La fotografia del Paradiso

181 – LA GOCCIA E L’OCEANO
Prova a "pensarti", ad "immaginarti" e a "visualizzare la tua vita", sempre in compagnia di Gesù. Prova a "immergere" il tuo cuore, il tuo corpo, la tua anima e tutto te stesso, in questa "divina presenza". E, poiché, "Dio è Amore", potrai "dissetare" la tua vita, che è "assetata" di amore", con l'amore "infinito", "assoluto", "fedele" ed "eterno" di Gesù. E, come l'oceano ha il potere di "rendere oceano", anche una piccola "goccia", Dio ha il potere di renderti oceano. Il Dio che ha il potere di rendere "infinito", ciò che è "finito", se solo desidererai ti farà “diventare una sola realtà con Lui”. Se ti lascerai "immergere" nell’amore di Dio, talmente sconfinato, che nemmeno l'oceano stesso, potrebbe contenere, realizzerai il più "grande" atto di fede e la preghiera più "autentica", perché "metterai in pratica" l'amore tra te e Dio, nella “quotidianità” della tua vita.
182 - DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Dio ci chiede di amare i nostri fratelli, anche se non appartengono alla nostra famiglia, o alla nostra cerchia di amicizie, o al nostro popolo, o alla nostra razza, o alla nostra religione. Ci chiede di amarli anche se e la pensano diversamente da noi, anche se ci hanno fatto del male, o ci sono ostili, anche se non li conosciamo. Questo amore è il contrario dell'amore egoistico, è l'amore "senza confini" e la Sacra Scrittura gli attribuisce il nome di “carità”. Carità che deriva poi dalla parola “caro” e infatti Dio ci ama perché gli siamo "cari", talmente cari, da aver donato la Sua stessa vita per noi. Dio ci ha amato, "per primo", "senza misura", "gratuitamente", anche quando non meritavamo il Suo amore, anche quando eravamo lontani da Lui, anche quando non lo amavamo e continua ad amarci anche quando continuiamo a non amarlo. La carità, è la capacità di amare, come Dio vuole che amiamo e se gliela chiediamo, con la preghiera, Dio ce la dona. Questo è l'unico segreto, per passare dalla teoria alla pratica, perché dopo aver capito la carità, bisogna anche viverla. "Fratelli, siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi" (Efesini 4, 32 e 5, 1-2). "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati". (Giovanni 15, 9-12)
183 - HO LASCIATO TUTTO
Molti diranno: “Signore ho lasciato tutto, per seguirti”, ma il Signore gli risponderà: “Non è vero perché hai portato con te il tuo orgoglio e la tua superbia, che ti hanno "accecato", per questo hai seguito, non Me, ma solo te stesso e il diavolo, che è il padre di tutti i superbi. Hai pronunciato preghiere vane e hai fatto riti formali, perché il tuo "cuore" era "lontano da me". Non hai cercato la gloria di Dio, ma solo la tua gloria personale. La gloria degli uomini, però, è "vana", per questo si chiama "vanagloria" e, se non ti convertirai, la tua condanna sarà inevitabile!”. È impossibile essere cari a Dio, senza il dono dell’umiltà, per questo, "tutti" dobbiamo chiedere a Gesù questo "prezioso" e "indispensabile" dono, e non solo i fedeli, ma anche e, specialmente, i sacerdoti, i religiosi e le religiose. E, una volta ottenuto, questo dono, che è "l'A B C" della vita cristiana, va difeso, a oltranza dalle insidie e dagli inganni del diavolo, perché la tentazione dell'orgoglio e della superbia, ogni volta che l'hai uccisa, risorge sempre, per tentarti nuovamente. La preghiera è necessaria per ottenere, conservare, difendere ed accrescere il dono dell'umiltà, senza il quale non è possibile attuare il comandamento dell'amore. Questa preghiera deve essere incessante, deve essere fatta, notte e giorno, ogni giorno, per tutti i giorni della nostra vita, perché senza l'umiltà è impossibile fare la volontà di Dio e senza compiere la Sua volontà è impossibile essere salvati... Bisogna chiedere questo dono, almeno fino a che non saremo, "umili per sempre", in Paradiso. Umili per sempre, ma anche "gloriosi per sempre", ma questa volta della gloria, "non rubata", da noi a Dio, "ma donata", da Dio a noi, perché saremo incoronati da Dio con la Sua stessa gloria.
184 - I FALSI TESTIMONI
La vera e unica chiesa cristiana, è quella fondata da Cristo, che ha come pietra angolare Cristo stesso ed è edificata sul fondamento degli apostoli e dei profeti. "Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare. (Efesini 2, 20). Eppure, i testimoni di Geova, questi "impostori", apparsi dal nulla, a partire dagli anni 50 del secolo scorso, hanno "preteso" di testimoniare Dio al mondo. Vogliono farci credere di essere cristiani, ma, in realtà, sono i "testimoni dell'anticristo", cioè del diavolo, visto che "negano" la divinità di Cristo. E guai a contraddirli in questo campo, perché se ci provi, da dolci che erano, perché ti volevano convincere, diventano, all'improvviso, "rabbiosi". "Figlioli, chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre. (1Giovanni 2, 22). Il diavolo, là dove non riesce, con l’ateismo, o con il semplice materialismo, ad "impedire" la fede, nel vero e unico Dio, la "falsifica", per renderla "inutile". I testimoni di Geova, ovverossia, i “falsi testimoni di Dio”, offrono alla tua attenzione bibbie "contraffatte", ma con "abilità", in modo che sembrino vere. L'intento è lo stesso dello "spacciatore" che cerca di rifilarti “moneta falsa”, ma sapientemente riprodotta, affinché tu non ti accorga dell'inganno. Sia i capi dei testimoni di Geova, che la manovalanza, sono "ignari burattini", i cui "fili" sono "manovrati" dal "diavolo". L'unica differenza tra di loro è, che quelli, che gerarchicamente sono sopra gli altri, si arricchiscono, alle spalle di quelli che sono sotto di loro, mentre fingono unicamente di finanziare la causa. Non odiate mai i testimoni di Geova, anzi pregate, in segreto, per loro, però se bussano a casa vostra, o se tentano di fermarvi per strada, dite che non vi interessa e chiudete subito la possibilità ad ogni dialogo.
