La fotografia
del Paradiso

31 IL PIANETA CELESTE
Anche se siamo stati sulla luna e continuiamo ad esplorare gli spazi celesti, anche se siamo riusciti a debellare molte malattie, anche se abbiamo raggiunto un progresso invidiabile, spesso la vita ci ricorda che, nonostante tutto, siamo “fragili”, “indifesi”, “impotenti”. Ogni volta che abbiamo creduto di essere "padreterni", è bastata l'esperienza della croce, a riportarci, in una frazione di secondo, dalle illusioni alla realtà. Dio sa bene che non possiamo bastare a noi stessi e, amandoci, infinitamente, si prende, costantemente, cura di noi, in questa vita. Tanto più lui si prenderà cura di noi, quando ci trasferirà dal “pianeta terra” al “Pianeta celeste”, se crederemo in Lui e credendo, faremo la Sua volontà. In Paradiso, finalmente avremo risolto tutti i problemi della nostra vita, perché vivremo “una vita beata”. Saremo resi santi per sempre, quindi anche l'anima sarà perfetta e fin da subito, mentre il corpo diventerà perfetto quando risorgerà. Risorgerà perfetto, cioè incorruttibile, vale a dire non più soggetto alla vecchiaia, alla malattia all'infortunio, alla sofferenza e alla morte. Risorgerà giovane, anche se, nel frattempo, era diventato vecchio ed eternamente giovane rimarrà. Risorgerà con una salute perfetta e perfetta rimarrà. E se il corpo aveva qualche menomazione fisica o psichica, congenita o acquisita, in Paradiso, diventerà perfetto. Saremo liberati dalla prigionia del denaro, quindi anche del lavoro, perché il Paradiso è il dono per eccellenza, quindi è la gratuità assoluta… Il Paradiso è il “Regno dell'amore”, quindi, mai più nessun dolore e mai più nessuna tristezza al mondo, ci potrà distrarre dall'amare e dall'essere amati. Si, il Paradiso sarà il “trionfo dell'amore”… “puro”, “gratuito”, “incondizionato”, “universale”, “eterno” ed “infinito”, tra noi e Dio e tra noi e i fratelli. Quei miliardi di miliardi e ancora miliardi, di fratelli e sorelle, di ogni popolo e nazione, che ci hanno preceduto in Cielo. Un fiume, interminabile, di sorrisi e abbracci, a cominciare da quelli scambiati con i nostri cari, ma a proseguire con tutti i santi del Cielo. Quando eravamo non credenti, per “toccare il Cielo con un dito”, ci accontentavamo di “elemosinare una felicità passeggera”, ora, invece, che abbiamo creduto, vissuto e sperimentato, che la Parola di Dio è verità, amore, salvezza e ci rende “gente felice”, già in questa terra, ci aspettiamo molto di più, ci aspettiamo il Paradiso.
32 LE FONDAMENTA DEL PARADISO
Quando l’angelo ha manifestato a Maria il piano divino di renderla “Madre di Dio”, non ha pensato che fosse “troppo bello per essere vero”, ma ha creduto e ha obbedito. «Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga di me quello che hai detto» (Luca 1,38). E quel “si” di Maria, pronunciato, non con tristezza, ma con lo slancio della felicità, ha riempito di una “gioia immensa” anche il Padre celeste. “La Madonna è il Paradiso di Dio” (San Luigi Maria Grignion di Montfort). Anche tu, con la tua “adesione gioiosa" alla volontà di Dio per te, se vuoi puoi diventare il “Paradiso di Dio” e perfino “grembo di Dio”. Infatti, il desiderio più grande di Gesù, è poter abitare in te, per poter dare alla luce, attraverso te, “un altro te”, cioè “un altro Gesù”. Se questo desiderio, non sarà solo Dio a desiderarlo, ma lo desidererete, insieme, tu e Gesù, “Dio sarà il tuo Paradiso” e tu sarai “il Paradiso di Dio”. Ripeti, spesso a Gesù: "Sei il mio Paradiso!" ed anche “Voglio essere il tuo Paradiso!”. Fai questo e accadranno cose meravigliose nella tua vita, perché “entrerai a far parte”, anche tu, del “piano di salvezza di Dio per l'umanità”. E agli occhi di Dio, cosa più grande non c'è!.. Perché stiamo parlando della “costruzione del Regno di Dio”, che inizia già in questa terra, visto ché è, “qui” e “ora”, che si “gettano" le "fondamenta del Paradiso”.
33 DUE STORIE DIVERSE
Due storie diverse, di due giovani donne, ma accomunate da un'unica croce, l'essere immobilizzate su una sedia a rotelle ed una stessa idea, il pellegrinaggio a Lourdes. Entrambe furono miracolate, ma in maniera diversa. Una ottenne la guarigione fisica, ma una volta ottenuta, ritornò alla sua vita di peccato. L’altra, invece, ottenne un miracolo ancora più grande, la “guarigione spirituale”, cioè la conversione. E, da quel momento in poi anche se per muoversi, continuava a non poter contare sulle gambe, era diventata una donna felice, perché, seppur su due ruote, si era messa alla sequela di Gesù. Quel Gesù che ha il potere, non solo di donare la salvezza eterna futura, in Paradiso, ma anche di rendere felici, già in questa terra, tutti quelli che decidono di seguire Lui, al posto del mondo. Spesso, il miracolo della guarigione fisica, apre la via, anche al miracolo della conversione, ma non è sempre così, non è sempre detto, perché la conversione, dipende anche dalla "variabile umana", dal nostro “si” alla volontà di Dio. Se Dio “ti comanda di camminare”, tu ti alzi e cammini, anche se eri paralitico. Dio, però, non ti può imporre di convertirti, se tu non vuoi farlo, ti può affascinare e perfino incantare con la Sua divina grazia, ma se, per te, le sirene false del mondo sono più forti, rimani spiritualmente sordo, rimani spiritualmente cieco e rimani spiritualmente paralitico.
