è diventato realmente nostro parente, per legame di parentela divina e di sangue divino. D’altronde, il Corpo di Gesù, è diventato anche il mio stesso corpo e, al tempo stesso, è anche il corpo di ogni mio fratello, è diventato il corpo di Gesù. Lo “Spirito di Gesù che “abita in me”, è lo stesso Spirito che abita anche in loro. E, il “Sangue di Gesù”, che “scorre in me”, è lo stesso Sangue che scorre anche in loro. Solo in Cielo, avremo la soddisfazione di poter "contare" tutte le anime, che si sono salvate, grazie al nostro “cuore sacerdotale”, che, grazie a Dio, è diventato, "paterno" e "materno", come quello di Gesù. E, quale padre e quale madre. non intercederebbe per i propri figli, offrendo la vita per loro?...!

 

 

 

250 -  NESSUNA CONCORRENZA


Sarebbero completamente fuori strada coloro che, credessero, che, dando spazio a Maria, lo toglierebbero a Gesù. Maria non fa concorrenza al Figlio. Gesù non è geloso, dell’amore che dedichiamo a Sua Madre, anzi, desidera che, "facciamo a gara", nell’amarla. Chi svalorizza, ignora, dimentica, la Madre di Dio, offende Gesù stesso, che, per il nostro stesso bene, ce l’ha donata. Chi poi, addirittura, si fa nemico di Maria, vomitando veleno su di Lei, protestante, cattolico o ateo che sia, si fa nemico di Dio. Maria ha il compito, con la sua intercessione, potentissima, presso il Suo Figlio Gesù (più potente di quella di tutti i santi e di tutti gli angeli sommati insieme) di proteggerci dal male, da ogni male e, soprattutto, di preservarci dal peccato. Dio ha reso capace Maria, per specialissimo dono della grazia, di amarci con lo stesso amore, infinito, con cui ci ama Lui. Maria, ama noi, suoi figli, nel Suo Figlio Gesù, tanto quanto ama Gesù…! 
 

 

 

 

251 - LA POZZANGHERA E IL MARE

 

Alcuni, “nuotano contenti”, nelle “pozzanghere del peccato”, scambiandole per “mari caraibici”, mentre, altri, si guardano bene dal “non infangare” il loro corpo e di conseguenza anche la loro anima, perché, “è matematico”, “agli occhi di Dio”, che chi sporca il corpo, proprio o altrui, sporca anche l'anima, propria e altrui. Il punto di partenza è che siamo tutti deboli, ma solo alcuni, permettono a Dio di rivelare nella loro “estrema debolezza”, la Sua “infinita potenza”. È innegabile, perché fa parte della nostra esperienza quotidiana, che rinunciare alle seduzioni del mondo, le tentazioni che in ogni momento ci sbatte in faccia satana, comporta un sacrificio. Si, il nostro io carnale, una volta tentato, partirebbe subito per la tangente, ma noi dobbiamo sacrificarlo, per amore di Cristo, innanzitutto, ma anche per amore nostro e per amore dei nostri fratelli.

 

 

 

252 - GESU’ DICEVA A SAN PAOLO

 

Gesù, diceva a San Paolo e lo dice anche ad ognuno di noi: “Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza”. (2Corinzi, 12,9). E parliamo di San Paolo e non di uno qualunque, ma di uno che ha contribuito a fare grande la chiesa di Cristo…! Eppure, prima che fosse felicemente "investito" dalla grazia divina era proprio uno qualunque. Anzi, per meglio dire… era uno, che tra i peccatori, portava la bandiera… “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre”. (Geremia 20, 7).