185 - PIACERE, SONO DIO…
Gesù avrebbe potuto fare la sua prima apparizione nel mondo, trionfale, fra due ali di folla, flash di fotografi, nugoli di bodyguard, attraversando il red carpet, rilasciando autografi ai fans, con un sorriso smagliante, stringendo mani e dicendo: "Piacere sono Dio", per poi ritornarsene comodamente in cielo. Invece Dio è voluto nascere da una donna, per diventare "uno di noi", poi, ha sofferto, è morto ed è risorto, per poterci donare, insieme a "Se stesso", anche la "vita eterna". "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Giovanni 15, 3). “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Giovanni 3, 16)
186 - IL MONDO E' DIVISO IN DUE
Il mondo è diviso in due: quelli che "giudicano" e quelli che "amano". Quelli che giudicano e giudicando non hanno tempo, né voglia, per amare e quelli che amano e amando non hanno tempo, né voglia, per giudicare. La notizia bella è sapere che quelli che amano, perché non giudicano, sono cristiani, la notizia meno bella è sapere che quelli che giudicano, perché non amano, non sono solo i non credenti, ma sono anche i cristiani. La notizia stupenda, però, è immaginare che dopo questa lettura, molti che prima "peccavano" per "ignoranza", passeranno, dal gruppo di quelli che giudicano al gruppo di quelli che amano. E amando, pregheranno per coloro che prima giudicavano e che ora, anziché giudicare, presenteranno, con amore di fratelli al comune Padre, affinché ottenga la loro conversione e attraverso di essa, la loro salvezza eterna, ma anche la propria. «Chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?» (Giacomo 4,12). «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate vi sarà perdonato» (Luca 6,37)
187 - COME UNA PENNA
Che il “Sia fatta la tua volontà” sia detto non solo con le tue labbra, ma anche con la tua vita. Allora, immagina te stesso, come una “penna” e consegnala, nelle mani di Dio, col desiderio e con la volontà di dare “carta bianca” a Dio e Lui realizzerà le Sue promesse... "Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome. ”Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui sarò nella sventura, lo salverò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza". (Salmo 90: 1-2,4,11,14-16). "Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato". (Cantico 2, 10-12). "Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente. Esulterà di gioia per te, ti rinnoverà con il suo amore, si rallegrerà per te con grida di gioia". (Sofonia 3,16 -17).
188 - LA CREAZIONE CONTINUA
Ha avuto forse bisogno della cooperazione di un uomo e una donna il nostro Creatore, per creare i primi due esseri umani? No di certo, perché Dio è onnipotente, Lui che non è mai stato creato, perché è sempre esistito, è l’unico in grado di chiamare all'esistenza, ciò che prima non esisteva. E pensate forse che Il nostro Dio, dopo aver "plasmato" Adamo ed Eva, abbia smesso di creare altre creature? Credete forse che il nostro Creatore sia stato tale, solo all'inizio e ora non lo sia più? No, di certo... Dio non smette di creare l’uomo e la donna, perché non smette di amarci. Dio è amore e quindi non rinuncia a creare le sue creature, che crea per amore, e spera di essere riamato da loro... Nasciamo da un uomo e una donna, perché Dio stesso ha voluto offrirci il dono di partecipare alla Sua creazione, ma “l’Autore della vita” è soltanto Lui. «Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda; Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi; erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati quando ancora non ne esisteva uno» (Salmo 139. 13-16). «Come ignori per qual via lo spirito entra nelle ossa, dentro il seno d'una donna incinta, così ignori l'opera di Dio che fa tutto» (Qoèlet 11,5). «Di pelle e di carne mi hai rivestito, d'ossa e di nervi mi hai intessuto» (Giobbe 10,11). «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo». (Geremia 1:5 Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani» (Isaia 49, 16).
189 - SOTTO IL CUSCINO
Padre Pio un giorno, chiese ad un confratello di prendergli l’arma che teneva nel cassetto e lui, pur pensando ad uno scherzo, per non contraddirlo, acconsentì. Al posto dell’arma, però, nel cassetto, trovò la corona del Santo Rosario. Il frate capì e se ne andò, gioioso e rafforzato nella fede. Molti cristiani pregano, o meglio, "combattono", con la recita del Santo Rosario, in tal modo si affidano a Dio, attraverso Maria e vincono... ogni battaglia. "Girano armati", portando con sé, in tasca, la corona del Santo Rosario, ovunque vadano. A volte, quando non possono recitarlo, lo pregano, anche solo mentalmente e la sera, prima di coricarsi, ripongono la corona del Santo Rosario sotto il cuscino. Insieme alla corona del Santo Rosario, portano, sempre con, sé Maria, Madre di Dio e Madre nostra, Colei che ha la "supremazia” sopra la natura, gli uomini e i diavoli.