34 UN'UNICA DANZA
Un giorno vidi una bella ragazza, priva di una gamba, sostenersi con le stampelle e, immediatamente, provai una grande pena per lei. Poi, però, grande fu la sorpresa, quando mi accorsi che questa ragazza era la gioia fatta persona, tanto che sembrava che l'intero Paradiso si riflettesse nel suo volto. Capii, allora, che aveva ricevuto la grazia più grande in assoluto, quella che non le verrà mai più tolta. Infatti in Paradiso, continuerà a danzare con l'anima, mentre, accompagnata dallo sguardo innamorato di Gesù, fisserà i Suoi occhi, incantata e ricambierà il Suo sorriso.. Anche, qui sulla terra, è stata sempre accompagnata dallo sguardo innamorato di Gesù, che non l'aveva mai persa di vista nemmeno per un istante, ma solo in Paradiso se ne potrà accorgere ed esultare di gioia. Questo però è soltanto il preludio di questa favola vera, perché, un giorno, accadrà che Gesù la sorprenderà nuovamente, quando le restituirà un corpo nuovo, perfetto e indistruttibile, come “dote dello Sposo” alla sposa. E danzerà con il corpo e con l'anima, ma non da sola. Infatti, Gesù congiungerà le Sue mani con le sue e, dal quel momento in poi, sarà un'unica danza…!
35 NIENTE PIU’ MARE?
Cosa sarà il "Paradiso", solo uno “stato di beatitudine”, oppure anche un “posto paradisiaco…?” L'uno e l'altro, altrimenti non sarebbe Paradiso… Certo la fonte primaria della felicità dipenderà dalla visione di Dio, di Maria e di tutti i santi del Cielo, dall'essere amati da tutti e dall'amare tutti, dal possedere un corpo resuscitato, dotato di “superpoteri”, come “immortalità”, “eterna giovinezza”, “indistruttibilità”, “esenzione dal dolore...” Però il Paradiso sarà anche un posto reale, sarà “la nuova Creazione”, tanto che la Parola di Dio usa questa descrizione: “cieli nuovi e terre nuove” e anche “il mare non ci sarà più”. La parola mare, però, non è da intendere in senso stretto, ma biblico. E' la parte negativa del mare, è il mare inteso, come fonte di instabilità, di insidia, di pericolo e perfino di morte. Quando, quindi, Dio ci promette che non ci sarà più il mare, vuole solo garantirci, che in Paradiso non ci sarà più posto per il male, per i pericoli, per nessun tipo di male, per nessun tipo di pericoli e tantomeno per la morte. Infatti, in Cielo, è il posto dove saremo “sani e salvi”, o meglio… “sani, salvi, felici e innamorati” per sempre…! Si, nel Regno di Dio, mai più, niente e nessuno, potranno ostacolare la nostra eterna felicità, altrimenti che Regno sarebbe?..! Quindi un elemento così suggestivo e meraviglioso come il mare, opera del “genio creatore di Dio”, immagino che non sarà cancellato, ma, semplicemente, ricreato… Sicuramente i mari del Cielo, oltre ad essere ancor più affascinanti di quelli attuali, non saranno più inquinati e, soprattutto nessuno potrà più annegare in essi. Si, il nuovo mare e i nuovi mari, saranno, solo e soltanto, fonte di "gioia pura”. "Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano passati e il mare non c'era più. «Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro". E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate. E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere». (Apocalisse, 21, 1-5) "Quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come Egli è". (1Giovanni 3, 2)
36 IL MIRACOLO PIU' GRANDE
Dio è morto sulla croce, come uomo, non certo come Dio, perché Dio, immortale. E, se, è vero che, morendo, Gesù, ci ha dimostrato di essere vero uomo, è altrettanto vero, che risorgendo, ci ha dimostrato di essere vero Dio. Dio, però, non si è limitato a risorgere, ma ha anche “trasformato” il Suo corpo mortale, in corpo immortale, cioè lo ha divinizzato, per poter un giorno, rendere divino anche il nostro corpo. Gesù, non si è fatto uomo per abolire la sofferenza e la morte, in questa terra, non è venuto a trasformare questa terra in Paradiso, ma per ottenerci il Paradiso, quando passeremo, dal tempo all’eternità. Chi è abituato a giudicare la "presenza" o "l’assenza" di Dio, basandosi sulla presenza o sull’assenza della croce, sarà sempre indotto in un “grossolano errore”. D'altronde, quando era in questa terra, Gesù, non ha abolito la sofferenza e la morte, neanche per se stesso. Gesù è sempre accanto a noi, specialmente nel difficile momento della prova e risponde alle nostre preghiere, sia liberandoci dalle croci, ma anche dandoci la forza per sopportarle. I miracoli che Gesù ha compiuto nel Vangelo, per "sfamare", "guarire" e "liberare", continua a compierli anche oggi, ma il “miracolo più grande”, che Gesù compirà, sarà quello di donarci il Paradiso.