 


 

253 - I SANTI SONO EX PECCATORI

 

C’è sempre un aspetto ingannevole dietro le tentazioni, che sembrano promettere la felicità anche se nascondono la morte, per questo c’è sempre un aspetto di sacrificio e di iniziale tristezza, nel “dare morte” alla “parte malata” di noi stessi, dicendo "no" al peccato. Eppure avresti forse compassione di un tumore maligno, tanto da dire al chirurgo: “No, per favore non mi operare…? No di certo. Anzi, lo solleciteresti per eseguire l’intervento, il prima possibile. La “santa decisione” di “troncare” con un passato di peccato, oltre ad essere l’inizio della “guarigione spirituale”, è anche l’inizio di una gioia immensa e indescrivibile. Infatti, “il primo frutto” dell’inabitazione dello Spirito Santo “è la gioia”, una gioia soprannaturale, indescrivibile, non paragonabile minimamente, con le gioie semplicemente umane. Provare per credere…

 


 

254 - PAZZO DI DIO

 

Qualcuno leggendo tutto quello che ho scritto sulla purezza che ci richiede Gesù, per essere abitati da Lui, potrebbe sorridere e forse anche pensare che sono pazzo. D’altronde, io per primo, non negherei affatto… ma confermerei, con slancio ed entusiasmo: “Si sono pazzo, pazzo d’amore per Gesù, allo stesso modo che Lui è folle di amore per me”. E me lo ha anche dimostrato… offrendo la Sua stessa vita sulla croce per me. E non solo per me, ma anche per quelli che ora lo deridono, deridendo quelli che si fanno Suoi, nell’amore di fedeltà. L’amore puro, è l’amore vero, che Dio ci chiede e col quale, dimostriamo a Dio, di amarlo, non solo con le parole, ma anche con la vita. 

 

 

 

255 - ANCHE UN BAMBINO CAPIREBBE


Tutti vorrebbero “un futuro di vacanze eterne in Paradiso” e “una vita protetta dal male, in questa vita”. Eppure, molti, vorrebbero tutto questo, non alle condizioni di Dio, ma alle loro condizioni e cioè, senza rinunciare al peccato. Anche un bambino, però, capirebbe, che è impossibile “mischiare” Dio e satana. "Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona (il diavolo)". (Luca 16, 13).


 

 

256 - IL DESIDERIO PIU' GRANDE DI DIO


L'abitazione di Gesù, qui sulla terra, è il "tabernacolo", certo. Questo, però, è solo il "punto di partenza", perché il "punto di arrivo", tanto desiderato da Dio, il “desiderio più grande di Dio”, è "abitare dentro la tua anima". A Dio infatti, che ti ama di amore infinito, non è sufficiente essere vicino a te, vuole molto di più… vuole diventare "una sola cosa" con te.

 

 

 

257 - COSTRUTTORI DI CIELO

 

Quando Gesù "abita" dentro la nostra "anima", il "desiderio della purezza", cioè della "fedeltà a Dio", "arde", come una "fiamma". La fiamma divina della carità, che incendia d’amore il nostro cuore. "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra…" Luca 12,49). Dobbiamo a tutti i costi e, costi quel che costi, “custodire", "difendere" ed "alimentare", sempre più, questo "sacro fuoco", che arde nel nostro cuore, altrimenti si affievolisce, si spegne e, con esso, muore la presenza di Dio in noi. È solo attraverso questa "divina fiamma", che Dio stesso "accende" in noi, che possiamo "vincere" le tentazioni. In modo che, “oltre a non peccare”, “acquistiamo", sempre nuovi "meriti" difronte a Dio”, che Dio utilizza per la salvezza della nostra anima, delle anime specifiche per le quali intercediamo e anche per il mondo intero. Questo lo spiegava, bene, Padre Pio ai suoi figli spirituali, facendogli capire che “arginare il male”, con il combattimento spirituale, non vuol dire soltanto evitare di fare il male, ma costruire il bene. Si, quelli che combattono, incessantemente, con l'aiuto di Dio, per amore Dio e delle anime, tanto amate da Dio, fino al punto che ha offerto la Sua vita per loro, diventano “costruttori di Cielo”, perché, per la potenza infinita della grazia, è concesso loro di “impiantare”, in questa terra, le “fondamenta del Paradiso”, per loro stessi e per una moltitudine, incalcolabile, di anime…

