La fotografia del Paradiso

1 COME NASCE UNA MISSIONE
Quando ero piccolo, a causa di una malattia, il mio pensiero andò, per associazione di idee, alla morte. Quel giorno, fui attanagliato da una fortissima angoscia e incominciai a ripetere, ininterrottamente, a Gesù: “Ti prego, Signore, ma almeno a me, non mi far morire…!” Per tutta la giornata, non smisi questa supplica a Dio, mescolata di pianto. Il giorno dopo dimenticai tutto, ma non Dio, che mi esaudì, secondo i Suoi tempi, i Suoi modi e con una generosità tale da ottenermi una grazia più grande di quella richiesta. Infatti molti anni dopo scoprii non solo di aver vinto la paura della morte, ma di essere diventato anche, il “cantore del Paradiso”. E questa è la mia storia e questa è la mia missione.
2 NON ERO PROFETA
«Non ero profeta, né figlio di profeta; ero un pastore e raccoglitore di sicomori; Il Signore mi scelse dietro al bestiame e il Signore mi disse: Va', profetizza al mio popolo Israele”. (Amos 7,14-15). Lo Spirito Santo non concede mai i suoi doni, con i nostri criteri, semplicemente umani, ma secondo la Sua infinita e divina sapienza. Per questo, non sceglie i profeti, tra quelli che sono capaci, anche perché, nessuno è capace di fare il profeta. Lo Spirito Santo "rende capaci", quelli che sceglie e, avendoli scelti, li illumina, per metterli in grado di compiere la missione che Lui stesso gli ha affidato. Questo affinché, risulti, con chiarezza, che la gloria viene da Dio e non dagli uomini.
3 MARINAVO IL CATECHISMO
Dai 5 anni ai 17, sono stato "ferrarese"… e mi ricordo ancora i tempi del catechismo. Mi rifiutavo di imparare a memoria alcune formule religiose, di cui non mi veniva spiegato il vero significato. Allora la conseguenza naturale, per me, fu quella di marinare il catechismo. L'avreste, forse, mai detto…?!!!
4 UNA MAESTRA DI FEDE
“Ricordatevi che, anche se nel confessionale, voi vedete solo un sacerdote, invisibilmente, ma realmente, accanto a lui è presente Gesù, che, per mezzo di quel sacerdote, perdona e cancella i vostri peccati”. (Maria Teresa Finelli). Queste parole, che, ancora adesso risuonano, in me, indimenticabili, non sono quelle di un’insegnate di religione, ma di una semplice maestra delle elementari. Che bello, quando gli insegnanti si fanno anche "maestri di fede"…!
5 IO, FIGLIOL PRODIGO
Se, il “figliol prodigo” del Vangelo, non avesse sofferto la fame, cioè se quindi non fosse stato “spinto dalla necessità”, non si sarebbe pentito di essersi allontanato da Padre, non avrebbe ritrovato il Suo abbraccio, non avrebbe ricevuto il Suo perdono e non si sarebbe salvato. Non importa se le croci di correzione sono di natura economica, o riguardano la salute, o altro ancora, perché, nel disegno d'amore di Dio, sono tutte finalizzate, unicamente, alla nostra salvezza eterna. E io, che, prima della conversione, sono stato un figliol prodigo, questo lo so bene…
6 ANDAVA TUTTO MALE