37 LA VITA IDEALE
Quando ascoltiamo la storia degli Ebrei nel deserto, potremmo essere tentati dal dire o dal pensare: "Ma che mi importa di vicende accadute ad un altro popolo e migliaia di anni fa…?" E invece no, il ragionamento è sbagliato, perché, oggi, siamo noi stessi ad attraversare il "deserto", inteso come la somma delle fatiche e della sofferenza del vivere quotidiano. Gli Ebrei, per attraversare il deserto fisico, hanno impiegato quarant'anni, noi per attraversare la nostra vita, non sappiamo quanto ci impiegheremo. Sappiamo, però, che dopo il "deserto", non ci sarà il "nulla", ad attenderci, ma il "tutto", perché non sarà la "fine" della nostra vita, ma solo "l'inizio". L'inizio di una nuova vita, ma questa volta, senza più fine, senza più sofferenze e senza più difficoltà. Sarà l'esplosione dell'amore, perché ad attenderci, ci saranno miliardi e miliardi e ancora miliardi di persone "festanti". Dio, accanto a sua Madre, tutti i nostri cari che ci hanno preceduto nei secoli, tutti i santi di tutto il mondo e di tutte le nazioni, insieme a tutti gli angeli e primo fra tutti, il nostro angelo custode. Per gli Ebrei il punto di arrivo tanto desiderato, che Dio aveva loro promesso, era una destinazione terrena, "Gerusalemme", mentre per noi, è una destinazione eterna, la "Gerusalemme celeste", cioè il Paradiso. Solo in Paradiso, "scomparirà" il deserto, cioè la vecchiaia, le malattie, le calamità naturali, i problemi economici, la morte e naturalmente, anche l'infelicità. La vita che vivremo in Paradiso, sarà la "vita ideale", che tanto avevamo desiderato su questa terra, ma che, solo in Cielo, finalmente, potremo, per sempre, vivere.
38 L’AMORE PERFETTO
Con il peccato, l’uomo contrae con il Signore due debiti: quello della colpa e quello della pena. Il perdono di Dio, che si ottiene tramite la confessione sacerdotale, cancella la colpa, cioè ci salva dall'inferno, nel quale avremo dovuto scontare la pena eterna, ma non elimina la pena temporanea, che è una croce, necessaria, per purificare la nostra capacità di amare. Soltanto il "pentimento perfetto" dei nostri peccati, cancella, oltre alla colpa, anche la pena temporanea. E, un pentimento perfetto, solitamente è la conseguenza di un amore perfetto. Amiamo Dio, di un amore perfetto, se lo amiamo più di ogni cosa, più di ogni creatura e perfino più della nostra vita. Queste anime che amano Dio, sopra tutto, e sopra tutti, sono le più illuminate dalla grazia, tanto che, è più difficile che cadano nel peccato, ma se cadono, la consapevolezza del loro tradimento, è così profonda e il dolore, così bruciante, che gli ottiene la ”purificazione del cuore" e gli vale come “pentimento perfetto”. Queste anime “sono già pronte per il Paradiso” e se Dio non la accoglie subito con Sé, è solo per permettergli di portare ancora altri “frutti spirituali”, su questa terra.
39 VEDRANNO DIO
Gesù rivelò a Santa Caterina di Genova, che come l'oro, per diventare puro, deve, prima, essere purificato dal fuoco, allo stesso modo, l'anima per poter entrare in Paradiso, deve, prima, consentire a Dio di purificarla con il "fuoco divino" del Suo amore. Infatti, come il sole non può raggiungerci, se mettiamo una barriera tra noi e i suoi raggi, allo stesso modo, le "fiamme dell'amore di Dio", non possono purificare quelle anime che, in questa terra, "resistono" al Suo amore. Le croci, che Dio ci invia o che permette nella nostra vita, sono necessarie per la nostra conversione. Conversione che non deve durare un giorno, o un periodo, ma tutta la nostra vita terrena, altrimenti non è conversione e quindi non conduce alla salvezza. Lasciarsi convertire da Dio, vuol dire permettere che Dio purifichi la nostra capacità di amare e, detto in altre parole, permettere a Dio di renderci “puri di cuore”. E non solo permettere a Dio di renderci puri di cuore, cioè dire “si” alla grazia di Dio, l'unica che può trasformare il nostro cuore nel Cuore di Gesù, ma precederla anche, desiderando e pregando Dio che ci renda puri di cuore. “Crea in me, o Dio, un cuore puro”. (Salmo 50, 12). "Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio". (Matteo 5, 8). E, un Giorno Gesù mi ha suggerito di pronunciare, anche solo mentalmente, queste parole, nel momento in cui mi faccio il segno della croce. “Nel nome del Padre che ci benedice, ci protegge, ci purifica e ci libera dal male. Nel nome del Figlio, che sostituisce il nostro cuore con il Suo. Nel nome dello Spirito Santo, che ci dà la grazia santificante e che un giorno ci farà volare in Paradiso insieme a Lui”.
40 IL REGNO COME EREDITA'
”Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". (Giovanni 3, 4-7). Mi immagino la meraviglia di Nicodemo nell’apprendere dalle parole di Gesù, la possibilità, anzi, la “necessità”, di rinascere. "Nascere di nuovo", "nascere una seconda volta" e non più dal grembo di una donna, ma dal "grembo di Dio". Quante volte, nella tua vita, hai espresso, anzi "gridato", il tuo “desiderio di rinascere…!” E noi, nel giorno del nostro battesimo, “nascendo dal grembo di Dio”, siamo nati a nuova vita: una vita non più solo umana, ma anche divina. Infatti lo “Spirito di Dio”, lo stesso che si è incarnato in Maria, dando alla luce Gesù, “si è fatto carne in noi”, rendendoci ”figli di Dio", proprio con il sacramento del battesimo, che è il “sacramento della rinascita”. ”A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. (Giovanni 1, 12,13). “E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo” (Romani 8,17). Molti che, sono “ri-nati”, non lo sanno, o se anche lo sanno, si comportano come se non lo sapessero, perché, anziché vivere come “figli obbedienti” di Dio, si comportano come “figli ribelli”. E se, non si convertiranno, alla fine della loro vita, anziché ricevere in eredità il Regno, saranno diseredati e non certo per colpa di Dio, ma a causa di una loro precisa scelta. "Non chiunque mi dice: "Signore, Signore!" entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli". (Matteo 5,21).