190 - NÉ SEDOTTI NÉ SPAVENTATI
Tutti preghiamo Dio di toglierci le croci ed è cosa giusta, ma fino a che Lui non ce le toglie, dobbiamo accettarle, sapendo che sono fonte di grazia e di salvezza per noi e per le persone che amiamo. Gesù stesso, in preda all’angoscia, chiese al Padre che gli fosse allontanata la croce, ma poi la accettò. Gesù è vero Dio e vero uomo, ma è, come uomo, che fu messo alla prova dal Padre, subì la passione e morì sulla croce. Quella, però, che, all'inizio, sembrava una sconfitta, Dio ha avuto il potere di trasformarla in una vittoria. Gesù, infatti risorgendo ha vinto la morte, e ha sostituito la croce, con la felicità infinita. Questi stessi doni, Dio li riserva anche a noi, saranno donati anche a noi, ci aspettando in Paradiso. È normale che la volontà di Gesù, in quanto uomo, fosse quella di fuggire la croce, ma poi, rinunciò alla sua volontà umana, per accettare, quella divina del Padre. L’esortazione «Pregate, per non entrare in tentazione» che Gesù rivolgeva ai suoi discepoli e che rivolge anche a noi, non sta a significare che, se pregheremo non saremo tentati, ma che, grazie alla preghiera, che ci unisce a Dio, vinceremo ogni tentazione, anche quella della paura e saremo più forti di ogni croce. Non esiste uomo sulla faccia della terra che non sia tentato dal diavolo e Gesù stesso, affrontò le tentazioni, nel deserto e poi nel monte degli Ulivi. Satana ci tenta quando cerca di sedurci con il peccato, ma anche quando cerca di spaventarci, ogni volta che entra la croce nella nostra vita. Noi, però, se pregheremo, saremo consolati, protetti, riempiti di coraggio e di una forza luminosa. Saremo sospinti da una fiducia straordinaria, perché capiremo, finalmente, che, con Lui al nostro fianco, non abbiamo più nulla da temere. “Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione». (Luca 22,39-46)
191 - IL MISTERO AFFASCINANTE
La Santissima Trinità, il mistero affascinante di tre Persone, un unico Dio. Il Padre ama infinitamente il Figlio, Il Figlio ama il Padre, con lo stesso amore infinito e l’amore, infinito, con cui si amano il Padre e il Figlio, è lo Spirito Santo, che è l’Amore di Dio, fatto Persona. La Santissima Trinità quindi è la comunione d’amore, "tra Persone divine", ma poiché Dio ci ama come Suoi figli, diventa anche la comunione d'amore "tra Dio e noi" e vuole che diventi comunione d'amore anche "fra di noi", perché se siamo figli di Dio, siamo anche fratelli fra di noi. Dio non intende escludere nessuno dei Suoi figli da questa comunione d'amore, perché ci ama tutti, senza nessuna distinzione. Chi interrompe la comunione d'amore tra lui e i suoi fratelli, scatena un "corto circuito" che interrompe anche il flusso d'amore tra lui e Dio. Dio, pur continuando ad amarlo di amore infinito, non può ottenergli le benedizioni e le protezioni che vorrebbe, almeno fino a che, non ritorna ad essere "ponte d'amore". Chi si "lascia attraversare" dall'amore di Dio, non può non lasciarsi attraversare anche dall'amore per i nostri fratelli. Questo amore divino e soprannaturale è infatti, talmente grande, che non puoi trattenerlo soltanto per te, ma devi, assolutamente, "ridonarlo" anche ai tuoi fratelli. E se farai questo la tua gioia si "amplificherà" e si "espanderà" all'infinito...!
192 - LA GUARIGIONE DEL CUORE
Cristo, è stato inviato dal Padre, qui sulla terra, proprio per salvarci dai nostri peccati ed rimasto ancora con noi, dentro di noi, sotto forma dello Spirito Santo, per continuare questa Sua opera di salvezza. La salvezza dal peccato avviene attraverso la "guarigione del nostro cuore". Solo quando permettiamo a Dio di abitare in noi, sperimentiamo che il Suo amore è l'unica “vera” fonte della gioia, “profonda” e “ininterrotta”. Ed è solo allora, grazie a questo amore, mai provato prima d'ora e che adesso "esplode" in noi, che avviene la nostra conversione. La conversione "dall'amore per il peccato", "all'amore per il nostro Dio". E quando rinunciamo al peccato, lo facciamo con gioia, anziché con tristezza, perché preferiamo, cento milioni di volte, rinunciare alle nostre passioni sbagliate, piuttosto che a Dio. Dio ci ama per primo e se noi ricambiamo questo amore, ci dona Se stesso. E, poiché “Dio è amore”, donandoci Se stesso ci dona anche la Sua stessa capacità di amare. "Dio è amore" (1 Giovanni 4,8)."L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato". (Romani 5,5).
193 - IL PRIMO ERRORE DI EVA
Il primo errore di Eva fu quello di ascoltare le parole del diavolo, cioè dare al demonio il tempo necessario per tentarla. Il secondo errore, fu quello di credere alle sue parole. Il terzo errore fui quello di cadere nel peccato. Il quarto fu quello di tentare Adamo. Il primo errore, quello di entrare in dialogo con il diavolo, che è “abilissimo truffatore”, “apre la strada al peccato” e, di conseguenza, fa si che il peccato si contagi nel mondo… "Distogliamo", allora, sempre e fin da subito, lo sguardo dalla tentazione, qualunque essa sia, per non consentire alla tentazione di “mettere radici” nella nostra mente e nel nostro cuore. Il segreto per fare questo è semplicissimo e ce lo suggerisce Dio stesso, indirizzare il nostro sguardo a Gesù, per distoglierlo dal maligno: "Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. (Salmo 33, 6).