Lo confesso, all’inizio, decisi di fuggire il peccato, non certo per amore di Dio, ma solo per paura. Ero molto giovane e andava tutto male nella vita, dalla A alla Z... Alla fine, sconsolato, mi precipitai da un esorcista che dopo avermi imposto le mani sulla testa per benedirmi si bloccò, un attimo prima di completare la benedizione. Poi mi spiegò, che se non avessi cambiato vita, rinunciando al peccato, che mi legava a satana, la sua benedizione avrebbe potuto fare ben poco per liberarmi dal diavolo. Le parole di quel sacerdote erano state “sintetiche”, ma “dirette” e “molto chiare”... Mentre, guidando, tornavo a casa, questo pensiero "martellava" la mia mente: “Come potevo sperare che Dio mi liberasse dal male, cioè da satana, se ero proprio io che sceglievo di rimanere prigioniero del diavolo, non rinunciando al peccato”? Allora, proruppe, inarrestabile, in me un grido dell’anima: “No, basta… con il passato…! Voglio fare la volontà di Dio...!”. Incominciai, allora, a chiedere a Dio, l’aiuto per riuscire ad essergli fedele…
7 RIMASI SCONCERTATO
Un giorno, ascoltai, per caso, le trasmissioni di Radio Maria e fu “amore a prima vista”, anzi "a primo ascolto"... Padre Livio divenne, per me, quel direttore spirituale che avevo sempre desiderato, ma che non avevo mai incontrato. Da lui imparai il coraggio della verità, che non possiamo mai dare per scontato, perché non tutti lo possiedono. Infatti, ricordo ancora, dopo molti anni, quando un giorno chiesi ad un Viceparroco di una chiesa importante di Roma, perché non parlasse mai di peccato nelle sue omelie. E lui, mi rispose, con la massima naturalezza, che, se lo avesse fatto, avrebbe scontentato, la gran parte dei suoi fedeli… Rimasi sconcertato… «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». (Marco 8,38).
8 ALLE SETTE E MEZZO
Quando incominciai il cammino di conversione, Dio mise nel mio cuore un fortissimo desiderio di preghiera, ma, contemporaneamente, il diavolo, preoccupatissimo di perdere un'anima, che già considerava sua, creava in me, un “blocco alla preghiera”. Ogni volta, mi ripetevo: “pregherò domani” e, in un continuo rimandare, rimanevo, sempre al punto di partenza. Poi, un giorno, per caso, ma è solo un modo di dire, visto che in ogni cosa che ci accade, c'è sempre, la "regia di Dio", avvenne qualcosa di inaspettato. Entrai in una chiesa, a Roma, all'Eur, la chiesa dei Fratini, solo per segnarmi con la croce, bagnandomi con l'acqua benedetta. Invece, poi, avvertii il desiderio, inarrestabile, di trattenermi per tutta la durata della messa. Così, mi sedetti, all'ultimo banco… Era la mattina di un giorno feriale. Per tutta la durata della messa, feci l'esperienza di una felicità e di un'euforia, mai provate prima. Così, alle sette e mezzo, la mattina dopo, ero di nuovo a messa e poi il giorno dopo ancora… e così anche i giorni successivi… Ho perso il conto, di quanti anni sono passati da allora, dalla mia prima messa quotidiana, eppure ancora oggi, questo "appuntamento con Gesù" e anche “appuntamento con i fratelli”, è ancora, per me, il momento più emozionante ed esaltante della giornata.
9 DA CONIGLIO A LEONE
Tanti anni fa, nel Duomo di Foligno, durante la messa, il brano del Vangelo invitava i cristiani ad annunciare Gesù, senza vergognarsi. E io che, come cristiano, avrei voluto diffondere la Parola di Dio, ma non ci riuscivo, fui avvolto da una profonda ed infinita tristezza… Allora, segretamente mi rivolsi a Gesù, dicendogli: “Tu, che leggi dentro la nostra mente e conosci i desideri più profondi del nostro cuore, sai quanto ti amo e sai quanto vorrei, parlare di Te, ai quattro venti, al mondo intero, ma proprio non ci riesco…!”. Passò molto tempo, da allora e tutto sembrava che fosse finito lì, ma non era così… Il Signore non aveva dimenticato quella mia sincera "apertura del cuore", quel mio "santo desiderio" e alcuni anni dopo, mi "trasformò", da "coniglio" che ero, in un “leone”.