41 LA VIA DEL PARADISO
Ogni croce, che ci accade nella vita, è “voluta da Dio”, o “permessa da Dio”. E' permessa, quando la sofferenza è causata dagli altri, o quando siamo, noi stessi, a farci del male, con le nostre scelte “autolesioniste”: alcool, droga, gioco d'azzardo, guida pericolosa… E' sempre e comunque, però, la volontà di Dio, a “prevalere" su tutto e su tutti e a “dirigere" il mondo e le creature, perché se così non fosse, saremo perduti… Immaginatevi, ad esempio, cosa potrebbe accadere, in tempi di arsenali atomici, se non fosse la volontà di Dio “a prevalere” su quella degli uomini… “L'ultima parola” è, sempre e soltanto, quella del nostro Dio, che è anche “nostro Creatore”, “nostro Padre” e “nostro Salvatore”. E' il nostro Dio che ”comanda", su tutto e su tutti", sulle creature visibili e quelle invisibili, su angeli e demoni. E, quando “permette” o "invia", una “croce temporanea” nella nostra vita, che a noi “sembra un male”, è solo per ottenerci, in cambio, un “bene più grande", perché infinito ed eterno. “L'amore vero”, ha come “unico fine”, la “felicità della persona amata”. E, non esiste felicità più grande, di quella che otterremo in Paradiso, quando “saremo glorificati da Dio”, perché, là dove c'è la gloria, non c'è più la croce… Gesù non è più crocifisso, come era qui sulla terra, ma glorioso in Cielo. La via che conduce al Paradiso, è “la via della santificazione”, che coincide con “la via della purificazione”… la purificazione del cuore”. E la purificazione del cuore, che si concretizza, con la conversione, coincide, a sua volta, con “la via della croce”. "Chi ha fede sa che tutto viene da Dio o che è permesso da Dio e Dio fa o permette tutto per il nostro bene, anche i mali, per attirarci al bene". (San Leonardo). “Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno”. (Romani 8, 28). “E avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio. È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre?” (Ebrei 12,5-11). Si narra che, un giorno, un pellegrino incontrò Gesù, il più grande crocifisso della storia e gli chiese quale fosse la via che conduce al Paradiso e Lui, gli indicò la croce.
42 ISTRUZIONI PER IL PARADISO
La Parola di Dio contiene la legge di Dio, cioè le istruzioni per la salvezza della nostra vita, soprattutto quella eterna, quindi le istruzioni per il Paradiso. È necessario leggere, la Parola di Dio, per conoscere la volontà di Dio, ma conoscerla, non basta, per ottenere il dono della salvezza, è necessario anche metterla in pratica. Mettere in pratica la Parola di Dio, significa impostare la direzione del “navigatore” della nostra vita, che prima era “programmata” sul peccato, in una nuova direzione, quella della volontà di Dio. Se lo faremo, potremo godere anni e anni di gioia di vivere, durante quell’avventuroso viaggio, che è la nostra vita. E, quando, poi, avremo raggiunto la destinazione finale, la gioia si tramuterà in felicità totale, assoluta e infinita e ci verrà donata insieme a Dio e all’immortalità. Si, quando finalmente avremo terminato il viaggio, che ci conduce, come un "avveniristico ponte", “dal tempo all’eternità”, potremo finalmente godere, insieme a Dio e a tutti i santi del Paradiso: "una vita da Dio".
43 UN CORPO IMMORTALE
Attorno a Gesù accorrevano malati e infermi per essere guariti da Lui e in una quantità tale, che il Vangelo dice che si trattava di una “folla” …! Gesù risponde alla loro fede, con i miracoli. D’altronde, è naturale che, Colui che ha il potere di creare l’uomo dal nulla, abbia anche il potere di guarirlo. In realtà, la morte, la malattia e la sofferenza e l’infelicità in generale, sono entrate nel mondo, solo e soltanto, a causa del peccato, perché Dio, inizialmente ci aveva creati perfetti, immortali e felici. Nella “nuova creazione”, l’uomo sarà ristabilito in tutte le sue perfezioni iniziali e sarà questa una sorta di “guarigione eterna”, che riguarderà corpo e anima e che rimarrà per sempre... Questo nostro corpo imperfetto, dopo la sua morte, sarà sostituito da un corpo perfetto, per i meriti, che ci ha conquistato Gesù, sulla croce. Un corpo perfetto come quello di Gesù, quando è risorto da morte, per entrare nella gloria e nella felicità eterna. Quanti di noi vorrebbero avere un corpo immortale, perfetto, simile a quello di Dio? Certamente tutti. Questo corpo ideale, ma reale, ci sarà donato nell'altra vita, se in questa vita, avendo scelto Gesù come nostro Salvatore, gli permetteremo di salvarci dai nostri peccati.
44 GLI PROMISE IL PARADISO
Maria Goretti, preferì, a soli 12 anni, versare il suo sangue, piuttosto che perdere la sua purezza e questo nonostante non avrebbe commesso nessun peccato, se, per salvare la sua vita, avesse ceduto alla violenza dell'aggressore. Ed era talmente certa della vita eterna promessa da Gesù, che, proprio mentre stava morendo, non era preoccupata per se stessa, ma per il suo carnefice che l’aveva appena accoltellata. E lo rimproverò dicendo: “Che fai? Tu così vai all’inferno…” E, poco prima di esalare l’ultimo respiro, si rivolse alla madre che la stava assistendo, dicendole: “Per amore di Gesù, perdono il mio assassino e desidero che, un giorno, anche lui sia, con me, in Paradiso". E, un giorno, Santa Maria Goretti, apparse, in sogno, proprio al ragazzo che l'aveva accoltellata e, sorridendo, gli promise il Paradiso. Lui rimase sbalordito e commosso, si pentì, addolorato, dal profondo del suo cuore e cambiò radicalmente vita. E, quando, dopo aver scontato 27 anni, uscì di galera, entrò in convento. E, lì rimase, nuovamente richiuso, ma, questa volta contento, perché per amore di Dio. Visse, i suoi ultimi anni, totalmente assorbito da una vita fatta di preghiera e penitenza, con la radiosa certezza, nel cuore, che avrebbe raggiunto in Cielo, quella santa eroina della Maria Goretti.