194 - SE…
Se siamo attratti da Gesù, se lo desideriamo, se lo cerchiamo, se non smettiamo di cercarlo, se non possiamo più fare a meno di Lui, se lo pensiamo giorno e notte, se sentiamo che la nostra famiglia si è allargata al mondo intero, se la chiesa è diventata la nostra seconda casa, se troviamo una gioia immensa nella preghiera, se tocchiamo il cielo con un dito, quando riceviamo Gesù nell’Eucarestia, o quando leggiamo e meditiamo e viviamo la sua Parola, tutto questo, statene certi, non dipende dal caso. È tutto originato dalla grazia di Dio. La grazia è quella misteriosa e potentissima “forza di attrazione spirituale”, che Dio stesso ha messo nel nostro cuore. Noi, dal canto nostro, anziché ignorarla, scacciarla, rifiutarla, l'abbiamo accolta, con immensa gioia, entusiasmo e gratitudine. E, la grazia che viene da Dio, e ci riconduce a Dio, è la prova, concreta, evidente e inequivocabile, che Dio abita in noi. “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno”. (Giovanni 6, 44). “È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni. "(Filippesi 2:13). “Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio”. (Giovanni 6, 45).
195 - SPOSARSI CON DIO
Se tu avessi l’appuntamento con la donna che ami, andresti volentieri da lei e saresti emozionato. Se l’appuntamento, fosse quello delle nozze, ti sentiresti fortunato e correresti da lei. Se Cristo ti desse un appuntamento, ancora incredulo, ma col batticuore, "voleresti" da Lui, e ti considereresti "beato". Quelli che amano Dio, sono consapevoli di essere “fidanzati di Dio” e “promessi sposi di Dio” e attraverso la preghiera, "corrono", felici, ai Suoi "appuntamenti". L’appuntamento più importante, però, è quello del matrimonio, che avverrà in Cielo, dove ci sposeremo con Gesù, ma che viene anticipato già qui, su questa terra, con il “banchetto delle nozze" dell’Eucarestia. Gesù ha istituito il “sacramento del matrimonio”, tra un uomo e una donna che si sposano: “Si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola. Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi”. (Matteo 19, 5-6). Gesù ha istituito anche un secondo tipo di matrimonio, le nozze tra Lui e noi, attraverso il “sacramento dell’Eucarestia”. Si, l’Eucarestia è il "matrimonio con Gesù", non avete capito male... Se il sacramento del matrimonio ha il potere di "creare un'unità", soprannaturale, tra due persone che si amano, tanto più il sacramento dell’Eucarestia, ha il potere soprannaturale di renderci, misticamente, "una sola realtà" con Dio. In entrambi i casi le due vite si uniscono, fino a “fondersi” diventando una un'unica vita.
196 - LA MORTE NON LI SEPARERA'
E l'amore tra due sposi, durerà soltanto fino a che la morte non li separerà? No di certo. Il loro amore non finirà mai più, il loro amore durerà per sempre, il loro amore sarà un “amore eterno” e non solo a parole, ma nella realtà. Una sola cosa cambierà: non si ameranno più come sposi, ma come fratello e sorella, perché, in Cielo, saremo tutti, “sposi e spose di Dio”. Questo, però, lo ripeto, non vuol dire affatto, che smetteranno di amarsi. Anzi, si ameranno infinitamente di più di quanto si erano amati prima, qui sulla terra. Infatti, essendo diventati santi del Cielo, il loro amore, che, prima di allora, per quanto potesse essere grande, era comunque imperfetto, diventerà un amore assoluto, incondizionato, divinizzato, che non potrà mai essere tradito, perché è, finalmente, purificato da ogni egoismo. Per questo motivo, quando i due sposi, si ritroveranno in Cielo, nuovamente uniti, per non perdersi mai più, sperimenteranno un grado di felicità mai provata prima.
197 - NOSTRO PADRE, MA ANCHE RE
Dio è nostro “Padre”, ma anche “Re”, perché la sua "paternità" non esclude la sua "divinità". Lui è “onnipotente”, noi pieni di “limiti”, Lui “immortale” e noi “mortali2, per questo non possiamo essere autosufficienti, ma dipendiamo, tutti, nessuno escluso, da Lui. Tutti quelli che hanno “creduto di essere dio” al posto di Dio, tutti quelli che hanno “giocato a fare dio”, sono stati ”sconfitti" e se non dalla vita, dalla morte. Infatti puoi essere potente e vincente, anche fino alla fine, ma, poi, la morte, prima o poi, ti chiede di restituire tutto… Il potere e la gloria appartengono soltanto a Dio e Dio li condividerà, nell'altra vita, unicamente con coloro che accettano, in questa vita, di “essere suoi”, nella fede, nell’obbedienza e nell'umiltà. Tutti i piaceri e i poteri della terra sono un "illusione", perché sono piccoli "fuochi di paglia", che svaniscono in un attimo, ma il potere, la felicità e l'immortalità, che saranno donati da Dio, a coloro che si sono fatti Suoi in questa terra, per mezzo dell'obbedienza, in Paradiso non ci saranno mai più tolti. "Queste cose avvennero dopo che Alessandro il Macedone, figlio di Filippo, uscito dalla regione dei Kittim sconfisse Dario, re dei Persiani e dei Medi, e regnò al suo posto, cominciando dalla Grecia. Intraprese molte guerre, si impadronì di fortezze e uccise i re della terra; arrivò sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti popoli. La terra si ridusse al silenzio davanti a lui; il suo cuore si esaltò e si gonfiò di orgoglio. Radunò forze ingenti e conquistò regioni, popoli e principi, che divennero suoi tributari. Dopo questo cadde ammalato e comprese che stava per morire" (1 Maccabei 1,1-9).