10 GLI OCCHI DI GESU’
Un giorno, mentre, in una pausa di lavoro, al bar, parlavo di Gesù a Paolo, il titolare di un'agenzia pubblicitaria per la quale lavoravo come copywriter, mi interruppe, all'improvviso, con l’espressione sorpresa di un bambino e mi disse: "Per un attimo, ho visto nei tuoi occhi, gli occhi di Gesù…!" Si, Dio è pronto a sorprendere gli increduli e tanto più lo farà, se ci saranno credenti e ancor prima innamorati, che risponderanno, con il loro amore, all’amore di Dio. Da allora sono passati molti anni e Paolo è tra le persone alle quali giro i link del mio blog e lui, ogni volta, è felicissimo di riceverli.
13 “MI VUOI SPOSARE”?
Mi è capitato, qualche volta, impegnato nella scrittura di questo blog, di aver mancato l'appuntamento con Gesù, nella messa quotidiana. E, un giorno, mi sono sentito chiedere da Lui: “Mi vuoi sposare?" Ed io ho risposto: “Certo Signore Gesù, è la mia gioia più grande…!” e Lui ha proseguito dicendo: “Allora non mancare all'appuntamento, della messa quotidiana”. Si, è vero, “l'unione sponsale” che avviene, tra noi, e Gesù, per mezzo dell'Eucarestia, che è “l'anticipo” delle nostre nozze celesti con Lui, che avverranno in Paradiso", è l'opera spirituale più meritoria che possiamo fare, qui su questa terra.
14 UN GIORNO DI FESTA
Ero in chiesa, per la messa delle esequie di mia madre e quando presi la parola per fare il discorso, esordii dicendo: “Questo giorno non è un giorno di lutto, ma di festa, perché mia madre non è morta, ma è nata al cielo”. Raccontai che avevo l'abitudine di chiederle, ogni giorno, se aveva pregato per me e che lei, sorridendo, rispondeva, puntualmente: “sempre...!”. E continuai dicendo che me la immaginavo accanto a Gesù, mentre, dopo averlo preso sottobraccio, gli sussurrava, con tono confidente: “lo vedi Luigi… mi raccomando pensa a lui, non smettere mai di proteggerlo e di inondarlo di benedizioni”. Si, mia madre, che gli ultimi tempi soffriva atrocemente, ha restituito, per sempre, la croce e, in cambio, ha incontrato il sorriso di Gesù, ha ritrovato mio padre ed insieme a lui tutti gli altri suoi cari ed ha ottenuto una ”invidiabilissima" “vita eterna” e “felicità infinita”. Alcuni anni dopo, ho incontrato alcune persone che avevano ascoltato quel mio discorso e mi hanno ringraziato. Per bontà di Dio, il seme di quelle parole, che mi aveva suggerito lo Spirito Santo stesso, aveva portato il frutto desiderato. Ero riuscito ad accendere in loro e chissà in quali altre anime, oltre loro, la speranza, gioiosa, fiduciosa e radiosa, nella vita eterna.
15 UN FIUME DI BENEDIZIONI
Mio Padre mi impartiva, sempre, la sua benedizione, lo faceva ogni giorno, senza mai dimenticarsi e quando ero piccolo, anche imponendomi le mani sulla testa. Poi, quando era diventato anziano e, a causa di una serie di vicissitudini, aveva perso la fede, ero io che lo benedicevo, anche solo telefonicamente. Poi un giorno si ammalò e gli ultimi giorni si era talmente aggravato che ritenni opportuno di fargli impartire il sacramento dell'unzione degli infermi. Mio padre mi aveva negato il consenso, io, però, per il suo stesso bene, feci di testa mia. Non riusciva più a parlare, eppure mi ricordo che, mentre il sacerdote lo stava ungendo con l'olio sacramentale, batté, tre volte, le mani, in senso di approvazione, mentre la smorfia di dolore, lasciava il posto, nel suo volto, ad un sorriso di beatitudine. Il sacerdote, che era a conoscenza dell'opposizione iniziale di mio padre a ricevere il sacramento, fu sopraffatto dalla meraviglia. Sono assolutamente convinto che, tutte le grazie "piovute dal cielo" nella mia vita e anche la conversione in punto di morte di mio padre, sono state la risposta di Dio a quel "fiume di benedizioni", che, prima ho ricevuto da mio padre, e che poi gli ho restituito. Sono altrettanto sicuro, che mio padre, sia volato in Paradiso, fin da subito.