45 IL PARADISO TOTALE
Inizialmente avevo scelto per questo articolo il titolo “Il bello della fine del mondo”. Perché? Proseguite a leggere e dalla quarta riga in poi, scioglierete ogni dubbio… Non preoccupatevi e non spaventatevi, nell’ascoltare la parola “fine del mondo”, perché, per noi, la fine del mondo, potrebbe essere un “vantaggio”. La fine del mondo, sarà per noi un “affare", se, in quel momento, saremo in grazia di Dio. Infatti, in questo caso, saremmo “felicemente rapiti”, “dalla terra la Cielo” e la morte, quindi, non ci farà “nemmeno un graffio”… Insomma, a differenza di tutti quelli che ci hanno preceduto e che hanno dovuto, per il momento, lasciare il corpo nella tomba, il nostro corpo, invece, non morirà, nemmeno temporaneamente. Come se non bastasse, appena giunti in Cielo, il nostro corpo, sarà rigenerato, incorruttibile e immortale, ad immagine del corpo glorioso di Gesù. La fine del mondo, però, sarà un “guadagno”, anche nel caso in cui la nostra anima sia già in Paradiso, perché, è proprio alla fine dei tempi, che il nostro corpo risorgerà da morte, incorruttibile e immortale, ad immagine del corpo glorioso di Gesù. Sicché, si ricongiungerà, finalmente, con l'anima, per godere, insieme a lei, la felicità eterna. Si, il tempo della “fine del mondo”, sarà, per i salvati, “l'inizio del Paradiso” e precisamente, "il Paradiso totale”. Sarà il Paradiso del corpo e dell'anima, “felicemente ritornati insieme”. ”… il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore”. (1Tessalonicesi 4:16-17).
46 IL PARADISO E' LA PATRIA
Siamo “esuli” in questo mondo, che non è ancora la nostra vera “patria”, per il semplice fatto che, siamo “incamminati” verso il “traguardo” della “vita eterna” e della "vita beata" che, ringraziando Iddio, prenderà il posto di questa vita "provvisoria e “crocifissa”. Quindi anche se crediamo di abitare in "edifici stabili", la realtà delle cose è che, invece, siamo accampati su “tende instabili”, come nel deserto. Si, il “dato di fatto” di essere "solo di passaggio", in questo mondo, è, nei “piani di Dio” ed è previsto per la nostra futura felicità e per la nostra futura salvezza. Infatti, questa terra, non è ancora il "mondo ideale" che desidereremmo, ma ancora una "valle di lacrime", per la presenza, immancabile, della croce. Si, è vero, che è se siamo abitati dallo Spirito di Dio, possediamo la “gioia di vivere”, che è il “premio” che lo Spirito Santo, dona a quelli che amano Dio e per amore Suo, amano anche i loro fratelli. Però questa gioia, però, è ancora solo e soltanto un “piccolissimo anticipo” della “felcità assoluta”, “infinita”, “incondizionata” ed “eterna” che ci aspetta in Paradiso. Noi vorremmo che il Paradiso fosse già qui ed io per primo, non lo nascondo… ma questa nostra vita, lo ripeto a voi, e lo ripeto a me, per primo, non è ancora il Paradiso, ma il tempo di attesa, che deve essere gioiosa, che lo precede e che lo prepara.
47 L’ABITO BIANCO
A ben guardare, la vita che viviamo su questa terra, è attesa del Paradiso, ma non attesa passiva. Il tempo che trascorriamo in questa vita è quello della santificazione e non c’è santificazione, senza purificazione, quindi, in un certo senso, questa vita è una specie di purgatorio. Sarebbe quindi saggio “sopportare”, con fede, le pene temporanee, che il Signore permette, per il nostro stesso bene, per "purificare" la nostra anima, "dall’attaccamento" ai nostri peccati, per non dover sopportare, anche un secondo purgatorio nel al di là. Infatti per evitare l’inferno, è sufficiente il perdono di Dio, ma per godere il Paradiso è necessaria la purezza dell’anima. Nessun'anima, infatti, potrà mai "vedere" Dio, se non ha prima “completato" il suo percorso di purificazione. Per entrare in Paradiso occorre, “l’abito bianco”, quello battesimale, “l’abito nuziale”, senza il quale non si può convolare a nozze eterne con Gesù. Cerchiamo di mettere in "cima ai nostri desideri", quello di fare la volontà di Dio e in questo caso, quando ci chiamerà, non saremo costretti ad un secondo di purgatorio, ad una nuova attesa, che indipendentemente dalla sua durata ci sembrerà interminabile.
48 Il PARADISO SUBITO
Se ci “sanguina” il cuore per aver tradito l’amore di Gesù, con il peccato e, al tempo stesso, confidiamo, fiduciosi come bambini, con certezza assoluta, nella Sua misericordia, Lui cancella non solo la nostra “colpa”, ma anche la nostra “pena”. Quella pena temporanea che dovremmo scontare per purificare il nostro cuore dall’attaccamento al peccato. Infatti con la cancellazione della colpa evitiamo l’inferno, cioè le “pene eterna”, ma non siamo ancora pronti per il Paradiso, perché non siamo ancora puri e, se morissimo un secondo dopo, dovremo affrontare le “pene temporanee” del purgatorio. Pur essendo stati discolpati da Gesù, non abbiamo ancora “l’abito bianco della purezza” e per ottenere la purificazione della nostra anima, dovremo quindi andare incontro a un periodo di “sofferenze di purificazione”, in questa vita, o se il tempo non fosse sufficiente, anche nell’altra. Il buon ladrone, pur provenendo da una vita di peccato, ebbe un atto di pentimento perfetto, che gli procurò la purificazione del cuore e Gesù, per questo, non solo gli promise il Paradiso, ma il “Paradiso subito”. “E diceva: “Gesù, ricordati di me quando verrai nel tuo regno!”. E Gesù gli disse: “Io ti dico in verità che oggi stesso, tu sarai con me in paradiso”. (Luca 23 42-43)
49 PER I MERITI DI CRISTO
È per i meriti, infiniti, di Cristo, conquistati per noi sulla croce ed offerti al Padre per la nostra salvezza, che noi possiamo ricevere da Gesù, in questa vita, "la cancellazione dei nostri peccati" e, nella vita che verrà, ottenere la "cancellazione della sofferenza e della morte". La cancellazione dei nostri peccati, originale e personali, avviene mediante il sacramento del battesimo e la cancellazione dei peccati personali, avviene per mezzo del sacramento della "confessione", chiamato anche sacramento della "riconciliazione", o della "penitenza" o anche della “resurrezione”, perché la nostra anima era morta a causa dei nostri peccati, ma con il perdono divino risorge.. La riconciliazione con Dio, ottenuta per mezzo della cancellazione die peccati, fa sì che torniamo ad essere abitati dallo Spirito Santo, quindi santificati da Lui. E, per tutti coloro che, chiamati da Dio, saranno trovati abitati da Lui, si apriranno, all’istante, le porte del Paradiso, il Regno della felicità infinita ed eterna.