 

 

258 - CHE IL RAMO NON SI SPEZZI

 

“Io sono la vite, voi i tralci. “Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. (Giovanni 15,5-6). Fai in maniera che il "ramo", che sei tu, non si separi, dalla "pianta della vita eterna" che è Cristo, ma se si dovesse “spezzare”, a causa di una improvvisa una folata di vento del maligno, pentiti dei tuoi peccati e ricorri, senza perdere tempo, alla misericordia di Gesù. Sarai perdonato e tornerai ad essere “innestato” nell’amore salvifico di Dio.

 

 

 

259 - LA BESTEMMIA PIU' GRANDE

 

È vero che Gesù ha espiato sulla croce i nostri peccati, passati presenti e futuri, riconciliandoci col Padre. È vero che nessun peccato è più grande della misericordia di Dio. È altrettanto vero, però, che, la “condizione indispensabile” per essere perdonati è quella del pentimento sincero dei nostri peccati, quindi il dolore per averli commessi, unito al desiderio di non commetterli più. Questo pentimento va rivolto, prima di tutto, a Dio, di modo che, se morissimo poco dopo, saremo comunque salvi. Poi, occorre, però, anche la confessione difronte ad un sacerdote, per ottenere l’assoluzione sacramentale. Infatti chi si limitasse a chiedere perdono a Dio, volendo rinunciare all'assoluzione sacerdotale, commetterebbe un nuovo peccato, di ribellione alla volontà di Dio, che ha istituito il sacramento della penitenza e non potrebbe essere perdonato, in questo modo, né dai primi peccati, né dall'ultimo. “Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli” (Matteo 16:19). Chi dovesse scambiare la misericordia di Dio, come una specie di autorizzazione per continuare a peccare, tanto Dio ha già pagato per noi, oltre a illudersi sulla sua salvezza, si renderebbe colpevole della “bestemmia più grande”. Infatti, in questo caso è come se ci rivolgessimo a Dio dicendo: Signore, non me ne frega niente che Tu sei morto, crocifisso per me, per salvarmi dai miei peccati, perché, io, i miei peccati li amo e me li tengo… li amo più di Te !"  

 

 

 

260 - RICCHISSIMI E NON SAPERLO

 

Molti non concepiscono un amore di Dio per le Sue creature, così grande… in realtà infinito, da spingerlo fino a farsi, anche creatura, prendendo il nostro corpo, per farlo anche Suo. Impensabile, per la mente umana, se non è illuminata dalla fede, un Dio che non si limiti ad essere Dio, ma che, per amore, abbatta le distanze che separano la creatura dal Suo Creatore. Sarebbe una fortuna troppo sfacciata…! Sarebbe un privilegio troppo grande, sarebbe troppo bello per essere vero, allora è meglio, è più facile e più comodo, non crederci. E, ancor di più, queste persone, non riescono assolutamente a concepire che Dio abbia offerto la Sua vita, sulla croce, per noi e la nostra salvezza. Pensano che questo sia veramente troppo, che si tratta di un vero scandalo, che questo non può essere davvero il comportamento di Dio, di un Dio che si rispetti. Tutti quelli che non credono all'amore, infinito, di Dio per loro, sono ereditieri di una fortuna immensa, eppure vivono da poveri e da infelici. E se non desisteranno dalla loro incredulità, almeno fino a che sono in tempo per farlo, visto che questa vita terrena non è illimitata, moriranno da poveri e da infelici, ma in questo caso, lo saranno e lo rimarranno, nell'altra vita, per l'eternità…
 

 

 

261 - POCO MENO DI UN DIO


“4 Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, 5 che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi? 6 Davvero l’hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato: 7 gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi; 8 tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna; 9 Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare”. (Salmo 8). Si, rileggete pure, non avete capito male e non c’è un’errata trascrizione, o interpretazione, della Parola di Dio, che dice che Dio, creandoci, “ci ha fatto poco meno di un dio”. Continuiamo ad esultare, come fece Maria con il Magnificat, ma come Lei, esultiamo rimanendo nell’umiltà. L'umiltà di chi è consapevole che si deve mettere al servizio del Signore, se vuole essere conservato in grazia, se non vuol perdere l'eredità divina, che Lui ci ha promesso. 
 