16 IL PROFUMO DEL PARADISO
Ricordo, tanti anni fa, il parroco della Basilica dei Santi Pietro e Paolo, che, ogni volta, prima della consacrazione dell’ostia, pronunciava, sempre, e immancabilmente, la preghiera “Anima di Cristo”. La recitava con fede profonda, amore ardente, concentrazione angelica, tanto che, io e gli altri fedeli, ne rimanevamo incantati. È grazie a lui, che ho imparato ad amarla con tutto me stesso. Questa "preghiera eucaristica" è un vero e proprio "grido di amore" che rivolgiamo a Gesù. Va pregata mentalmente, prima di accostarsi all'Eucarestia e ne amplificherà, grandemente, i frutti. Va recitata anche in altri momenti della giornata e in questo caso, ci varrà come "comunione spirituale". Molto acqua è passata sotto i ponti, da allora… eppure il ricordo di questo "santo sacerdote", è rimasto "incancellabile nella mia mente" e a lui va il mio pensiero, la mia riconoscenza e anche le mie preghiere. “Anima di Cristo” emana il "profumo del Paradiso" dalla prima all'ultima riga.. “Anima di Cristo santificami, Corpo di Cristo salvami, Sangue di Cristo inebriami, Acqua del costato di Cristo lavami. Passione di Cristo confortami. O buon Gesù esaudiscimi, dentro le tue piaghe nascondimi, dal maligno nemico difendimi, non permettere che io abbia mai a separarmi da Te. Nell’ora della mia morte chiamami e comandami di venire a Te, a lodarti con gli angeli e coi santi, nei secoli dei secoli. Amen".
17 TI VOGLIO BENE
È lo Spirito di Dio, ci fa capire, quando e come esprimere l’amore, che Lui riversa nel nostro cuore, anche ai nostri fratelli. Nella maggior parte dei casi, con uno sguardo di benevolenza, che non ha bisogno di parole, altre volte, nei modi che ci Lui stesso suggerirà. Un giorno, terminata la messa quotidiana, mentre salutavo, il mio parroco, gli dissi: “Ti voglio bene, anzi… ti amo, in Gesù”. L’espressione di gioioso stupore, che aveva illuminato, di una luce speciale, il suo viso, valse più di un grazie detto a parole.
18 STRINGERE AL PETTO GESU'
Un giorno, non ho resistito all'impulso di stringere, forte al petto, “il Vangelo”, cioè la “Parola di Dio”, cioè Gesù e, in questo abbraccio gioioso, anche se per pochi istanti, ho avuto il dono di avvertire, anche sensibilmente, la “presenza reale di Dio”.
19 L’ARIA DELLO SPIRITO SANTO
In giro c’è ancora tanta “fame e sete Dio”, “voglia di infinito” e desiderio di una felicità che abbia difronte a sé un “orizzonte aperto”, che nessuno sia in grado di interrompere. Tutti cercano sicurezze assolute per l’avveramento dei propri sogni e solo Dio ce le può dare, non certo gli uomini, che sono esseri limitati, tanto quanto noi. Oggi ho incontrato, casualmente, una sorella nella fede e le ho chiesto che ne pensava di questo blog e lei mi ha risposto: "In questo blog “si respira l’aria dello Spirito Santo”.