198 - COMANDARE ALLE PAURE
Non siamo soli, Dio non ci abbandona e viene a riprenderci, soprattutto, quando ci smarriamo nel "labirinto" delle nostre “paure”, nel punto esatto dove non riusciamo più a trovare la “via d’uscita”. Dio viene sempre in nostro aiuto, nei “modi” e nei “tempi” che nemmeno immaginiamo, ma il Suo aiuto è certo. Spesso, Dio ci viene in soccorso anche se l'aiuto non glielo chiediamo, a me è capitato, quando ero ancora una pecora nera, quando ero un lontano. Però, da quando ho ricevuto il dono della fede, e l'ho ricevuto grazie alla croce, non smetto mai di chiedere la Sua assistenza e il Suo aiuto. Innanzitutto, gli chiedo, giorno e notte e con un'insistenza inaudita, la grazia di essergli fedele, ma poi, gli chiedo anche le singole grazie materiali che mi necessitano. Dobbiamo chiedere a Dio, con la preghiera, anche quella spontanea del colloquio con Lui. Dobbiamo chiedere, avendo la fiducia di avere già ottenuto ciò che abbiamo chiesto. Questo anche, a volte, verremo esauditi, solo nel tempo, il tempo necessario per rendere più "salda" la nostra fede. D’altronde, se Dio risolvesse i nostri problemi, specialmente quelli materiali, solo dopo un giorno di preghiera, il giorno dopo, tutti, o quasi, smetterebbero di pregare. Smetterebbero di pregare e quindi anche di cercare di essere più buoni, perché la preghiera, ancor prima di avere il potere di risolvere i nostri problemi materiali, ha il potere, ben più grande, di santificarci, cioè di renderci fedeli a Dio, rinunciando al peccato, per amore Suo. Tutto il tempo che utilizziamo, o meglio che "sprechiamo", per avvilirci, demotivarci, destabilizzarci, a causa della paura, "investiamolo", invece, nella preghiera, il cui "motore" e la cui "molla potentissima" è una “fiducia incondizionata”, perché “filiale”, in Gesù. Anziché "lasciarci comandare" delle nostre paure, potremo, pregando con la “fiducia cieca”, di chi è “ben consapevole”, che Dio è “nostro Fratello” e “nostro Padre”, "comandare alle nostre paure" di sparire dalla nostra vita…
199 - NELLE MANI DI DIO
Quando ci va tutto bene, a volte non ci accorgiamo della divina provvidenza, perché diamo sempre tutto per scontato: la salute, l’autonomia finanziaria, l’intelligenza, e ogni altro bene, a cominciare dal dono più grande fra tutti: la nostra vita. Ma quando Dio, mettendoci alla prova, permette che ci venga a mancare, qualcuno di quei beni, che Lui stesso ci ha donato, veniamo “colti dal dubbio” di essere stati abbandonati da Lui. L’illusione di esserci creduti "superuomini", svanisce in un attimo, come una “bolla di sapone”, ma ,è proprio allora, che “alziamo gli occhi al Cielo”. In questo modo, come bruscamente risvegliati da un forte “scossa di adrenalina”, cominciamo a pregare (o ricominciamo se avevamo smesso), affidando, noi stessi e la nostra vita, a Dio. Il nostro futuro è “nelle mani di Dio”, questa è una verità incontestabile, ma proprio per questo, il nostro futuro è anche nelle nostre mani. Infatti Dio si aspetta, che le nostre mani “si congiungano in preghiera”. “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù”. (Filippesi 4, 6).
200 - L'ULTIMA PAROLA
Quando Gesù, preannunciò la sua morte in croce ai suoi discepoli, Pietro, si scandalizzò e gli manifestò la sua ferma volontà di impedirlo, ma Gesù lo rimproverò, per questo, aspramente. Pietro pensava che fosse la fine e invece era solo l’inizio... l'inizio della salvezza eterna per l'umanità. “Tutta l’umanità soffre”, perché la morte e la sofferenza, sono entrate nel mondo, a causa del primo peccato, quello originale e poi anche dei peccati nostri, personali. Ogni, uomo durante la sua vita, credente o no, cristiano o no, incontrerà la croce, ma, se insieme ad essa, incontrerà anche Cristo, non soffrirà inutilmente. I discepoli di Emmaus “avevano smesso di sperare”, perché Gesù era “morto da tre giorni” e anche loro, come Pietro, “non compresero i piani di Dio”, che “sembrava si fossero conclusi con un fallimento”. Dio Padre, che aveva già liberato gli Ebrei dalla schiavitù del Faraone, ora, attraverso la croce di Gesù, vuole donarci qualcosa di infinitamente più grande, vuole liberarci dalla schiavitù di satana. Gesù, non solo soffrendo e morendo per noi, ma anche risorgendo per noi e ascendendo, glorioso, al Cielo, ci ha fatto capire che, "l'ultima parola", per i salvati, non è il peccato, ma la santità, che l'ultima parola per i salvati non è la sofferenza, ma la felicità senza fine, che l'ultima parola per i salvati non è la morte, ma la vita eterna.