50 PORTE APERTE IN PARADISO
Quando non è più possibile distinguere la volontà di Dio dalla nostra, perché i Suoi desideri sono diventati i nostri desideri, diventiamo "una sola cosa con Dio". È Cristo “fornace” di amore che ci “incendia” del Suo stesso ardore, trasformandoci in Sé, cioè in “altri Gesù”. Questo “sconfinamento di Dio in noi” e di noi in Dio, in quel Dio che è santità assoluta, ha il potere e l’effetto di bruciare ogni sporcizia e impurità dell’anima, rendendola purissima. E, se morissimo, in quello stesso istante, le porte del Paradiso, per noi, si aprirebbero immediatamente, tra l’abbraccio di Gesù, quello di Maria e l’acclamazione festante di tutti gli angeli e di tutti i santi.
51 MOLTO PIU’ CHE TURISTI
Se moriremo “stato di grazia”, anziché di peccato mortale, nel matrimonio che avverrà in Cielo, tra noi e Lui, saremo confermati, per sempre, in santità. Quindi, non rischieremo più di perdere Dio e, di conseguenza, nemmeno il Paradiso. In Cielo, non occorrerà più rivolgere a Dio le nostre promesse di fedeltà, così come abbiamo fatto con il battesimo, perché in Paradiso, riceveremo il dono, divino, dell'impeccabilità, che ci permetterà di rimanere, per sempre, fedeli a Dio. L’anima, che è immortale fin da subito, sarà accolta in Cielo e sarà divinizzata, cioè resa perfetta, vale a dire resa per sempre santa. Poi, quando il nostro corpo risorgerà, per ricongiungersi con la nostra anima, sarà reso anch’esso immortale e, anch’esso sarà divinizzato, cioè reso perfetto, vale a dire reso per sempre santo. A questo punto, potremo goderci, in santa pace, come in una vera e propria vacanza eterna, tutte le delizie del Paradiso. Paradiso, sarà, certamente, la “nuova creazione”, non paragonabile per bellezza a quella terrena, di cui potremo godere senza bisogno di spendere soldi, senza dover interrompere le vacanze per tornare al lavoro, senza lo scadere del tempo, senza che la vita si esaurisca, o senza che la gioventù ritrovata, possa essere rovinata dalla vecchiaia. Ancor prima però, che il “Regno dei turisti”, il Paradiso sarà il “Regno dell’amore” e dal trionfo dell’amore, ancor più che dal godere le bellezze del nuovo creato, deriverà, la nostra felicità illimitata e infinita.
52 L’ANIMA È INDISTRUTTIBILE
Il cimitero vero non è quello che conosciamo, perché lì ci sono solo un mucchio di ossa, o solo un po’ di polvere, ma l’uomo non è lì. Il nostro io, cioè le nostre facoltà del pensare amare e volere, appartengono all'anima e non al corpo e l'anima è immortale, per questo continueremo a vivere, anche quando la nostra anima si distaccherà dal nostro corpo. "L’anima non è soggetta al deterioramento e alla morte, perché non è fatta di materia, ma di spirito, che è "indistruttibile". E il nostro corpo, che invece è corruttibile, è destinato a deteriorarsi e a morire, ma poi risorgerà. Allo stesso modo che è già risorto il corpo di Cristo, anche il nostro corpo risorgerà e si ricongiungerà con la nostra anima e non morirà mai più. E, se l'anima è eternamente felice in Paradiso, anche il corpo, quando risorgerà, condividerà con lei questa felicità, per l'eternità. Al contrario, se l'anima è all'inferno, quando il corpo risorgerà e si riunirà a lei, subirà la sua stessa infelicità, per l'eternità.
53 TUTTI SPOSI E TUTTI FRATELLI
Nel matrimonio, gli sposi sono uniti per la durata della loro vita terrena. la morte, li “separerà”, ma “solo temporaneamente”, perché, se si salveranno, si ritroveranno, insieme, in Paradiso, là dove, niente e nessuno potrà mai più separarli. Lì, continueranno ad amarsi, come fratello e sorella, perché in Paradiso, saremo tutti, sposi o spose di Dio. Questo non vuol dire, però, che l’intensità dell’amore tra coloro che erano sposi, sarà meno intenso di quello che hanno vissuto sulla terra. Al contrario, il loro amore sarà grande come non è mai stato, perché sarà reso perfetto da Dio. Tutti i salvati, in Paradiso, saranno, per sempre, “sposi di Dio” e tutti saranno “fratelli e sorelle” fra loro. E da questo “amore sponsale” e da questo “amore fratello”, che in entrambi i casi è “amore divino”, deriverà la fonte primaria della nostra felicità.