20 VESTITA DI DIO
“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di Sole…” (Apocalisse 12, 1). Questa descrizione che la Sacra Scrittura fa della nostra Mamma Celeste, come “Donna rivestita di Dio”, mi ha sempre affascinato e infiammato la mia fede. Tanto che, un giorno, non essendo esposto il Santissimo Sacramento, mi avvicinai ad una sua statua. Il mio desiderio era quello di "essere irradiato", per mezzo di Lei, dai raggi divini del suo Figlio Gesù e mi misi a fissarla. I miei occhi erano “immersi” in quelli della Mamma celeste e non riuscivo più a distoglierli… E, a un certo punto quegli occhi, mi sembrarono vivi, tanto che mi trasmisero un sorriso. Fu un "momento di Paradiso" e, anche se durò poco, perché fu interrotto dai passi di un sacerdote.
21 “BENEDIRO' CHI TI BENEDIRA'”
Un giorno, passeggiando tra la folla, mi sono rivolto a Gesù, per chiedere, mentalmente, per i fratelli e le sorelle, che incontravo, le Sue benedizioni. Gli dicevo: "benedicilo, Signore, sapessi quanto lo amo…! Oppure: “Benedicila, Signore, sapessi quanto la amo...!" E, all'improvviso, Gesù mi ha risposto: “Lo so bene, perché questo amore sono stato io stesso ad ispirartelo...! Per questo concederò grazie speciali a ognuno di loro e poiché mi hai chiesto di benedire questi miei figli, benedirò anche te, con il centuplo delle benedizioni!”. Il Signore disse ad Abram: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. "Benedirò chi ti benedirà e maledirò chi ti maledirà. (Genesi 12,1-3)
22 UN SUPER LAVORO
A cinque anni sono caduto nella calce viva, ma mi è andata bene… “Qualcuno” lassù, ha voluto che andasse bene. Tra ragazzini, quando abitavo a Ferrara, abbiamo fatto a sassate e che impressione toccandosi la testa trovare le mani insanguinate… Per fortuna, anzi per grazia di Dio, era solo un colpo di striscio. Da adolescente, facendo il motocross, mentre ero a tutto gas, terminato il salto della cunetta, quando ripiombai a terra, mi si bloccò la manopola dell’acceleratore, a pochi metri da un precipizio e mi sarei sfracellato se, un provvidenziale scontro con un altro motorino, non avesse bloccato la mia corsa e mi avesse salvato. Io e l’altro ragazzo non ci siamo fatti niente, gli unici graffi sono stati quelli dei motorini. E, svariate volte, complice la fretta o la distrazione, ho rischiato di essere investito avendo attraversato la strada senza guardare. C’è stato un periodo, per fortuna breve, in cui ho guidato spericolatamente. Ringrazio la pazienza del buon Gesù e mi scuso con l'angelo custode per il super lavoro, cui l'ho sottoposto…
23 DUE COMPLEANNI
L’estate del 2018 stava volgendo al termine, quando, alle tre di pomeriggio, mi sono trovato, "catapultato" all’interno di un’autombulanza che procedeva a tutta velocità, a sirene spiegate. Ero stato colto da un infarto, mentre stavo scrivendo un articolo per il blog e sicuramente il diavolo era contento, magari ci aveva messo anche del suo, ma, di certo, aveva fatto male i suoi conti… Non avevo paura di morire, ma solo di soffrire e ho chiesto a Gesù, che fosse Lui e non io a scegliere se salvarmi la vita terrena o salvarmi la vita per sempre in Paradiso… E, visto che sto qui, ancora a scrivere per voi, Lui ha deciso che il Paradiso poteva, per il momento, ancora attendere… Potremmo essere anche già pronti per il Paradiso, ma potrebbe non essere ancora terminata la missione, qui sulla terra, che ci ha affidato il Signore e, allora Lui ci lascerebbe ancora qui, per portare altri frutti. E, ringraziando Dio, io sono ancora qui, da otto anni a questa parte, a festeggiare due compleanni anziché solo uno.