201 - I DUE MIRACOLI
Anni fa due persone immobilizzate su una sedia a rotelle, andarono in pellegrinaggio a Lourdes per ottenere un miracolo. Una fu guarita e incominciò a camminare con le sue gambe, l’altra, invece, no. Inaspettatamente, però, quella che aveva ricevuto il miracolo, non si convertì, mentre l’altra si. In realtà i miracoli furono due: una "guarigione fisica" per la prima persona e una "guarigione spirituale" per la seconda. Fra le due persone, però, quella che ricevette il dono più grande fu la seconda, quella che si convertì. Spesso, il miracolo della guarigione fisica, apre la via anche al miracolo della conversione, ma non è sempre così, perché la conversione, dipende anche dalla "variabile umana". Se Dio ti comanda di camminare, tu ti alzi e cammini, anche se eri paralitico. Se Gesù ti comanda di guarire da un tumore, tu guarisci, anche se il tumore era in fase terminale, anche se i medici ti avevano tolto ogni speranza. Questo perché Dio, che ha creato le leggi naturali, dal nulla, comanda anche su di esse e può guarire, se vuole, anche ciò che è inguaribile. Dio, però, non ti può imporre di convertirti, se tu non vuoi farlo, o meglio… potrebbe anche farlo se solo volesse, ma non vuole limitare la tua libertà, perché se amassi Dio, solo perché costretto, questo amore, per Lui, non avrebbe alcun valore.. Gesù ti può donare la sua luce e la sua forza, necessarie per rinunciare al peccato, ma tu puoi decidere di non usare questi preziosi doni della grazia.
202 - NON TEMERANNO LA MORTE
La “conversione” è la "guarigione spirituale" più importante di tutte, perché ci donerà la "guarigione eterna", quella guarigione del corpo e dell'anima, che, però, potranno ottenere solo coloro che si faranno salvare da Gesù. La "guarigione fisica", terrena, invece, è solo temporanea, perché prima o poi ci ammaleremo nuovamente, magari di un'altra malattia. E, anche se fossimo così fortunati da conservare, fino alla fine, la nostra salute e perfino di arrivare ad essere centenari, prima o poi dovremmo morire comunque. Quindi, ciò che è veramente importante, per noi, che abbiamo la vera fede, non è scampare alla morte, ma evitare la morte eterna, l'unica morte alla quale non c'è rimedio. Infatti, quelli che otterranno in dono da Gesù la vita eterna, perché si faranno salvare da Lui, non temeranno più la morte fisica, anzi, quando sopraggiungerà, la riterranno, per loro, una fortuna. Sono, infatti, ben consapevoli, proprio in virtù della loro fede, che il loro corpo “risorgerà perfetto”, per non morire mai più, per non ammalarsi mai più, per non soffrire mai più, per rimanere per sempre giovane ed eternamente felice.
203 - LA FAMIGLIA DI DIO
Dimostri di amare Dio, solo se ami anche i tuoi fratelli, prima di tutto per amore Suo, poi anche per amore loro. Non puoi vivere la tua "figliolanza" con Dio, senza vivere la tua "fratellanza" con gli altri figli di Dio, figli di Dio come te. Se non li ami, “ferisci il cuore di Dio”, che ama loro, tanto quanto ama te e cioè infinitamente. Immagina, per un attimo, se uno dei tuoi figli odiasse un altro tuo figlio, quale dolore, immenso, ti arrecherebbe… Sicuramente interverresti, in un modo o nell'altro, per il bene di entrambi, perché in una famiglia deve sempre regnare l'amore e la pace. E, noi siamo, tutti quanti, nessuno escluso, siamo famiglia… siamo "la famiglia di Dio". Se vivi come un vero figlio di Dio, non solo accetti che anche gli altri tuoi fratelli, siano Suoi figli, ma ne sei felice, li ami e li consideri un "dono di Dio". Se comprendi che, ogni essere umano è tuo fratello, fratello per davvero e non solo per modo di dire, li amerai tutti, senza esclusione di sorta. Amerai tutti, a cominciare da coloro che il Signore, non certo a caso, ha messo e metterà sulla tua strada. Amerai perfino quelli che non conosci, amerai ogni essere umano sulla faccia della terra. E, se amerai i tuoi fratelli, vorrai, per loro, il massimo bene, che è la vita eterna. Per questo, intercederai per loro, presso Dio, con il tuo amore, che ha confini e può abbracciare il mondo intero. E, se questi tuoi fratelli, sono in difficoltà materiali, se è nelle tue possibilità, aiutarli, li aiuterai anche materialmente. Donerai ai tuoi fratelli quello stesso amore che, come un "fiume in piena", Dio ti dona, “non per trattenerlo” solo per te, “ma per farlo straripare” al mondo intero e “toccherai il cielo con un dito”. Se sperimenterai l'amore di Dio, se proverai ad amare con questo amore, "gratuito", "senza fine" e "senza confini", non vorrai più smettere, perché scoprirai, qual è il vero scopo della vita.