 

 

262 - LE ALI DELLA FIDUCIA


Incontrerai “muri improvvisi” che sembreranno fermare il tuo cammino, “binari morti” che sembreranno interrompere la speranza, “voli cancellati”, che sembreranno “spezzarti le ali”. Ma anche quando tutto sembrerà perduto, se aprirai il tuo cuore a Gesù, “spererai, anche contro ogni speranza” e, quando il mondo ti dirà che è follia continuare a sperare in Lui, ti sorprenderà, con una speranza ancora più grande e con gioie che non hai mai provato prima. Gesù ha il potere di “aprire vie” che prima non esistevano, di “rianimare sogni” che parevano morti, di “far tornare a correre” speranze, che erano “azzoppate”, di “insegnarti il volo”...! Utilizza le prove nella tua vita, come “trampolino di lancio” della tua fiducia in Gesù e accadranno cose meravigliose nella tua vita. “Dice il Signore: «Trattieni la voce dal pianto, i tuoi occhi dal versare lacrime, perché c'è un compenso per le tue pene…”. (Geremia 31,16) “Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia, perché io possa cantare senza posa. Signore, mio Dio, ti loderò per sempre”. (Salmo 30, 12-13).

 


 

263 - ALLA FINE DEL MONDO 

 

Non preoccupatevi e non spaventatevi, nell’ascoltare la parola fine del mondo. Preoccupatevi, invece, di essere trovati da Dio, in grazia di Dio, quando morirete, oppure quando, verrà la fine del mondo. Infatti, se saremo, già in Paradiso, per noi, la fine del mondo sarà un guadagno. Infatti, in quel momento, il nostro corpo risorgerà per non morire mai più e si ricongiungerà con l’anima, che già gode la felicità eterna. Nel caso in cui fossimo ancora in vita, alla venuta della fine del mondo, se saremo in grazia di Dio, Gesù ci porterà direttamente in Paradiso e non solo con l’anima, ma anche con il corpo, quindi ci verrà risparmiata la morte. E comunque in entrambi i casi, sia che il risorgeremo o che verremo trasferiti in Paradiso, senza morire, il nostro corpo in Cielo, non sarà più lo stesso che avevamo sulla terra. Sarà un corpo nuovo, un corpo divino, un corpo che sarà perfetto e rimarrà perfetto, perfetto eternamente giovane e immortale. Un corpo divino che sarà ad immagine e somiglianza del Corpo glorioso di Gesù, dopo la Sua resurrezione e ascensione al Cielo. “E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore” (1Tessalonicesi 4,17).

 


 

264 - LE MORSICATURE DI SATANA

 

Nessuno, neanche tra i santi, durante il corso della sua vita è indenne dalle “morsicature di satana” quelle dell'orgoglio e della superbia ed è per questo, che importante capire, quando veniamo morsi, che, l'unico rimedio, è il "vaccino dell’umiltà". L’umiltà del riconoscere la nostra colpa, per liberarcene, perché l’orgoglio fa “marcire” il “frutto della carità”, visto che "avvelena" il rapporto tra i fratelli. Dobbiamo, assolutamente, combattere, ogni giorno, per sconfiggere l’orgoglio, senza stancarci mai. Infatti, questa serpe, malefica, una volta scacciata, non molla, ma torna alla carica, si ripresenta, puntualmente, nella speranza di poterci mordere di nuovo.