24 “SONO IO IL TUO FUTURO”
Come spiegare il fatto che molti, dopo aver pregato, rimangono delusi, non avendo ottenuto quello che avevano domandato e pensano, per questo, che la loro preghiera sia stata inutile? In realtà, quando preghiamo, ci viene donato un dono immenso, il più grande di tutti: il dono dello Spirito Santo. E lo Spirito Santo, non è solo “il Dono”, è "il Donatore”. Stiamo pur certi, infatti, che, se possederemo lo Spirito Santo, Lui non ci farà mancare nulla di ciò che ci è necessario per vivere in questa vita e per essere salvati per la vita eterna. Un giorno, in un momento di fortissima preoccupazione e di angoscia che mi stava dilaniando, mi sono sentito rivolgere da Gesù, queste parole: "Perché ti preoccupi ancora… non lo sai che sono Io, il tuo futuro…?!!”.
25 IL PARADISO IN CONTROLUCE
“Noi siamo assetati di bellezza”. (Papa Paolo VI). Se l’arte non è votata al bello, tradisce la sua missione. Con l’arte si possono fare costruzioni di bellezza, interiore ed esteriore, o il loro contrario, accarezzare o ferire, elevare l’uomo, o banalizzarlo, imprigionare la speranza o liberarla, chiudere gli orizzonti del futuro, o spalancarli. Cosciente e riconoscente della capacità artistica che Dio mi ha donato, la utilizzo per costruire un tipo di bellezza, che sia in grado di elevare l’anima ad una bellezza più grande, quella di Dio, bellezza assoluta e fonte di ogni altra bellezza. In effetti io ero soltanto un fotografo della domenica come piaceva dire a me, mi sentivo appagato e non avevo assolutamente mire più grandi. Poi, poco dopo aver creato il mio primo blog “sentinelle di Maria”, con i mie testi e le mie fotografie amatoriali, il Signore mi fece capire che aveva un dono per me… Nacque il Luigi Tosti, artista, la fotografia per me divenne una professione, e fui ben felice di mettere la mia arte, al servizio del Regno di Dio. Le prime opere che creai, furono, quelle che denominai “le fiabe marine” e che a ben guardare in “controluce spirituale”, sono la rappresentazione del Paradiso. Dal 2007 al 2021 mi dedicai alla mia arte e al blog. Dal 2022 ad oggi mi sto occupando del blog a tempo pieno.
26 SCRIVI, SCRIVI…
Molti anni fa avevo smesso di dedicarmi al mio blog, che si chiamava “sentinelledimaria.it”. Il Signore, però, nella Sua bontà, continuava a non farmi mancare le Sue illuminazioni. Questo accadeva, soprattutto durante lo svolgimento della messa quotidiana ed io, terminata la celebrazione, puntualmente le condividevo con quello che, allora, era il parroco della chiesa che frequentavo quando, nel 2015, abitavo a Foligno. Ogni volta, però, altrettanto puntualmente, lui mi suggeriva di trascriverle, affinché, non corressi il rischio di dimenticarle e, sbrigativamente, mi congedava. Nel 2017, però, ho ricominciato (meglio tardi che mai…) a scrivere e anche a pubblicare questi pensieri di luce sul mio blog. E ancora adesso, mentre scrivo, il mio pensiero ritorna, a quel parroco che, forse nemmeno senza saperlo, si era fatto strumento del Signore e a lui va la mia massima riconoscenza. Lo rivedevo, come alla moviola, ripetermi, ogni volta, quelle stesse parole, inframezzate da un sorriso, "scrivi, scrivi… quello che il Signore ti ha fatto capire". I doni che Dio ci dà, e specialmente quelli spirituali, non sono mai solo a nostro unico vantaggio, ma anche a beneficio dei nostri fratelli. E, noi stessi, nell'amorevole piano di salvezza di Dio, siamo doni, gli uni per gli altri.