204 - FINE DELLE PAURE
Se aggredisci le tue paure, le tue paure avranno paura di te. Devi incominciare ad agire nei tuoi pensieri, perché è lì che si "annidano" quelle tue paure, che ti "paralizzano", impedendoti di reagire, facendoti arrendere prima ancora di aver combattuto. Dì a te stesso, ogni volta che hai paura di un insuccesso: "Non ho tempo per pensare, perché devo agire" e mentre agisci ripeti “Maria proteggimi” ... “Maria concedimi la vittoria nel nome di Gesù”. Devi vincere la tua inerzia e, nello stesso istante in cui sopraggiunge la paura, devi intervenire subito, senza rimandare, perché prendere la decisione di agire ti rende forte. Devi agire e combattere sapendo che il Signore, agisce e combatte insieme a te. Solo così “le tue paure avranno paura di te”. E non agire soltanto compiendo azioni materiali, agisci anche pregando, dedicando spazio alla preghiera. La strategia più efficace, per aggredire le tue paure sono, "azione" e "preghiera", "preghiera" e "azione", sapendo che la preghiera stessa è azione. La preghiera è l'azione più potente che tu possa compiere, perché, quando preghi, "stai agendo" in maniera "naturale" e "soprannaturale", al tempo stesso. Specialmente, quando sei assalito dalle tue paure, immagina sempre Maria, al tuo fianco e lo è realmente. Maria è la Madre Dio, Maria è anche tua Madre, Maria è il "terrore dei demoni"...!
205 - AD UN SUO COMANDO
Gesù Cristo è “vero Dio” e “vero uomo”, “Figlio di Dio” e “Figlio dell’uomo”. In Lui, le due nature, quella umana e quella divina si sono unite, in una sola Persona, in un unico Dio. Gesù, pur rimanendo Dio, è diventato del tutto simile a noi, fuorché nel peccato e quando ha offerto la Sua vita sulla croce, per noi, ha offerto la Sua natura umana, quella assunta da Maria. Dio è morto sulla croce come uomo, non certo come Dio, perché Dio, immortale. Se, è vero che, morendo per noi, Gesù, ci ha dimostrato di essere uomo mortale come noi, è altrettanto vero, che risorgendo per noi, ci ha dimostrato di essere l'unico vero Dio. Dio, però, non si è limitato a far risorgere il Suo corpo, che già sarebbe stato tanto... ma lo ha anche "trasformato", da corpo "mortale", in Corpo "immortale", da corpo "imperfetto", in Corpo "perfetto", da corpo "solo umano" in Corpo "divino"...! Ha compiuto questo, per amore nostro, affinché, anche noi, un giorno, potessimo risorgere, "ad un Suo comando". E non ci farà risorgere con lo stesso corpo di prima, sofferente e mortale, forse anche vecchio, ma con un corpo nuovo, glorioso, immortale, eternamente giovane, perfetto e divinizzato, come il Suo.
206 - IL PONTE TRA TERRA E CIELO
Dio non si è fatto uomo per abolire la sofferenza e la morte, in questa vita, ma per abolire la sofferenza e la morte, nell'altra vita, quella eterna. Se Dio avesse voluto abolire la sofferenza e la morte, in questa terra e non in Cielo, le avrebbe abolite anche per se stesso. Gesù non è venuto a trasformare questa terra in Paradiso, ma per ottenerci il Paradiso, quando passeremo, dal tempo all’eternità, per mezzo del “ponte”, della croce e della morte fisica. Chi è abituato a giudicare la "presenza" o "l’assenza" di Dio, basandosi sulla presenza o sull’assenza della croce, sarà sempre indotto in un grossolano e macroscopico errore. Gesù è sempre accanto a noi, specialmente nel difficile momento della prova e risponde alle nostre preghiere, sia liberandoci dalle croci, ma anche dandoci la forza per sopportarle. I miracoli che Gesù ha compiuto nel Vangelo, per "sfamare", "guarire" e "liberare" e "venire incontro" ad ogni miseria umana, non ha mai smesso di compierli e ancora oggi li compie, ma il miracolo più grande che compirà, sarà quello di ottenerci il dono della salvezza eterna. Infatti quando saremo passati dall'altra parte del ponte, il ponte della sofferenza e della morte, saremo liberati una volta per tutte, una volta per sempre, proprio dalla sofferenza e dalla morte.
207 - PREGARE CON LA VITA
Fuggire il peccato e accettare ed offrire a Dio, le nostre croci, vuol dire, “pregare con la vita”. Se pregassimo solo con le parole, ma non anche con la vita, non faremo la volontà di Dio e prenderemo in giro noi stessi e non certo Lui, perché Dio non si fa prendere in giro. Dio si prega con le parole, per chiedere a Lui la capacità di fare la Sua volontà, ma una volta ottenuta questa capacità, dobbiamo utilizzarla, combattendo la nostra battaglia spirituale, per non arrenderci al peccato e per non scandalizzarci difronte alla croce, nostra o altrui. Naturalmente possiamo pregare Dio per toglierci le singole croci, ma fino a che Dio non ce le toglierà, dobbiamo accettarle ed offrirle, per amore di Dio e per la salvezza delle anime, fidandoci di Dio. Se pregheremo con la vita, oltre che con le parole, Dio ci donerà, oltre alla gioia di vivere in questa vita, la salvezza della nostra anima, la salvezza dei nostri cari, oltre alla salvezza di un'infinità di altre anime.