54 IL CASO NON ESISTE
Le prove con le quali la vita ci costringe a misurarci e che a nessuno, al mondo, sono risparmiate, ricco o povero, famoso o sconosciuto, buono o cattivo, credente oppure ateo, che sia, sono lontane dalla nostra comprensione. Eppure, non sono mai frutto del caso, ma rispondono ad un preciso disegno di Dio, nostro Padre, volto ad ottenerci, il nostro bene più grande in assoluto: la salvezza eterna. Non occorre comprendere il significato di una determinata croce, che ci verrà svelato, solo quando saremo in Cielo, ma avere la certezza che Dio, amandoci infinitamente, si sta servendo di quella determinata prova, per il nostro unico bene: il Paradiso.
55 BEATO O POVERACCIO
Il nostro corpo ha bisogno della nostra anima, per poter vivere, mentre, al contrario, la nostra anima può vivere anche autonomamente. Infatti l'anima è fatta di spirito, cioè della stessa "sostanza" di Dio e quindi è immortale. La nostra capacità di “pensare, amare e volere”, dipende dalla nostra anima e non dal nostro corpo, quindi, anche dopo la nostra morte, continueremo ad essere vivi, perché continueremo a pensare, ad amare e a volere. Continueremo a vivere, anche se in forma diversa, solo spirituale, anziché anche materiale. Per il momento, vivremo allo stesso modo degli angeli, che, pur non avendo il corpo, sono esseri viventi. E, il nostro corpo, che tutti "crederanno morto", in realtà, si troverà soltanto in uno "stato di riposo". E se la nostra anima sarà in Paradiso, quando il nostro corpo risorgerà si ricongiungerà con lei, per godere la sua stessa felicità. L'espressione più comune che sentiamo, quando uno muore è: “Poverino... è morto”. Niente di più sbagliato se la sua anima, si è salvata, perché si dovrebbe, invece dire: "beato Lui…!" Se, invece, la sua anima fosse all'inferno, la parola “poverino” non sarebbe adatta, sarebbe meglio sostituirla con la parola "poveraccio" e ancora comunque non renderebbe l'idea. I dannati infatti, sono dei veri e propri “morti viventi”, condannati a soffrire per l'eternità. All'inizio solo con il corpo, ma poi anche con l'anima… E la vita di colui che vivrà solo per soffrire e la cui sofferenza non avrà più fine, la considerereste, forse, “vita eterna”, o, in realtà, “morte eterna?"
56 SULLA CIMA DEL PARADISO
Consapevoli del fatto che, prima di poter raggiungere il Paradiso, nell’altra vita, è necessario attraversare il "deserto della purificazione", in questa vita, non spaventiamoci della croce, perché non siamo soli. Gesù ci accompagna, ci sostiene, ci protegge, ci consola, ci rende forti, ci dona la pace, la gioia, l'entusiasmo e ci apre la strada…! Non per niente Gesù invita tutti quelli che scelgono di amarlo, così come ha fatto con i primi apostoli, a seguirlo ed in cambio li renderà pescatori di uomini, cioè di anime. Esaudirà, cioè la loro preghiera di intercessione, quando pregheranno per la salvezza dei loro fratelli ed essendosi fatti strumento di salvezza per gli altri, Dio stesso “assicurerà” loro “un posto”, “in prima fila”, in Cielo. “Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. (Matteo 4, 18-20). Consapevoli di avere al nostro fianco, questo “alleato invincibile”, perché è uomo, ma, al tempo stesso, Dio, “riempiamo” il “serbatoio” del nostro cuore, col “carburante” dell’entusiasmo, della speranza e della gioia, prima di affrontare queste sempre diverse tappe della nostra vita, considerandole, sempre nuove e stimolanti avventure. E quando il cammino si farà “arrampicata”, sarà un buon segno, perché vorrà dire che l'orizzonte della vittoria, si fa più vicino. E’ il segno rivelatore che stiamo salendo “in cordata” con Gesù", che siamo a metà strada tra Cielo e terra. A renderci saldi è la certezza, incrollabile, che Gesù, che ci precede e che ci ha legato a Sé, con con solide imbracature, ha reso sicura questa nostra "arrampicata". Lui non ci lascerà un solo istante, almeno fino a che non “pianteremo la bandiera” della vittoria, sulla "cima del Paradiso", dove "sventolerà" per l’eternità. Gesù, non permetterà che cadiamo, se non vogliamo cadere. Se, invece, deliberatamente “taglieremo le “funi” che ci legano a Lui, a causa del peccato, non potrà impedire la nostra caduta. Se, però, dopo che eravamo morti, desidereremo essere “riportati in vita”, Lui lo farà e potremo riprendere, sorridenti, la scalata. E, nei momenti più difficili della nostra vita, Gesù, ci porterà sulle Sue spalle e ci farà salire con la forza, onnipotente, delle Sue braccia. “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?” “Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli”. (Matteo 18,12:14). "Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento” (Luca 15, 5).
57 CUSTODIRE L'ANIMA
Se è importante difendere, proteggere e custodire il nostro corpo, è ancora più importante difendere, proteggere e custodire la nostra anima. Eppure, se è evidente, a tutti, l’importanza di curare il proprio corpo, che vedono, non a tutti, invece, è chiara l’importanza di curare la propria anima, che non possono vedere. Eppure, solo se avremo fatto la volontà di Dio, in questa vita, avremo salvato, per sempre, la nostra anima e se avremo salvato la nostra anima, avremo salvato, sia il nostro corpo, che la nostra anima, per l'eternità. Non c’è niente di male nel prendersi cura della salute e della bellezza del corpo, ma non fatelo mai a scapito della salute e della bellezza dell’anima. Infatti, la salute e la bellezza del nostro corpo, a causa della malattia, della vecchiaia e della morte, prima o poi, le perderemo, almeno in questa vita, ma se cureremo la salute e la bellezza della nostra anima, oltre a salvare l'anima salveremo anche il corpo, per l'eternità. E, se l’anima sarà rimasta in salute e bellezza e per questo avrà raggiunto il porto sicuro del Paradiso, anche il corpo, quando risorgerà, sarà bello e sano per sempre. Anzi, sarà molto più bello e molto più sano di prima. Infatti risorgerà perfetto, cioè senza più alcun nessun difetto fisico, né di salute. Sarà, e rimarrà, eternamente giovane e non morirà mai più, perché sarà diventato immortale come l’anima.