27 IL GIGANTE E IL BAMBINO
Mia moglie doveva subire un intervento molto delicato, tanto che le probabilità del suo buon esito erano del 50%. Insomma si trattava a tutti gli effetti, di un testa o croce. In preda all'angoscia, ho offerto la mia vita al Padre, dicendogli: "Se devi prendere qualcuno prendi me, ma non lei". E Dio mi rispose con una visione interiore. Vidi un gigante, che “prendeva per mano” un bambino. Enorme fu la mia sorpresa, quando scoprii che quel gigante, che pareva una montagna, era Dio e quel bambino ero io. E, nonostante mi accorsi, che stavamo “attraversando” un “campo minato”, io non ero per nulla intimorito. Quel bambino non temeva più per il suo futuro, perché aveva scoperto, che il suo futuro era Dio e che quel Dio era il suo Papà… Il giorno dopo, l'intervento è riuscito perfettamente e il pericolo scongiurato. Il Padre celeste, ha salvato entrambi e mi ha fatto “toccare con mano”, per l'ennesima volta, che, tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, anche le prove più dure e dolorose.
28 IL SECONDO ANGELO CUSTODE
Angela da Foligno non aveva studiato teologia, ma aveva amato Dio con tutta se stessa, per questo, Gesù l’ha messa a parte dei suoi misteri, tanto che è stata dichiarata dalla chiesa, “Maestra dei teologi”. Famosa è la risposta di Angela a Gesù, quando Lui le chiese di esprimere tre desideri, promettendo di realizzarli: "Voglio Dio, voglio Dio, voglio Dio". Poteva approfittarne Angela, per chiedere qualsiasi dono, ma lei preferì ottenere l'Amato. I doni arrivarono, comunque, perché chi possiede Dio, che è il “Donatore”, possiede ogni altro dono. E Gesù un giorno promise ad Angela: “Voglio che tu giovi a tutti coloro che ti vedranno, ma anche a quelli che ti penseranno o sentiranno parlare di te”. Nel 2015 mi trasferii, da Roma a Foligno e la mia abitazione era talmente vicina al Santuario della Santa Angela, che, la mattina, per andare alla messa quotidiana, uscivo da una porta ed entravo in un altra… Angela da Foligno è mia santa prediletta, tanto che, un giorno, chiesi a Gesù, di affidarmela, come mio “secondo angelo custode”.
29 PREGARE È RINGRAZIARE
Lo confesso, io, all’inizio, ringraziavo Dio solo episodicamente, poi, però, attraverso un insegnamento che il Signore mi ha dato, per mezzo di un’esperienza di vita, ho capito che dovevo ringraziarlo, ogni giorno, per tutti i giorni della mia vita, trasformando il ringraziamento in preghiera. Un giorno, la gioia immensa e improvvisa, della notizia di un posto di lavoro, per mio figlio. Ringraziamenti massimi a Dio, poi ho finito per dare tutto per scontato e ho smesso di ringraziare il Signore, per questa grande grazia. Sei mesi dopo, mio figlio ha perso il posto di lavoro. Dolore profondo e nonostante mille domande di lavoro, "curva piatta"... Poi, inaspettatamente, come risposta alla mia preghiera, che però non era ancora preghiera di ringraziamento, ma solo preghiera di domanda, un nuovo posto di lavoro e perfino migliore del primo, che pure era già buono. Da allora, non ho smesso più di ringraziare Dio, ogni giorno, appena alzato, prima di coricarmi e anche durante al giornata. Inizialmente lo ringraziavo per questo specifico dono, poi mi è venuto, spontaneo e naturale, ringraziarlo per ogni altro Suo dono, materiale e spirituale. Dio desidera da noi, la nostra riconoscenza, per i doni ricevuti da Lui ed è fondamentale ringraziarlo, per crescere in grazia ed ottenere doni sempre maggiori. Sono importanti i doni materiali, ricevuti da Dio, perché ci sono necessari in questa vita terrena e guai ad essere ingrati…! Però, i doni più grandi in assoluto, per cui ringraziare Dio, sono il "dono della creazione", il "dono della redenzione" e il "dono della santificazione". Se avremo rispetto e gratitudine per questi doni, otterremo anche il quarto, il "dono del Paradiso". Ringraziare Dio “vale come preghiera”, “ringraziare Dio è pregare Dio”. Il termine usato dalla chiesa per indicare questa preghiera è “rendimento di grazie”, anche se, a me, più semplicemente, piace chiamarla “preghiera del ringraziamento”. L'importante, però non è attribuirgli un nome, ma non stancarsi mai di pregarla, con la consapevolezza che è una preghiera immensamente gradita a Dio e che quindi fa piovere dal Cielo sulla nostra vita le grazie più grandi e inimmaginabili.