 

 

265 – L'ARMA DELL'UMILTA’

 

Se non saremo "vigilanti", come “sentinelle” “armate di umiltà”, soccomberemo quando saremo aggrediti dalla tentazione dell'orgoglio "vanificando", tutto quello che di buono abbiamo fatto, in sante intenzioni, sante parole, santi scritti e sante azioni. Quanti gruppi di preghiera, a causa del "serpeggiare", indisturbato dell’orgoglio, si sono disgregati? Tanti. Diaspora di persone che hanno fondato nuovi gruppi di preghiera, non per dare gloria a Dio, ma solo per allontanarsi da quei fratelli, con i quali, a motivo dell'orgoglio e della superbia, non andavano più d’accordo. E quanti matrimoni sempre, a causa e per colpa dell'orgoglio, che si sono miseramente sfasciati? Sempre tanti.

 

 

 

266 - QUANTI SI SALVANO? 


“In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno". (Luca 13, 22-24). Notate bene… alla domanda posta a Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» Lui non risponde se si salva la maggioranza o la minoranza di anime, perché questo tipo di domanda è una domanda oziosa. Non ci serve conoscere le statistiche, ma occorre invece sapere come comportarci per conseguire l'obiettivo della nostra vita, che è la salvezza eterna ed il Vangelo e la Sacra Scrittura tutta, parlano molto chiaro, fare la volontà di Dio. "Se uno ha orecchi per intendere, intenda!" (Marco 4, 23) 
 

 


 267 - ALLENATIVI A RINGRAZIARE


Allenatevi a ringraziare Dio, per il dono della creazione, per quello della redenzione, per quello della fede, per i progressi ottenuti nel cammino di santità, per le singole grazie ottenute, di recente e anche nell’arco di tutta la vita, materiali e spirituali, elencando tutte quelle che lo Spirito Santo riporterà alla vostra memoria. Per la guarigione da malattie, o la protezione da incidenti, che altrimenti sarebbero stati mortali, per il perdono dei peccati, attraverso la grazia del pentimento, senza il quale il vostro destino futuro sarebbe l’inferno. Per il dono della provvidenza, che non vi ha fatto mai mancare il necessario per vivere e magari anche il superfluo, per il dono della salute, per il dono delle piccole, medie e grandi gioie della vita, come una colazione al bar, una cena al ristorante, una giornata di sole, un viaggio, una vacanza, l’amore e l’affetto di una famiglia e anche di un animale domestico, l’amicizia di alcuni fratelli. Siate riconoscenti a Dio anche per tutti i doni che ha elargito a vostri cari, ma anche ai vostri fratelli e alle vostre sorelle, come se li avesse donati a voi. E consolate Dio, ringraziandolo anche a nome di tutti quelli che, che non solo per ingratitudine, ma anche per ignoranza spirituale, cristiani, o no, non l'hanno mai ringraziato e continuano a non ringraziarlo …

 

 


 268 - IL DNA DIVINO


Dio "soffiando" il Suo stesso "respiro", dentro le nostre narici, per "formare la nostra anima", ha impresso, in maniera indelebile, il Suo amore dentro di noi. Questo è il "DNA" con cui è stata creata la nostra anima, non un "DNA umano", ma un "DNA divino". Per questo non è sufficiente, all'anima, l'esistere, senza l'Amore e senza l'amare. L'anima è alla ricerca dell'amore di Dio e Dio, essendo Amore, quando abita nella nostra anima trasmette a lei  la sua stessa vita d'amore e non solo a lei, ma anche a tutto il nostro essere. "La vita dell'anima è l'amore di Dio" (Santa Chiara da Montefalco).
 