58 - LE CAREZZE DI DIO
Si sarebbe forse potuto convertire il "buon ladrone" sulla croce, senza la croce? In effetti il buon ladrone, che era stato durante la sua vita un ladro ed anche un assassino, buono lo è diventato solo dopo, dopo la croce; talmente buono da meritare subito il Paradiso. L'altro ladrone appeso sulla croce, invece, è rimasto cattivo anche dopo e purtroppo, poi, all'inferno, cattivo per sempre. La croce è quella "medicina di salvezza", per noi, "malati di peccato", senza la quale, nessuno si potrebbe salvare, ma alcuni lo comprendono, altri no. Questo lo so per esperienza, perché un giorno ho capito, "Qualcuno" mi ha fatto capire, proprio sotto la croce, che "le croci sono le carezze di Dio". «Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi! Ma l'altro lo rimproverava: Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male. E aggiunse: Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Gli rispose: In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso». (Luca 23, 39-43)
59 DESTINATI AL REGNO
"Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". (Matteo 5,8). Contemplare è un "vedere Dio con gli occhi del cuore" e, in un certo senso, vedere Dio fin da subito. Se siamo in grazia di Dio, e cioè abitati da Dio, Dio "purifica" il nostro cuore "dall'attaccamento" al peccato, cioè ci fa diventare "puri di cuore". Le tentazioni rimangono, perché scompariranno solo in Cielo, ma l'amore per Gesù è più forte dell'amore per il peccato, per questo combattiamo, con l'aiuto, soprannaturale di Dio, per rimanere fedeli a Dio e riusciamo a vincere le tentazioni. È la purezza del cuore, che è un dono di Dio che ci unisce a Dio e, in questa unione tra noi e Dio, in cui l'umano e il divino, non solo si toccano, ma, sconfinano, reciprocamente, tutto è possibile…! Questa unione tra noi e lo Spirito Santo, è un'unione "trasformante", cioè "deificante", perché dare il permesso a Dio di "santificarci", equivale a dare il permesso a Dio di "divinizzarci". Allora, quando siamo divinizzati, incominciamo, inaspettatamente, a "desiderare ciò che Dio desidera". E, ciò che desidera Dio, è la nostra santità in questa terra, per ottenere la nostra felicità, eterna ed infinita, in Cielo. Lì, in Paradiso, ameremo Dio, non più nella "penombra della fede", ma alla "luce del giorno", perché, finalmente potremo vederlo così come Egli è. Potremo vederlo, abbracciarlo e non perderlo mai più…! In Paradiso incontreremo il sorriso di Maria, ritroveremo i nostri cari, conosceremo i nostri antenati e ameremo e abbracceremo anche tutti i salvati, di tutti i tempi e di ogni parte del mondo. Si, perché il Paradiso è sia il "Regno", che il "regnare"...!
60 PER SEMPRE FELICI E CONTENTI
Quelli che si faranno salvare da Gesù, trascorsa questa vita terrena, non moriranno, ma “nasceranno al Cielo”. La nascita al Cielo è un “nuovo inizio”, che non avrà più fine. In Paradiso non avremo più limiti e confini, né di tempo né di spazio e sarà per sempre cancellata la sofferenza dalla nostra vita. La "nascita al Cielo" sarà la fine della vita corruttibile e l’inizio, di una vita incorruttibile. Sarà la fine della vita imperfetta e l’inizio della vita perfetta, per questo motivo non ci ammaleremo più e saremo e rimarremo, eternamente giovani…! Con la nascita al Cielo, si realizza il “lieto fine”, il “e vissero, per sempre, felici e contenti” ...!
“NON VOGLIAMO LASCIARVI NELL'IGNORANZA…”
"3 Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. 14 Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. 15 Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. 16 Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; 17 quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. 18 Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. (1Tessalonicesi 4:13-18). 1 La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; 2 mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. 3 Mi disse: «Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». 4 Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. 5 Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. 6 Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». 7 Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. 8 Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro. 9 Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». 10 Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. 11 Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. 12 Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. 13 Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. 14 Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio. (Ezechiele 37,1-14)
31 IL PIANETA CELESTE
32 LE FONDAMENTA DEL PARADISO
33 DUE STORIE DIVERSE
34 UN'UNICA DANZA
35 NIENTE PIU’ MARE?
36 IL MIRACOLO PIU' GRANDE
37 LA VITA IDEALE
38 L’AMORE PERFETTO
39 VEDRANNO DIO
40 IL REGNO COME EREDITA'
41 LA VIA DEL PARADISO
42 PER SEMPRE FELICI E CONTENTI
43 UN CORPO IMMORTALE
44 GLI PROMISE IL PARADISO
45 IL PARADISO TOTALE
46 IL PARADISO E' LA PATRIA
47 L’ABITO BIANCO
48 Il PARADISO SUBITO
49 PER I MERITI DI CRISTO
50 PORTE APERTE IN PARADISO
51 MOLTO PIU’ CHE TURISTI
52 L’ANIMA È INDISTRUTTIBILE
53 TUTTI SPOSI E TUTTI FRATELLI
54 IL CASO NON ESISTE
55 BEATO O POVERACCIO
56 SULLA CIMA DEL PARADISO
57 CUSTODIRE L'ANIMA
58 LE CAREZZE DI DIO
59 DESTINATI AL REGNO
60 ISTRUZIONI PER IL PARADISO
Testi e immagini © di Luigi Tosti