30 “TI AMO DA MORIRE”
Ricordo ancora, come fosse ieri, molti anni fa, quando, uscendo da una chiesa di Roma, all'Eur, un fratello, Fabrizio, mi fermò e mi chiese, accoratamente, di pregare per lui. Lo conoscevo molto bene, perché frequentava come me, la messa quotidiana e alla sua domanda, risposi: “Ti amo da morire..." Ed era come se quelle parole fossero venute da sole e io le avessi fatte mie, come se fosse stato Dio stesso a rispondere per me. Pochi istanti dopo, mi è apparsa nella mente, l'immagine di un "fiume" di persone, "inarrestabile", che come prese da uno stato di incoscienza, si incamminavano sull'orlo di un precipizio. Tutt'intorno un silenzio angosciante, rotto, all'improvviso, dal Padre celeste che gridò, potente e imperioso: "Siete miei...!" E in quello stesso istante, il Padre inviò il Figlio, sulla terra, per la nostra salvezza. E mi è sembrato di vedere, Gesù, mentre ripete ad ognuno di noi: "ti amo da morire Luigi...!", "ti amo da morire Rita...!", "ti amo da morire Sergio...!", " ti amo da morire Cristina...!", "ti amo da morire Marco...!", "ti amo da morire Paola...!" E in quel momento, sembrò che la vita di Gesù, valesse meno della nostra, tanto che la offrì sulla croce per noi e per la nostra salvezza. Eppure quando Cristo è andato incontro alla morte, era felice, ne sono certo e mille altre volte sarei pronto a confermarlo, era felice... felice di offrire la sua vita per noi... Gesù, inviato dal Padre, si offrì, con slancio, per la nostra salvezza, con la consapevolezza che l'amore di Dio è più forte della morte. Quella morte che Gesù prese su di sé e che, risorgendo, "trasformò", per noi, nel dono più grande in assoluto: quello della vita eterna. E quella stessa parola: “ti amo da morire …!” Gesù la ripete, personalmente, ancora oggi, ad ognuno di noi, nessuno escluso. Dimenticavo… Fabrizio, trent'anni dopo, abita ancora a Roma, io no, in Umbria, ma, attualmente è diventato un assiduo lettore di questo blog.
1 UNA GRAZIA E UNA MISSIONE
2 NON ERO PROFETA
3 MARINAVO IL CATECHISMO
4 UNA MAESTRA DI FEDE
5 IO, FIGLIOL PRODIGO
6 ANDAVA TUTTO MALE
7 RIMASI SCONCERTATO
8 ALLE SETTE E MEZZO
9 DA CONIGLIO A LEONE
10 GLI OCCHI DI GESU’
13 “MI VUOI SPOSARE”?
14 UN GIORNO DI FESTA
15 UN FIUME DI BENEDIZIONI
16 IL PROFUMO DEL PARADISO
17 TI VOGLIO BENE
18 STRINGERE AL PETTO GESU'
19 L’ARIA DELLO SPIRITO SANTO
20 VESTITA DI DIO
21 “BENEDIRO' CHI TI BENEDIRA'”
22 UN SUPER LAVORO
23 DUE COMPLEANNI
24 “SONO IO IL TUO FUTURO”
25 IL PARADISO IN CONTROLUCE
25 BUON COMPLEANNO LUIGI
26 SCRIVI, SCRIVI…
27 IL GIGANTE E IL BAMBINO
28 IL SECONDO ANGELO CUSTODE
29 PREGARE È RINGRAZIARE
30 “TI AMO DA MORIRE”
Testi e immagini © di Luigi Tosti