 


 269 - PRIMA VIENE IL FARE

 

“Fare la volontà di Dio”, lo dice la parola stessa, comporta, come primo passo, “il fare”. Il fare ha la precedenza su tutto e lo stesso, “non peccare” cioè “il non fare” riguarda comunque sempre “il fare”. Infatti, in sintesi assoluta, il comandamento di Dio dell’amare, che è il comandamento più importante di tutti, perché comprende in sé tutti gli altri, è il comandamento “del fare”. Amare Dio, più di tutto e più di tutti, delle cose e delle creature, persino dei nostri cari, ma poi amare anche attraverso i nostri fratelli, a cominciare dai nostri cari, ma non solo i nostri cari. Se non amassimo i nostri fratelli, dimostreremo di non amare nemmeno Dio, che di questi nostri fratelli è il Padre. Se “rinunci al peccato”, “per non rinunciare a Dio”, la tua non è una rinuncia, ma un guadagno.

 

 

 

270 - FOTOGRAFARE L’ANIMA


Se potessimo fotografare la nostra anima, o anche quella dei nostri fratelli, a volte la troveremo "abitata da Dio", mentre, altre volte, "abitata dal diavolo". Per questo Dio ci chiede di essere “sentinelle vigilanti”, per mezzo della preghiera e del combattimento spirituale, per non essere sorpresi, nel "sonno", dal nemico. Non sappiamo quando terminerà questa battaglia spirituale, ma una cosa è certa: Dio separerà i buoni dai cattivi, i santi dai peccatori, il grano dalla zizzania, al termine della nostra vita terrena e non un attimo prima, né un attimo dopo. Prima di allora, però, tutto può accadere, tutto può cambiare, la zizzania trasformarsi in grano, ma anche il grano ritornare ad essere zizzania. Tutti quelli che interrompono il loro cammino di conversione, o di santità che dir si voglia, perché sono due facce della stessa medaglia, visto che senza conversione, non c'è santità, mettono a serio rischio la loro salvezza eterna. Infatti, il passaggio dal peccato occasionale al peccato abituale, è breve, è il tentativo di satana di far indurire il cuore nel peccato, fino al punto che nemmeno si preoccupi per la sua salvezza. E, se potessimo fare la foto di un'anima in stato di peccato abituale, in giorni diversi, settimane, mesi e anni diversi, questi migliaia e milioni di scatti sarebbero, in maniera monotona, uno uguale all'atro. Infatti questa foto smaschererebbe, inequivocabilmente, la presenza del demonio come ospite fisso di questa anima, sciagurata.

 

 

 

 

 

241 -  IL SOGNO DI DIO 

242 - DUE PAROLE CANCELLATE

243 - GESU' CI METTE IN GUARDIA

244 - AL FISCHIO DELL’ARBITRO

245 - UNA PREGHIERA DI SEI PAROLE

246 - DA CLIENTI A INNAMORATI 

247 - LA CUSTODIA SPIRITUALE

248 - ANGELI INVISIBILI

249 - UN CUORE SACERDOTALE

250 - NESSUNA CONCORRENZA

251 - LA POZZANGHERA E IL MARE
252 - GESU’ DICEVA A SAN PAOLO
253 - I SANTI SONO EX PECCATORI
254 - PAZZO DI DIO
255 - ANCHE UN BAMBINO CAPIREBBE
256 - IL DESIDERIO PIU' GRANDE DI DIO

257 - COSTRUTTORI DI CIELO

258 - CHE IL RAMO NON SI SPEZZI
259 - LA BESTEMMIA PIU' GRANDE

260 – RICCHISSIMI E NON SAPERLO

261 - POCO MENO DI UN DIO
262 - LE ALI DELLA FIDUCIA
263 - ALLA FINE DEL MONDO 
264 - LE MORSICATURE DI SATANA
265 – L'ARMA DELL'UMILTA’
266 - QUANTI SI SALVANO? 
267 - ALLENATIVI A RINGRAZIARE 
268 - IL DNA DIVINO
269 - PRIMA VIENE IL FARE
270 - LA FOTOGRAFARE L’ANIMA
 
 


 

Testi e immagini © di Luigi Tosti 

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