208 - UNA REALTA' SCOMODA
Si, è vero, il peccato è una realtà "scomoda", direi quasi "antipatica", sicuramente "imbarazzante", per la mentalità di questo mondo, che “veleggia” allegramente, nella sua stragrande maggioranza, in direzione totalmente opposta a quella della volontà di Dio. Per questo, sono in molti a "rimuoverla", a fingere come se non esistesse, anche tra i fedeli, anche se, la parola "fedeli", in questo caso, mi sembra inappropriata... La cosa più preoccupante, però, è che, fra queste persone, ci sono anche, non pochi, sacerdoti e religiosi. Eppure, “la salvezza dai nostri peccati”, donata da Cristo con la sua incarnazione, passione, morte e resurrezione, è la stessa ragion d’essere del cristianesimo e dell'essere cristiani e chi nasconde questa verità, fa un enorme favore a satana. A molti di loro interessa molto di più, piacere agli uomini, che a Dio, tengono molto di più al giudizio del mondo, che a quello di Dio. Come cristiani, si sarebbero dovuti impegnare per condurre le anime lontane a Dio, mentre, invece, si sono resi, essi stessi, lontani da Dio. Avrebbero dovuto convertire il mondo a Dio, invece si sono fatti convertire dal mondo, preferendo la seduzione di satana a quella di Dio.
209 - LA MISSIONE DI GESU'
Gesù è venuto nel mondo, per salvarci dai nostri peccati, il Vangelo ce lo dice chiaramente, «Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». (Matteo 1,21). Gesù è venuto nel mondo per salvarci dai nostri peccati, per donarci, in cambio della rinuncia ai nostri peccati, la vita eterna. Per questo motivo, la rinuncia al peccato, fa parte delle promesse battesimali, cresimali: "Rinunciate a satana?" "Rinuncio". "E a tutte le sue opere?" "Rinuncio". "E a tutte le sue seduzioni?" " Rinuncio". Queste promesse di “rinuncia al peccato”, che sono promesse di “fedeltà a Cristo Sposo”, devono essere ripetute per tutta la nostra vita, devono diventare la preghiera della nostra vita, di modo che, la grazia soprannaturale di Dio, ci metterà in condizione di mantenerle. E, se anche qualche volta, per fragilità cadremo, ma saremo sinceramente pentiti della nostra caduta, Dio ci perdonerà nuovamente. Infatti, così come ha fatto con il sacramento del battesimo, che ha cancellato il peccato originale, farà con il sacramento della confessione e cancellerà i nostri peccati personali. “La missione di Gesù” è “salvarci dai nostri peccati”, ma se noi non vogliamo essere salvati, non ci obbliga, o meglio, anche se potrebbe… salvarci con la forza, non lo fa. Perché il Paradiso è un dono che Dio vorrebbe offrire a tutti noi, ma che offre solo a chi, capendo il valore di questo dono ed essendo riconoscente per questo dono, tende le braccia per riceverlo.
210 - ANIME ELETTE
Alcuni martiri cristiani, condannati al rogo, non sentivano il dolore, perché le "fiamme d’amore" dello Spirito Santo, erano più intense di quelle del fuoco materiale. Altri martiri, dei giorni moderni, muoiono in un letto di dolore, con un sorriso "angelico", rimasto "stampato" sul loro viso, anche dopo la morte. Sicuramente a loro, anche solo un attimo, prima di morire, era stata concessa da Dio, la visione di Dio. E, se vedi Gesù, che è "bellezza infinita", sei talmente rapito, che il mondo, tutto intorno, "scompare", dolore compreso. Qualsiasi croce che ci capita di dover sopportare, piccola, media o grande, è sempre l'equivalente di un piccolo, medio o grande martirio e Dio, che ha subito il martirio più grande di tutti, sul legno della croce, lo sa bene… Se affronteremo la sofferenza per amore di Gesù, con il desiderio di contribuire alla salvezza delle anime, per le quali Lui ha offerto il Suo stesso Sangue, otterremo la sicura grazia di conservare la pace e perfino la gioia di vivere, nonostante la croce. Quelli che infatti, amano i fratelli così come li ama Gesù e per questo intercedono per loro, non solo offrendo le loro preghiere, ma anche la loro croce, diventata essa stessa preghiera e anzi, la preghiera più potente di tutte, saranno le anime più care al cuore di Dio. Per queste anime elette, la gratitudine di Gesù, sarà infinita, tanto che non negherà loro nessuna grazia, anche materiali, per se stessi e per gli altri. Salvo, naturalmente, quelle che, pur sembrando buone, Lui sa, con la Sua infinita sapienza, che sarebbero dannose per l'ottenimento della vita eterna, propria o altrui.
181 – LA GOCCIA E L’OCEANO
182 - DALLA TEORIA ALLA PRATICA
183 - HO LASCIATO TUTTO
184 - I FALSI TESTIMONI
185 - PIACERE, SONO DIO…
186 - IL MONDO E' DIVISO IN DUE
187 - COME UNA PENNA
188 - LA CREAZIONE CONTINUA
189 - SOTTO IL CUSCINO
190 - NÉ SEDOTTI NÉ SPAVENTATI
191 - IL MISTERO AFFASCINANTE
192 - LA GUARIGIONE DEL CUORE
193 - IL PRIMO ERRORE DI EVA
194 - SE…
195 - SPOSARSI CON DIO
196 - LA MORTE NON LI SEPARERA'
197 - NOSTRO PADRE, MA ANCHE RE
198 - COMANDARE ALLE PAURE
199 - NELLE MANI DI DIO
200 - L'ULTIMA PAROLA
201 - I DUE MIRACOLI
202 - NON TEMERANNO LA MORTE
203 - LA FAMIGLIA DI DIO
204 - FINE DELLE PAURE
205 - AD UN SUO COMANDO
206 - IL PONTE TRA TERRA E CIELO
207 - PREGARE CON LA VITA
208 - UNA REALTA' SCOMODA
209 - LA MISSIONE DI GESU'
210 - ANIME ELETTE
Testi e immagini © di Luigi Tosti
